lunedì 9 maggio 2011

Gyromitra

La primavera è una stagione interessante per gli Ascomiceti e il genere Gyromitra riveste un ruolo importante con la propria presenza,  nonostante le poche specie che lo rappresentano (esculenta, gigas, ticiniana, ecc.).
Non sempre facile da trovare, ma a caccia di Morchelle può capitare di imbattersi in questi funghi.
Saprofita, vive in boschi di conifere in prossimità di residui legnosi e radici.
Gyromitra esculenta
 Con le morchelle condivide la definizione di mitria o mitra per il cappello che, per la forma, rimanda al copricapo frigio del dio Mitra; rammenta, inoltre, il cappello indossato dai galeotti marsigliesi liberati durante la rivoluzione francese e il copricapo cardinalizio.
L’etimologia del genere Gyromitra deriva dal greco guròs (γυρός) = rotondo e mitra (μίτρα) = mitra, cioè mitra rotonda. Quindi il “cappello” non è perfettamente a forma di mitra, è subgloboso, molto irregolare, ricco di anse che gli conferiscono un aspetto “cerebriforme”, con variazioni di colore dal rosso ruggine al bruno (più ocraceo nella G. gigas).
Il margine della mitra aderisce al gambo in maniera irregolare e in diversi punti.
Il gambo, biancastro/avorio con focature color ruggine, è solitamente breve ed ingrossato alla base, talvolta completamente nascosto dalle volute del cappello. Presenta longitudinalmente costolature ed è cavo.
L’ascocarpo (il corpo fruttifero, cioè il fungo) ha dimensioni mediamente nell’ordine di 10 x 15 cm, ma anche oltre. La carne è fragile, di consistenza cerosa, sembra inzuppata d’acqua; l’odore è leggermente spermatico.
Gyromitra gigas
Questi funghi, dal glorioso passato culinario, sono stati (e lo sono ancora) spesso la causa di gravi avvelenamenti, alcuni addirittura mortali. Sono responsabili della sindrome gyromitrica  dovuta alla giromitrina, una tossina presente in tutte le specie appartenenti al Genere.

Anche se il nome della specie esculenta sembra essere una garanzia per il consumo, come le altre rappresentanti del genere non deve essere assolutamente consumata!

Gyromitra infula è una specie autunnale con le stesse caratteristiche di tossicità delle “sorelle” primaverili.

*Un grazie partcolare a Alessandro Boffelli per le foto
 Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Gyromitra. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/gyromitra.html

8 commenti:

  1. C'è tanta gente fortunata che trova funghi, anche
    se non commestibili, bellissimi nelle foto con i
    loro superbi colori. Ma la pioggia quando arriva?
    Sarà per me motivo di rivalsa dai sogghigni della suocera...
    ciao Dante

    RispondiElimina
  2. Dante:
    E tentare con danze propiziatorie?
    ;-)))
    stefano balestreri

    RispondiElimina
  3. Complimenti Stefano articoli interessanti e di facile comprensione. Complimenti!
    Alex

    RispondiElimina
  4. Grazie, è un bell'impegno ma molto più piacevole con i vostri commenti sempre favorevoli.
    ciao
    stefano balestreri

    RispondiElimina
  5. Fino a qualche anno fa l'HELVELLA INFULA (Schaeffer) oggi Gyromitra infula quelli che la conoscevano se la mangiavano di buon gusto, compreso io, anche la Gyromitra esculenta (risotti o fettuccine). Magari in quantità modeste e comunque nessuno di noi non è mai stato male. In effetti, noti autori come Bruno Cetto e altri la consideravano un buon commestibile da consumare con tutta tranquillità. Ora non la raccolgo ma mi chiedo in che quantità la giromitrina diventa pericolosa?

    RispondiElimina
  6. ***Anonimo...senza firma… dimenticanza?
    E' buona regola firmare, anche con un nick name.
    Grazie.

    Il "caso" Gyromitra è diventato famoso per il fatto che fino ad un po’ di anni fa veniva tranquillamente consumata. I "Senatori" del mio gruppo micologico spesso raccontano di quando la mangiavano. Questi funghi hanno una tossicità che definirei incostante ed in più, ogni consumatore può "sopportarla" in modo diverso, inoltre la giromitrina è molto "volatile" e NON ne va del tutto con l'essicazione e la cottura. E' stato rilevato che la concentrazione nelle diverse specie varia dai 60 a 320 mg/Kg di fungo fresco. Il meccanismo dell'intossicazione è molto complesso ed è dovuto a due reazioni dovute ad idrazine una delle quali la monometilidrazina (MMH) : ha dose letale 10-30mg/kg nei bambini e 20-50mg/kg nell'adulto che equivale mediamente, tenendo conto delle variabili di incostanza di cui sopra, a circa 1,5 kg di fungo fresco.
    Ciao
    Stefano Balestreri

    RispondiElimina
  7. Chiedo scusa per la mancata firma, è stata proprio una distrazione.

    Ti ringrazio per le informazioni e spiegazioni sulla tossicità della Gyromitra, così accurate non le avevo trovate da nessuna parte.
    Non so se tu hai mai degustato delle fettuccine con la Gyromitra infula... ti garantisco che ci si lecca i baffi e ora che ho letto in che quantità diventa pericolosa, mi sa che se la trovo quest'autunno, poca poca me la prendo, quanto basta solo per me per un buon piatto, solo una volta l'anno ;-)

    Grazie ancora e complimenti. Ti scrivo da Vicenza
    Renato

    RispondiElimina
  8. * Renato da Vicenza.
    O,k, per la distrazione. ma ben più grave è la tua perseveranza a voler consumare la Giromytra,
    Anche a piccole dosi rischi nel tempo seri danni da accumulo. Ciò è dimostrato da diversi studi di tossicologia!
    Non mi pare corretto poi "pubblicizzare" su questo blog le tue "performance" di micofago. Sei libero di fare ciò che vuoi ma per cortesia non qui.
    Grazie.
    Stefano Balestreri

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...