lunedì 16 maggio 2011

Polyporus squamosus

Il gigante buono?

Andando alla ricerca degli ascomiceti primaverili è facile imbattersi in funghi lignicoli alla base di tronchi marcescenti.
Il Polyporus squamosus difficilmente passa inosservato: è un vero e proprio “gigante dei funghi” che, in questa stagione, raggiunge la sua massima fruttificazione con esemplari da guinnes dei primati.
Questo basidiomicete, generalmente a forma di ventaglio, leggermente imbutiforme, può raggiungere diametri di  oltre 30 cm, con spessore fino a 4-5 cm nella parte centrale. La parte superiore ha colori dall’ocra al marrone con l’età, è decorata radialmente da una squamatura più scura (squamosus per le squame che ricoprono il cappello). Ha un gambo molto sodo, breve, eccentrico e rastremato alla base, annerente col tempo verso il basso.
L’imenio di questo fungo è formato da pori (Polyporus deriva dal greco πολύ= polý che significa molto e πόρους= pórous=poro, per i molti pori) angolosi e irregolari; la sua superficie è di color avorio crema. La carne è tenera, ma ben presto dura e stopposa, dall'intenso odore di farina ed erba.
In habitat si presenta sempre con più esemplari sovrapposti a formare gruppi molto voluminosi e raggiungendo dei pesi considerevoli.

È un fungo parassita, ma anche saprofita, poiché cresce indifferentemente su ceppaie in decomposizione e su alberi ancora vivi, attaccandoli dall’interno del fusto o dei grossi rami, sottraendo loro energia per lo sviluppo. Infatti, degradando con i suoi enzimi i componenti delle cellule legnose (lignina, cellulosa), causa danni notevoli alla pianta, fino alla sua morte.
Riguardo alla commestibilità di questa specie, anche se in letteratura si possono trovare testi che ammettono il consumo di soli esemplari giovani e teneri, personalmente lo sconsiglio in quanto di scarso valore alimentare e, visto che si “nutre” di lignina e cellulosa, anche se tenero, avrei come l’impressione di mangiare un bell’impasto di segatura e carta…
Nella medicina naturale viene usato come ingrediente negli integratori alimentari per l’aumento delle difese immunitarie nella prevenzione delle malattie da raffreddamento.

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Maggio).Polyporus squamosus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/05/polyporus-squamosus.html

5 commenti:

  1. Sono arrivato in questo sito per caso, ma ho lavorato dentro fungaie, e l'ingrediente era paglia, letame di cavallo o di pollo, tanta acqua, vapore ( 1 mese ) e naturalmente spore; tempo 2 mesi e ci sono i funghi. Probabilmente i consumatori non sanno gli ingredienti...

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    1. Anonimo:
      In parole povere il "disciplinare" per la preparazione del substrato per la coltivazione di champignons (Agaricus bisporus)prevede gli ingredienti che hai citato.
      In natura succede la stessa cosa ma in condizioni naturali con tempi lunghi e modi del tutto casuali.
      L'uomo realizza, massimizzando ciò che la natura fa spontaneamente.
      Per quanto riguarda i consumatori, in etichetta non è scritto come vengono coltivati i funghi e ciò vale anche per le verdure e vegetali in genere (anche lì si usa lo stallatico o peggio concimi meno bio).
      Ti dirò, personalmente uno dei funghi più gustosi, secondo me è il Coprinus comatus...lo sai dove cresce ?
      Leggi qui: http://appuntidimicologia.blogspot.it/2011/11/coprinus-comatus.html
      Ciao e grazie.

      Ricordati di firmarti, è più piacevole anche risponderti ;-))
      Stefano Balestreri

      P.s: Hai lavorato anche in fungaie dove si produceva il Pleurotus ostreatus?
      Ho bisogno un'informazione tecnica.
      A presto
      stefano

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  2. Interessantissimo il commento del sig. A..... appena postato. Devo confermare che è proprio così, il letame o i liquami sono l'ingrediente principe per molte colture agricole.
    A tal proposito ricordo di aver trovato i miei primi Coprinus comatus sui bordi dei sentieri di montagna percorsi da mucche e cavalli... Col tempo ho capito anche il perché!! ( in quell'occasione io ho fatto la parte dell'asino in transito...!)
    Gli spandiliquame che noi tutti abbiamo visto operare sulla A4, a Vancimuglio dal 1996 in poi, ci ricordano che nell'agricoltura servono anche cose "puzzolenti" per poi raccogliere delle prelibatezze.
    Io, appassionato micologo/micofago, invidio la tua esperienza fatta nella coltivazione dei funghi.
    Mio papà coltivava fiori (era giardiniere) ma è tutt'altra cosa!
    Ciao, Dante

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  3. Great blog post, Stefano! I didn't realize that this fungus was also used as an immune booster. I hadn't read that before! Very interesting

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    Risposte
    1. Thank you. Continue to follow AppuntidiMicologia ;-)
      Ciao
      stefano

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