lunedì 30 maggio 2011

Anno Internazionale delle Foreste

Il 2011 è stato proclamato dall’Assemblea delle Nazioni Unite l’Anno Internazionale delle Foreste per sostenere l’impegno per la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Anche se, quasi quasi, sta passando in sordina, mi permetto di dire qualcosa anch’io, naturalmente con un’attenzione “micologica”.
Le foreste costituiscono uno dei più importanti ecosistemi complessi in cui determinate associazioni vegetali, animali e microbiologiche hanno raggiunto condizioni di stabilità in relazione alla natura del suolo e al tipo di clima; in questo ambiente tutti i suoi abitanti  sono collegati tra loro nei grandi cicli dell’energia e del metabolismo delle sostanze nutritive. Questa complicata interdipendenza è semplificabile: le piante sono nutrimento per gli erbivori e questi per i carnivori.

La degradazione dei resti di piante ed animali spetta ai funghi, protozoi e batteri che li trasformano in sostanze organiche utili al ciclo della vita.
Questi processi di decomposizione vengono sottovalutati, se non addirittura ignorati. Per assorbire le sostanze nutritive necessarie per la loro crescita e riproduzione, i funghi saprofiti assicurano la degradazione delle materie in decomposizione. Senza l’attività di questi organismi, la fertilità del terreno e, di conseguenza, la crescita delle piante, risulterebbe drasticamente ridotta.
Le foreste senza funghi non potrebbero esistere
 I funghi parassiti, invece, “attaccano” gli esseri viventi (vegetali e animali), mentre altri funghi preferiscono vivere in simbiosi con le radici degli alberi.
Le foreste senza funghi non potrebbero esistere: senza la loro azione, infatti, esse risulterebbero un ammasso di residui legnosi e di animali morti.




Mai come in questo caso è valida l’affermazione “senza i funghi non ci sono foreste e senza foreste non c’è vita!”

Grazie alla loro grande biodiversità, alla loro capacità di adattamento e alla produzione di enzimi diversi, i funghi possono colonizzare un’infinita gamma di ambienti. Purtroppo tale  biodiversità è in diminuzione a causa delle azioni antropiche.
Questa perdita, oltre all’evidente e irreparabile danno ecologico, assume connotati ancor più negativi se pensiamo a quante specie di funghi, tante delle quali ancora sconosciute, potrebbero essere utilizzate per la produzione dei farmaci, nell’industria alimentare o nel risanamento delle aree inquinate.
Stefano Balestreri
 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Anno Internazionale delle Foreste. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/anno-internazionale-delle-foreste.html

lunedì 23 maggio 2011

Incontri ravvicinati

Non è il titolo del film di Spielberg, ma andando a funghi è possibile fare incontri molto ravvicinati che ti ghiacciano e ti esaltano. Nel folto del bosco, infatti, tra alberi, cespugli e felci, ci si può imbattere in qualche rettile che, è risaputo, terrorizza i più, ma può anche affascinare.
Questa volta l’animale strisciante, molto ben mimetizzato, ci è apparso davanti agli occhi all’improvviso, come se volesse sorprendere, spaventare e stupire gli impreparati “fungiatt”. E ci è riuscito! Dopo un primo colpo al cuore, però, ci siamo accorti che era un innocuo e stupendo colubro di Esculapio di un metro e mezzo e forse più!!!
Colubro di Esculapio
Il rettile era immobile su un sentiero, sopra un letto di foglie secche, fino a qualche istante prima baciate dal sole. Non sembrava impaurito dalla presenza di creature tanto diverse da lui, anzi noi abbiamo fatto un passo indietro! (anche due…)

Nel più assoluto silenzio del bosco di faggi ed abeti ci fissava, fiero delle sue dimensioni, nel suo abito grigio con striature verdastre.
Come non approfittare della ghiotta occasione per immortalare con qualche scatto una creatura che solitamente si mimetizza talmente bene da risultare invisibile ai nostri occhi o che fugge di fronte al pericolo costituito dall’uomo?

Questo serpente ama vivere ai margini dei boschi, in zone cespugliose e nei roveti, ma è possibile osservarlo anche nelle  zone montane e collinari coltivate, dove trova rifugio nei vecchi muri a secco.
Il colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) è agile e vivace, con corpo snello ed elegante; possiede una testa stretta, pupilla rotonda e squame piatte e lisce. Gli adulti hanno una livrea giallo-grigia o grigio-verde con le parti inferiori giallastre; i giovani sono di colore grigio o olivastro. Il maschio è più grande della femmina e può raggiungere una lunghezza di 200 cm. 
Il colubro si nutre in prevalenza di piccoli roditori, anche se non disdegna i nidiacei che scova “arrampicandosi” sui cespugli e sui rami degli alberi.
Nidiacei di Capinera potenziale colazione per il colubro

Se inavvertitamente ci si avvicina non accorgendoci della sua presenza, esso rimane immobile sfruttando al massimo il suo mimetismo.
Generalmente è tranquillo, ma se viene minacciato da vicino non esita a sollevarsi dal suolo in posizione da cobra, lanciandosi in finti attacchi intimidatori.

Si è fatto fotografare a lungo, il vanitoso, consapevole di essere il più famoso serpente al mondo essendo rappresentato sul bastone tenuto in mano dalla statua in oro ed avorio di Esculapio (Asclepio), ancora oggi simbolo della Medicina.  
  
            
Stefano Balestreri

 * grazie a D. Rocconi per il contributo.
**grazie a G. Meier del Blog:  Serpenti del Ticino

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Colubro di Esculapio. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/colubro-di-esculapio.html

lunedì 16 maggio 2011

Polyporus squamosus

Il gigante buono?

Andando alla ricerca degli ascomiceti primaverili è facile imbattersi in funghi lignicoli alla base di tronchi marcescenti.
Il Polyporus squamosus difficilmente passa inosservato: è un vero e proprio “gigante dei funghi” che, in questa stagione, raggiunge la sua massima fruttificazione con esemplari da guinnes dei primati.
Questo basidiomicete, generalmente a forma di ventaglio, leggermente imbutiforme, può raggiungere diametri di  oltre 30 cm, con spessore fino a 4-5 cm nella parte centrale. La parte superiore ha colori dall’ocra al marrone con l’età, è decorata radialmente da una squamatura più scura (squamosus per le squame che ricoprono il cappello). Ha un gambo molto sodo, breve, eccentrico e rastremato alla base, annerente col tempo verso il basso.
L’imenio di questo fungo è formato da pori (Polyporus deriva dal greco πολύ= polý che significa molto e πόρους= pórous=poro, per i molti pori) angolosi e irregolari; la sua superficie è di color avorio crema. La carne è tenera, ma ben presto dura e stopposa, dall'intenso odore di farina ed erba.
In habitat si presenta sempre con più esemplari sovrapposti a formare gruppi molto voluminosi e raggiungendo dei pesi considerevoli.

È un fungo parassita, ma anche saprofita, poiché cresce indifferentemente su ceppaie in decomposizione e su alberi ancora vivi, attaccandoli dall’interno del fusto o dei grossi rami, sottraendo loro energia per lo sviluppo. Infatti, degradando con i suoi enzimi i componenti delle cellule legnose (lignina, cellulosa), causa danni notevoli alla pianta, fino alla sua morte.
Riguardo alla commestibilità di questa specie, anche se in letteratura si possono trovare testi che ammettono il consumo di soli esemplari giovani e teneri, personalmente lo sconsiglio in quanto di scarso valore alimentare e, visto che si “nutre” di lignina e cellulosa, anche se tenero, avrei come l’impressione di mangiare un bell’impasto di segatura e carta…
Nella medicina naturale viene usato come ingrediente negli integratori alimentari per l’aumento delle difese immunitarie nella prevenzione delle malattie da raffreddamento.

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Polyporus squamosus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/polyporus-squamosus.html

giovedì 12 maggio 2011

CORSO MICOLOGIA


Ufficio Formazione ed Aggiornamento
Dipartimento di Prevenzione
EVENTO FORMATIVO 2011
FUNGHI IPOGEI E GASTEROMICETI:
FRODI ALIMENTARI E INTOSSICAZIONI
23, 24 e 25 giugno 2011
Ascoli Piceno
Aule Centro Formazione ed Aggiornamento
(presso il complesso scolastico Scuola Media Monticelli)
Destinatari:
Tecnici della Prevenzione nell’ambiente di vita e di lavoro; laureati in Medicina, Scienze Biologiche o altre discipline del settore bio-medico, purché in possesso dell’attestato di Micologo ai sensi del D.M.S. 686/1996, che prestino servizio presso gli Ispettorati Micologici AASSLL, o siano dipendenti di Corpo Forestale o altri Enti, o appartenenti alle Forze dell’Ordine

Richiesti Crediti Formativi ECM
 PROVIDER ECM E
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Centro Formazione ed Aggiornamento
ASUR Marche Zona Territoriale 13
tel. 0736 345514-345515 (anche fax)
fax 0736 345526

23 giugno 2011
  •   FUNGHI IPOGEI: ecologia, cicli riproduttivi, modalità di ricerca e raccolta; cenni alla coltivazione dei tartufi: rel. Alberto  Mandozzi 
  •   FUNGHI IPOGEI: sistematica, caratteri morfologici e organolettici:  rel. Alberto Mandozzi
  •  I tartufi: trattazione delle specie commercializzabili in Italia. I prodotti alimentari a base di tartufi. Trattazione di alcune specie ipogee non commercializzabili e delle più comuni sofisticazioni e frodi commerciali.: rel. Marco Morara
24 giugno 2011
  •  Lo studio degli ascomiceti ipogei: osservazione della morfologia sporale al microscopio ottico: rel. Marco Morara
  • Modalità operative per l’identificazione micologica e lo svincolo sanitario delle partite di funghi epigei secchi e diversamente conservati importati da paesi terzi : rel. Nicola Sitta
  • Che cosa sono i GASTEROMICETI : rel. Nicola Sitta
  •  Intossicazioni e avvelenamenti causati da gasteromiceti e funghi ipogei: rel.  Nicola Sitta
25 giugno 2011
  • Trattazione sistematica delle specie di funghi ipogei più comuni nel territorio ascolano e più in generale nella regione Marche : rel. Alberto Mandozzi 
  •  Questionario e chiusura del corso

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Responsabile Scientifico del corso:
Dott. Vincenzo Calvaresi
Tec. Prevenzione Marco Monadi
Tel. 0734/781042
Fax 0734/780402


La partecipazione è riservata alle prime 25 domande di partecipazione pervenute alla Segreteria organizzativa via e-mail o fax, per informazioni contattare la Segreteria Informativa

lunedì 9 maggio 2011

Gyromitra

La primavera è una stagione interessante per gli Ascomiceti e il genere Gyromitra riveste un ruolo importante con la propria presenza,  nonostante le poche specie che lo rappresentano (esculenta, gigas, ticiniana, ecc.).
Non sempre facile da trovare, ma a caccia di Morchelle può capitare di imbattersi in questi funghi.
Saprofita, vive in boschi di conifere in prossimità di residui legnosi e radici.
Gyromitra esculenta
 Con le morchelle condivide la definizione di mitria o mitra per il cappello che, per la forma, rimanda al copricapo frigio del dio Mitra; rammenta, inoltre, il cappello indossato dai galeotti marsigliesi liberati durante la rivoluzione francese e il copricapo cardinalizio.
L’etimologia del genere Gyromitra deriva dal greco guròs (γυρός) = rotondo e mitra (μίτρα) = mitra, cioè mitra rotonda. Quindi il “cappello” non è perfettamente a forma di mitra, è subgloboso, molto irregolare, ricco di anse che gli conferiscono un aspetto “cerebriforme”, con variazioni di colore dal rosso ruggine al bruno (più ocraceo nella G. gigas).
Il margine della mitra aderisce al gambo in maniera irregolare e in diversi punti.
Il gambo, biancastro/avorio con focature color ruggine, è solitamente breve ed ingrossato alla base, talvolta completamente nascosto dalle volute del cappello. Presenta longitudinalmente costolature ed è cavo.
L’ascocarpo (il corpo fruttifero, cioè il fungo) ha dimensioni mediamente nell’ordine di 10 x 15 cm, ma anche oltre. La carne è fragile, di consistenza cerosa, sembra inzuppata d’acqua; l’odore è leggermente spermatico.
Gyromitra gigas
Questi funghi, dal glorioso passato culinario, sono stati (e lo sono ancora) spesso la causa di gravi avvelenamenti, alcuni addirittura mortali. Sono responsabili della sindrome gyromitrica  dovuta alla giromitrina, una tossina presente in tutte le specie appartenenti al Genere.

Anche se il nome della specie esculenta sembra essere una garanzia per il consumo, come le altre rappresentanti del genere non deve essere assolutamente consumata!

Gyromitra infula è una specie autunnale con le stesse caratteristiche di tossicità delle “sorelle” primaverili.

*Un grazie partcolare a Alessandro Boffelli per le foto
 Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Gyromitra. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/gyromitra.html

lunedì 2 maggio 2011

Galizia

Tranquilli, non è una finta. Sembra incredibile, ma sono porcini veri, verissimi!!!.
Le foto sono state scattate pochi giorni fa, dopo che un importatore mi aveva comunicato che i porcini erano sul mercato.
Gli ho chiesto, stupito, se c’erano già gli aestivalis.
- No, sono i pinophilus, arrivano dall’Alta Galizia, freschissimi! – è stata la sua risposta.
Essendo un po’ San Tommaso, non ho potuto resistere, ed eccovi le prove.

Galizia (Spagna), terra di confine proiettata verso il mare che lì, più che altrove, scolpisce, modella, scava e disegna il paesaggio a volte aspro, duro, accidentato, più spesso dolce, calmo ed accogliente.
A caratterizzare questa regione sono le rias altas, valli sempre verdi strapazzate dai forti venti atlantici, insenature che godono di un microclima particolare e che, come i fiordi, si succedono una dopo l’altra lungo il litorale lambito dal Mar Cantabrico, a nord, e dall’Oceano Atlantico a ovest.
Nelle località della costa galiziana, dove in primavera il clima è più morbido, e più all’interno, nelle località di Lugo e Ourense, dove sono più abbondanti le pinete, la crescita dei funghi inizia molto presto e finisce molto tardi, così che vengono raccolti dalla popolazione locale già ad aprile per continuare fino a novembre.

Con queste condizioni climatiche andar per funghi è molto redditizio, tant’è che in pochi anni si sono aperti progressivamente i canali commerciali da queste province a tutte le altre della Galizia, ed i porcini arrivano anche sulle nostre tavole già per Pasqua.
Nei fitti boschi che coprono i dintorni di Lugo e Ourense è facile imbattersi in intere famiglie del posto intente alla raccolta dei porcini e dei funghi di ogni specie, di cui la regione è particolarmente ricca.

Purtroppo queste raccolte intensive, come possiamo ben immaginare, creano problemi all’ecosistema boschivo. Per tale motivo in questa regione sono molto attive associazioni micologiche che si battono per una regolamentazione ed un controllo sulle modalità di raccolta, in modo da salvaguardare i luoghi di crescita di questi frutti.

E da noi? La descrizione delle caratteristiche macroscopiche, dei tempi e dell’habitat di crescita di questi e delle altre specie di porcini sarà lo scopo di futuri post. Non ho accennato alle ricette. I golosoni non dubitino: le avranno a disposizione!

*Un ringraziamento particolare a: refungando.blogspot.com

Stefano Balestreri 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Galizia. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/galizia.html
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