lunedì 23 maggio 2016

I funghi della città di Brescia

È grazie alla passione che nasce un libro così!

Oltre vent’anni fa, soci del Circolo G. Carini di Brescia iniziano a perlustrare le aiuole e i parchi della città per approfondire lo studio dei funghi cresciuti in tali ambienti. Un lavoro metodico e di passione i cui risultati vengono pubblicati sul Bollettino del Gruppo.

È il 2002 quando appare il primo contributo “I funghi della città di Brescia” (Boll. Carini 44 : 29-41) con la segnalazione di 32 taxa, in buona parte costituito da entità poco note e scarsamente descritte in letteratura. Fra queste, numerose risultano essere nuove per l’intera Provincia (“prima segnalazione per il territorio bresciano”).

Da allora il lavoro di ricerca e di censimento ha assunto un connotato di continuità tale che a fine 2014 erano stati determinati oltre 370 taxa, tutti rigorosamente raccolti in zone strettamente urbane, quelle ad alta antropizzazione, escludendo i territori del vasto Comune di Brescia che per conformazione o per ubicazione non potevano essere definiti urbani.

Questa iniziativa ha coinvolto a vario titolo numerosi Soci del Circolo e tale era l’interesse che, a partire dal 2013, proprio ai funghi della città è stata dedicata una giornata di studio plenaria. I risultati sono davvero sorprendenti: nonostante le due esperienze sinora maturate si siano svolte in date “proibitive” per la ricerca di funghi alle nostre latitudini (fine novembre), in entrambe le occasioni sono state raccolte in una sola mattinata un inaspettato numero di specie, tanto da riuscire a determinarne rispettivamente 95 nel 2013 e 110 nel 2014.

Così, in occasione del 50° anniversario di fondazione del sodalizio bresciano, ecco un evento memorabile: la pubblicazione di un volume, forse l’unico in letteratura, improntato sullo studio delle specie fungine che crescono in ambiente urbano.


Il libro costituisce la prima pubblicazione a carattere monografico dedicata ai funghi delle aree urbane. Ne sono autori Maurizio Chiari, Gianbattista Giliani, Gianfranco Medardi e Carlo Papetti ed è edito dal Circolo Micologico Giovanni Carini di Brescia.

Sintesi: Sono descritti macro e microscopicamente, e illustrati con fotografie a colori, 313 taxa trovati nei viali alberati, nei parchi e nei giardini della città di Brescia • Un capitolo è dedicato alla presentazione dei luoghi di ricerca con descrizione delle essenze presenti e con fotografie panoramiche a colori • Sono 432  pagine in pregiata carta patinata nel formato 17 × 24 cm • Copertina in cartoncino pesante plastificato • 317 fotocolor di funghi ripresi in ambiente • 23 fotocolor degli ambienti di crescita.

Prezzo di vendita 30,00 euro + spese di spedizione

Prezzo ai Soci AMB 27,00 euro + spese di spedizione

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri S.. (2016 Maggio) I funghi della città di Brescia Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2016/05/i-funghi-della-citta-di-brescia.html






giovedì 21 aprile 2016

Pleurotus opuntiae

Pleurotus opuntiae (Durieu & Lévillé) Saccardo

Approfitto ancora una volta di una bella "Riflessione Micologica" dell'amico Angelo Miceli su un interessante ritrovamento nella terra di Sicilia.



La nostra bella isola di Sicilia, ricoperta da boschi e circondata dal mare, offre, per i numerosi appassionati di micologia, grazie alla varietà delle essenze arboree ed arbustive che ne ricoprono tanto il territorio collinare e montano quanto quello che si estende in prossimità del litorale marittimo, tantissimi spunti per avvicinarsi allo studio di specie fungine di difficile ritrovamento che, grazie alle loro diverse forme nutrizionali, si legano alla vegetazione dell’isola.

In questa nostra nuova “Riflessione Micologica”, prendendo spunto da un recente ritrovamento, intendiamo occuparci di una specie di difficile reperimento, legata in rapporto di saprofitismo con una pianta con crescita tipica sul territorio siciliano nota come “Ficodindia” e dal cui nome scientifico: “Opuntiae ficus-indica” deriva la denominazione del macromicete di cui intendiamo occuparci: Pleurotus opuntiae.

Nella sistematica micologica trova posto nel Genere Pleurotus, Famiglia Pleurotaceae, Ordine Agaricales, Classe Basidiomycetes.

Al genere appartengono funghi dal portamento “pleurotoide”, ovvero caratterizzati da cappello con depressione centrale tendente all’imbutiforme, da lamelle lungamente decorrenti, gambo laterale o eccentrico e crescita spesso cespitosa.

Sono funghi carnosi ed omogenei, con cappello asciutto, lamelle bianche, gambo eccentrico, laterale, mai centrale. Appartengono, per la colorazione delle spore bianco-biancastro-crema, al gruppo dei funghi Leucosporei.

Si tratta di specie tipicamente saprofite, privilegiando la loro crescita sulle parti morte di varie essenze arboree o su residui marcescenti di ombrellifere (vasta e caratteristica famiglia di piante Dicotiledoni con fiori disposti in ombrelle semplici o più spesso composte che prende il nome dalla forma dell'infiorescenza); - o, come nel caso specifico, con Cactaceae - con crescita singola o, come per alcune specie, in forma fascicolato-connata.

Al Genere appartengono specie di buona qualità ed apprezzate in cucina; alcune di queste, come ad esempio Pleurotus eryngii e Pleurotus ostreatus, si prestano alla coltivazione in serra occupando il terzo posto, per quantità prodotte, a livello mondiale, dopo Agaricus bisporus e Lentinula edodes.


            Opuntia ficus-indica     ©  S. Balestreri
Cappello: nelle varie fasi di accrescimento si presenta inizialmente leggermente convesso per appianarsi in una fase successiva, assumendo, a maturità, una forma concava. Nell’aspetto generale si manifesta conchiforme, flabelliforme, con orlo involuto negli esemplari giovani, lobato in quelli maturi. Superficie inizialmente di colore bianco-candido, con tendenza a scurirsi verso la maturità assumendo colorazioni crema-biancastro o grigio-giallastro; si presenta opaca, leggermente corrugata e tomentosa, decorata da piccole squame distribuite irregolarmente, concolori o fulvastre, poco evidenti.

Lamelle: sottili, strette, tipicamente decorrenti, intervallate da lamellule, anostomosate in prossimità del gambo. Inizialmente di colore bianco tendenti al biancastro-crema verso la maturazione del carpoforo. Orlo prima intero, poi leggermente ondulato.

Gambo: assente o appena accennato, in posizione eccentrico-laterale, cilindrico, pieno, tenace, fibroso, tomentoso, con feltro miceliare bianco alla base.

Carne: tenera nella fase iniziale di crescita, poi fibrosa, tenace. Colore bianco, sapore gradevole.

Habitat: dalla primavera all’estate, raramente anche in autunno, in forma singola o cespitosa. Si associa, come saprofita, ad Opuntia ficus-indica (ficodindia) trovando habitat ideale sui tronchi o sui cladodi (pale: parti del fusto del ficodindia di forma appiattita che, unite tra di loro, formano delle ramificazioni) morti della pianta. In letteratura sono segnalati ritrovamenti associati anche a Yucca, Agave, Dracena e Cactaceae varie.


Commestibilità: Commestibile da giovane, coriaceo e poco gustoso a maturazione:
“buono e delicato a mangiarsi senza pericolo di veneficio raccolto allo stato giovane, mentre divenuto adulto, acquistando proprietà coriacea, prestasi male alla cottura e perde il gusto che gli è proprio” (G. Inzenza – 1865)

Sinonimi:  
Agaricus opuntiae Durieu & Lév., (1850); Dendrosarcus opuntiae (Durieu & Lév.) Kuntze, (1898); Panellus opuntiae (Durieu & Lév.) Z.S. Bi, (1987); Pleurotus ostreatus subsp. opuntiae (Durieu & Lév.) A. Ortega & Vizoso, (1992)

Nomi dialettali: funcia di ficudinnia (Sicilia).

Ritrovamenti recenti: primavera 2015 - Santa Maria di Salina (Isole Eolie – Messina) su resti secchi di Opuntia ficus-indica, ad opera del micologo messinese Franco Mondello.

Curiosità: Opuntia ficus-indica (L.) Mill. (1768), comunemente nota come ficodindia, appartiene alla Famiglia delle Cactaceae, è una pianta succulenta, arborescente, originaria del Messico. Fu importata in Europa dagli esploratori della spedizione di Cristoforo Colombo. Si è particolarmente diffusa in Sicilia dove viene coltivata in maniera intensiva ed è considerata un elemento caratteristico e decorativo del paesaggio.

Angelo Miceli

Cita questa pagina:
Miceli A.. (2016 Aprile) Pleurotus opuntae. Estratto da AppuntidiMicologia ©

lunedì 14 marzo 2016

AppuntidiMicologia

                                                          Boletus edulis                               N.Oppicelli

Cinque anni volati e siamo già nel sesto!

Mi è proprio scappato di mano il compleanno, il primo Marzo. In quella data, nel 2011 pubblicavo un timido post sulla nascita di AppuntidiMicologia…

Tanta “paura” da parte mia nel mettermi in gioco sul web con le mie conoscenze, i miei dubbi, le mie incertezze. Poche letture e poche visite all’inizio, pochi commenti. Poi, grazie anche agli amici ed ai lettori in continuo aumento, siamo arrivati fin qui!

Mi guardo alle spalle e ad oggi vedo più di 340 post pubblicati, veramente tanti per un blog che tratta sostanzialmente di Micologia. Alcuni di questi hanno toccato migliaia di letture e mi fa veramente piacere constatare che, oltre ai tantissimi italiani, ci sono sempre più lettori dislocati in tutto il mondo.

Il quinto anno, dicono, è il raggiungimento della maturità per un blog. Io spero che sia maturo soprattutto per i contenuti e per le risposte che può dare ai lettori.

Questo appena iniziato sarà un anno particolarmente importante per me, perché è maturata la possibilità di collaborare con la rivista “Passione Funghi e Tartufi” su cui verranno pubblicati mensilmente i post di AppuntidiMicologia.

Inoltre dovrò mettere la testa in un importante impegno formativo. Se ciò aumenterà il mio bagaglio di conoscenze, purtroppo avrò meno tempo per gestire il blog e probabilmente  pubblicherò un numero di post ridotto rispetto al passato. 
Sono certo, però, che da questo impegno nasceranno nuovi spunti ed approfondimenti per il futuro.

Ringrazio tutti gli amici che hanno contribuito con testi ed immagini a far crescere bene il sito e i tanti lettori che, con i loro contatti e commenti, mi hanno stimolato a proseguire sulla strada intrapresa.


Tanti Auguri, AppuntidiMicologia!

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri S.. (2016 Marzo) AppunidiMicologia, Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2015/03/appuntidimicologia.html
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