venerdì 29 aprile 2011

VeRdiamoci a Sovico




VeRdiamoci a Sovico  è un evento dedicato alle tematiche ambientali in senso lato: dal miglioramento del verde pubblico e privato presente sul territorio alla valorizzazione delle attività agricole superstiti, dalla difesa dell’ambiente naturale alla promozione degli stili di vita più sobri ed ecocompatibili, dalla gestione ottimale dei rifiuti alla promozione di una maggiore cultura ambientale sia tra i giovani che tra i meno giovani.
L’iniziativa intende anche promuovere il recupero delle tradizioni locali, e favorire la socializzazione tra i cittadini, valorizzando tutte le risorse locali in qualche modo coinvolte o coinvolgibili sulle tematiche sopra citate.

Tutte le informazioni qui:

*
*
*
*
*
 Saremo presenti anche noi per parlare di micologia, per conoscerci e per tutte le informazioni necessarie sui funghi ed il loro mondo.

Gruppo di Desio
  


 VI ASPETTIAMO

giovedì 28 aprile 2011

E se non ci sono funghi?

A volte succede che la voglia di cercar funghi ti assale, diventa un pensiero insistente, un bisogno, anche se le condizioni climatiche dei giorni precedenti non sono state affatto favorevoli alla loro crescita. Allora si telefona a qualche amico che sai sempre e comunque disponibile appena pronunci la parola magica, in quattro e quattr’otto ci si organizza e si va! Comunque! A zonzo nella natura, anche senza funghi, vuoi mettere? È primavera, qualcosa troveremo… il paesaggio, l’aria frizzante, fiori, erbe, il volo lento e circolare di una poiana, dici poco?
Ci inoltriamo nel bosco, dentro la natura, immersi nei profumi ora leggeri e soavi delle viole mammole, ora intensi e inebrianti dei mughetti, ora forti e pungenti dell’aglio orsino, attorniati dalle variegate melodie amorose degli uccelli, attratti da ogni rumore che riesce a solleticare la nostra fantasia: “Il tambureggiare del picchio proviene da quella direzione. Starà preparando il nido o è alla ricerca di cibo? Quel  fruscio… forse uno scoiattolo. O è stato un ghiro?”.  
Oltre alle orecchie aperte, teniamo il passo svelto per raggiungere le zone ritenute più fruttuose, e l’occhio vigile per perlustrare ogni angolo della vegetazione. Giunti sul posto che si ritiene più propizio, ci concentriamo nella ricerca e non molliamo tanto presto, anche se la raccolta è scarsa o addirittura nulla. Quando la situazione è proprio “magra”, spesso si guarda in alto, lungo i tronchi, per scovare almeno qualche fungo lignicolo.
Ai primi ritrovamenti ci si ferma, si fotografa, si raccoglie, si determina… 

Nel dubbio si approfondirà poi con calma, dopo la colazione al sacco, con l’aiuto dell’inseparabile manuale.
Intanto si chiacchiera, si scambiano informazioni ed esperienze, i ricordi di passate escursioni e di ritrovamenti di specie rare. Non mancano mai le discussioni sulla corretta determinazione della specie e a volte capita che le conoscenze acquisite sul campo, l’analisi visiva, la consultazione del manuale lì per lì non bastano, tanto le specie possono essere simili e confondibili. Che complicata la micologia! Ma affascinante, sempre.
Di tanto in tanto capita di incontrare altri escursionisti, semplici camminatori che, notando i nostri movimenti, si incuriosiscono e chiedono perché perlustriamo il bosco. Non avendo alcuna conoscenza in campo micologico, si meravigliano del nostro obiettivo: - Ma come? Cercate funghi? Adesso? In primavera?
E allora, quando non possiamo mostrare alcun frutto, perché il nostro impegno quel giorno non è stato premiato, si sfoderano la proprie conoscenze per informarli che i funghi non crescono solo in autunno, ma in tutte le altre stagioni.
Al termine dell’escursione, anche se il nostro cestino è vuoto, c’è la soddisfazione di aver trascorso qualche ora in un ambiente naturale rilassante e corroborante

Stefano Balestreri
*un grazie partcolare a Luciano  
 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Aprile).E se non ci sono funghi?. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/04/e-se-non-ci-sono-funghi?.html

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua

AppuntidiMicologia augura una serena e spensierata Pasqua a tutti

AppuntidiMicologia las esperanzas de una solución pacífica y feliz Pascua a todos

AppuntidiMicologia hopes for a peaceful and joyful Easter to all

AppuntidiMicologia l'espoir d'une paisible et joyeuse Pâques à tous

AppuntidiMicologia Hoffnungen auf eine friedliche und fröhliche Ostern an alle   









Stefano Balestreri

lunedì 18 aprile 2011

Calocybe gambosa

Prugnolo, Fungo di San Giorgio, Fungo della saetta, Spinarolo


Un proverbio toscano recita: “Al primo tuono nasce il prugnolo”. Per questo motivo viene chiamato anche “fungo della saetta”. È detto pure “fungo di San Giorgio”, in quanto associato dalla gente delle campagne al primo periodo di crescita (23 aprile, S. Giorgio), mentre per i micologi  è pure Lyophillum/Tricholoma georgii.
Il prugnolo deve il suo nome anche all’habitat in cui cresce, di solito in terreni con presenza di prunus, biancospini, rovi e rosacee in genere. Poiché queste piante, di cui è simbionte, sono con le spine, questo fungo è chiamato anche “spinarolo”.
Chi ha occhio vigile può scovare questi funghi nei prati e nelle radure, lì dove l’erba cambia colore, disposti in cerchi o a zig-zag, così quando se ne trova uno, si fa in fretta a  riempire il cestino! Per le credenze popolari sono i cerchi delle streghe, ma in realtà si tratta del micelio in gran quantità.
Poiché è molto fedele alle stazioni di crescita, i raccoglitori ritornano metodicamente ogni anno sul luogo del delitto.

Il prugnolo è un fungo dall’intenso odore di farina fresca, tanto che, se si ha naso, si fiuta ancor prima di vederlo.
Il suo cappello, inizialmente sferico, sembra un tutt’uno col gambo (Calocybe cioè testa dal bel cappello = dal greco kalós (καλός) = bello e kúbe (κύβη), poi si apre fin quasi ad appianarsi; il suo colore varia dal biancastro ad un bel crosta di pane, mentre il gambo è bianco, pieno ed ingrossato alla base (ecco perchè gambosa... dal piede grosso).
Sotto il cappello, l’imenio, a lamelle molto fitte e sinuose, varia dal biancastro al crema pallido.

La “morte” del prugnolo: a piccoli pezzi o tritati finemente, saltati in olio con uno spicchio d’aglio e un pizzico di sale per una quindicina di minuti.
Un cucchiaio di questa bontà può essere spalmata sul pane tostato o utilizzata in abbondanza per condire la pasta, insieme a una macinata di pepe e a una manciata di prezzemolo.

Questo fungo è apprezzatissimo in Toscana. Ogni anno a Firenzuola, nel Mugello, si organizza la Sagra del fungo Prugnolo. Quest’anno è prevista per il 28-29 maggio e il 4-5 giugno. Se vi trovate in zona…. 

* Un grazie particolare a J.C.Poveda Molero per la foto 
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Aprile).Calocybe gambosa:Prugnolo,Fungo di San Giorgio,Fungo della saetta, Spinarolo. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/04/calocybe-gambosa.html

lunedì 11 aprile 2011

Ascomiceti vs Basidiomiceti


La varietà degli esseri viventi presenti in natura è così ricca e complessa che spesso gli studiosi si trovano ad esaminare un animale o un vegetale che, per le sue caratteristiche particolari, deve essere classificato come nuovo soggetto. A questa sorprendente ricchezza non fa eccezione il regno dei Fungi, la cui complessità porta sovente a dispute tra esperti per la classificazione di determinate forme di vita. Bisogna riconoscere, comunque, che gli studiosi hanno compiuto un egregio lavoro di classificazione che permette a chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo di avere una chiara e sicura base di partenza. Per introdurre alla conoscenza di questo regno, incomincerei a presentare la suddivisione da cui scaturiscono poi gli altri criteri di classificazione.
Il regno Fungi, è suddiviso tassonomicamente in quattro phyla (divisioni), ma per la maggior parte degli appassionati cercatori di funghi potrebbe essere ridotto esclusivamente a due divisioni, Ascomiceti e Basidiomiceti, perché nelle altre c’è poco da gustare.
Qui daremo qualche informazione basilare su queste due divisioni.
Gli ascomiceti si trovano dappertutto, anche in ambienti estremi, adattandosi dove risulta impossibile per altre forme di vita, addirittura legandosi ad alghe per dar vita ai licheni e sopravvivere al clima antartico o ai climi caldi e secchi dei deserti.
Qualche specie è diventata estremamente importante per la nostra vita (pensiamo ai lieviti e al Penicillium )  e ricercatissime per il consumo alimentare (tartufi, morchelle). Comprendono specie parassite e saprofite, alcune di esse addirittura sono unicellulari, altre si sviluppano formando ascocarpi (quelli che chiamiamo funghi) tramite le ife miceliari.
Producono spore, o meglio ascospore (da 4 fino a 32) all’interno di una caratteristica cellula chiamata asco (dal greco askòs = sacco, otre) che ha forme diverse in base alle specie.
Gli ascomiceti sono un numero  significativo di organismi, pari al 75% di tutte le specie di funghi finora censiti. Hanno forme tra le più strane e vivono su diversi substrati (terreno, pelle, foglie, squame, ecc).

Aschi con spore di Mitrophora fusca
A differenza dei primi, i basidiomiceti hanno difficoltà di adattamento agli ecosistemi polari, vivendo bene nelle regioni caldo-temperate.
La loro importanza per l’uomo è dovuta per lo più all’uso utilitaristico (alimentazione e commercio), pur essendo ben rappresentati con specie tra le  più velenose e tossiche!
Rappresentano il sistema più evoluto dei funghi. Comprendendo specie parassite e simbionti, molte di esse sono dannose per l'agricoltura (Ustilago maydis)
Pur differenziandosi nell’aspetto e nelle caratteristiche macroscopiche, tutti i basidiomiceti si caratterizzano microscopicamente per le spore (basidiospore fino a 4) che maturano all'esterno di cellule chiamate basidi (dal greco basidium = base) con forme simili a clave. 
Basidio con quattro spore di Psathyrella bipellis


Rileggendo il titolo, ritengo che non ci sia nessun "vincitore" tra i due phyla: l’importanza dei funghi ed il ruolo che rivestono all’interno di tutti gli ecosistemi portano ad un sostanziale pareggio, ad un perfetto equilibrio, che nell’ambiente naturale non è una cosa da poco.


 Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Aprile).Ascomiceti vs Basidiomiceti. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/04/ascomiceti-vs-basidiomiceti.html

lunedì 4 aprile 2011

Morchella

   Spugnola              Colmenilla             Morel                Morcheln          Morille





Aprile e la primavera in genere sono il periodo più interessante per raccoglitori 
ed appassionati per trovare gli ascomiceti.
Morchella, Gyromitra, Verpa ed altri generi si affacciano negli angoli di diversi habitat.

Cercherò di descrivere genericamente le Morchelle, in quanto le poche specie, molto 
simili tra loro, sono state variamente interpretate dai diversi autori di micologia 
(senza nulla togliere ai loro approfonditi studi).
Solitamente numerose e ravvicinate nelle zone pianeggianti, bisogna stare attenti a dove si cammina: il rischio di farne una frittata in anticipo è altissima.
In boschi di frassino e olmi in prossimità di riali, al limite dei prati, nelle aree golenali della Bassa o nei boschi alpini di pino e larice, per la loro comparsa l’elemento acqua deve essere sempre presente.
Il “cappello” di questi ascocarpi viene definito mitra o mitria (ricorda il famoso copricapo vescovile), è di forma conica, più o meno acuta a seconda delle specie, presenta costolature verticali e orizzontali formanti alveoli che ricordano un nido d’api o una spugna (ecco la Spugnola!)







Il colore varia anch’esso a seconda delle specie e varietà: si va dal giallo-miele, 
al noisette, al grigiastro fino al bruno nerastro.
Il gambo biancastro, giallino, costolato verticalmente, è di forma cilindrica, cavo all’interno.
Il fungo ha carne di consistenza elastico-cartilaginea ed odore leggermente spermatico.
Per la consistenza della carne e la presenza degli alveoli è un fungo che si presta fortunatamente ad essere lavato e rilavato, non assorbendo acqua.
Le dimensioni variano in funzione delle specie arrivando anche oltre i 20 cm di altezza 
per  5 di diametro in Morchella conica.
Attenzione: le morchelle vanno sempre consumate dopo cottura a fuoco vivace e senza coperchio per almeno 15 minuti per eliminare la presenza di una tossina termolabile.

 Molto ricercate in questa stagione, a seconda delle annate possono raggiungere sui mercati locali prezzi da capogiro, anche perché la loro presenza è molto limitata nel tempo e se dovesse capitare una primavera un po’ troppo ventilata ed asciutta… addio Nouvelle Cousine!
Per la ricerca l’occhio si deve abituare: questi ascomiceti si mimetizzano perfettamente con il colore del sottobosco, però, di solito, visto il primo …inizia la festa.
 Particolarmente apprezzate in Francia e in Svizzera, a Boyne City, nel Michigan, addirittura le “festeggiano” (in tutti i sensi…). Se la raccolta qui da noi non vi soddisferà, siete ancora in tempo per trovarne qualcuna "Up the Michigan” *   morelfest 2011

* Su nel Michigan. I 49 Racconti E. Hemingway
Stefano Balestreri 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Aprile).Morchella:Spugnola, Colmenilla, Morel, Morcheln. Morille. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/04/morchella.html

venerdì 1 aprile 2011

Corso Nazionale Micologi

Vuoi diventare Micologo?



Anche per il 2011 Iscom Formazione Forlì-Cesena per la Regione Emilia Romagna organizza   
Corso Nazionale per la formazione di Micologi pubblici e privati ai sensi del Decreto Ministero Sanità 686/96.

Il corso avrà durata di 300 ore e si svolgerà in due sessioni suddivise in tre moduli
 I sessione 2011
Dal 06 al 11 Giugno
Dal 19 al 24 Settembre
Dal 10 al 15 Ottobre

 II sessione 2012
Dal 16 al 26 Aprile
Dal 17 al 22 Settembre
Dal 24 al 28 Settembre
Dal 15 al 19 Ottobre

Esame il 20 Ottobre 2012

I corsi si svolgono seguendo la metodologia tradizionale delle lezioni, integrate con sussidi audiovisivi e microscopi, per l’esame morfobotanico dei funghi e conseguenti dibattiti in gruppi di lavoro.
Verranno effettuate periodiche esercitazioni in habitat ed in aula con verifica delle conoscenze acquisite.

Per chi è già micologo:

Corso Nazionale di Approfondimento micologico: determinazione macro e microscopica dei funghi freschi e secchi Boletaceae-Russulales

Il corso di durata di 30 ore si svolgerà dal 14 al 17 Settembre 2011 è articolato in tre fasi   
  •      Ricerca in habitat;
  •      Studio macro-microscopico e determinazione delle specie raccolte;
  •     Verfica e discussione
Personale docente :
Oscar Tani, Adler Zuccherelli, Mirko Illice, Elisabetta Guerzoni.

Sede dei corsi:
Bagno di Romagna Fraz. Acquapartita (FC)
Per Info: 
               tel. 0547.639897  claudia.ricci@iscomcesena.it

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...