lunedì 6 giugno 2011

Boletus aestivalis

Sono comparsi nei meandri di qualche bosco e lo intuisci dal parlottare sommesso ed appartato dei frequentatori del gruppo micologico. Si esprimono in codice, le “vecchie guide indiane”, per non farsi capire, poi si accordano ed in settimana, di buon’ora, partono. E tu? Al lavoro! Restando in attesa di qualche resoconto sulla loro uscita.
L’oggetto del desiderio di molti micologi/micofagi è pronto per presentarsi in questa stagione, magari in anticipo, magari in lieve ritardo, ma arriva con clima asciutto o umido che sia.
Il Boletus aestivalis è un rappresentante delle quattro specie di porcini che viene ricercato con assiduità per via del suo sapore e profumo dai buongustai e, secondo il mio modesto parere, anche perché è il primo a farsi “fotografare”. Cito, per par condicio e per qualità, anche gli altri tre: edulis, aereus, pinophilus.
Prediligendo i boschi caldi di latifoglie, eccolo presente tra faggi, castagni e querce già in questo periodo a quote attorno ai 600 m, poi, più in là con la stagione,  salendo, lo ritroveremo fino in autunno.
In questi periodi caldi e ventosi si mostra spesso con la cuticola del cappello screpolata, e da qui la precedente denominazione: B. reticulatus da reticulum = rete. Caratteristica che …contrariamente a quanto si crede, gli ha dato il nome. Qualcuno crede che il nome specifico derivi dalla presenza di reticolo sul gambo. Tale reticolo invece, presente anche nelle altre varietà dell’edulis, non è per nulla determinante agli effetti di una sicura determinazione.” (B. Cetto pg 456  I Funghi dal Vero - Vol 1° ed. Saturnia 1983)

Altra caratteristica che identifica questa specie è la carne cedevole al tatto, tanto da lasciarci il segno quando lo si manipola, caratteristica che facilita l’attacco di larve in gran quantità e che lo rende un fungo da consumarsi entro brevissimo tempo. È in tutto e per tutto un porcino dal cappello finemente vellutato e asciutto, color nocciola-rossastro; il gambo clavato, allargato alla base, è anch’esso color nocciola/beige ed è completamente ricoperto da un evidente reticolo.
La parte imeniale (quella sottostante il cappello) è composta da tubuli lunghi, sottili e bianchi che formano una superficie porosa, la quale tenderà a diventare giallino-verdastra con la maturazione dell’esemplare.

Sono sicuro che se avete letto sin qui è anche per avere informazioni sulle località di comparsa di questi funghi, ma, come ho scritto all’inizio di questo post, le “vecchie guide indiane”  parlano in codice, anzi oggi hanno le bocche ben cucite!

Stefano Balestreri
 *Grazie a A. Boffelli per le immagini
 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Giugno).Boletus aestivalis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/06/boletus-aestivalis.html

6 commenti:

  1. Non è vero che abbiamo le bocche cucite! Io, ad esempio, vi dirò che domani andrò al mio "orto botanico" poi al "san Carlo" e poi al "bosco della zia" per farne incetta (se sono nati!),
    altrimenti non resta che la Valtellina!
    Più preciso di così nell'indicare le località non si può.....! Così mi hanno insegnato gli esperti del settore.
    ciao Dante

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  2. Dante:
    ...infatti stai parlando in codice :-(
    Valtellina è già qualcosa, uno conosce gli habitat, le quote, l'esposozione solare, e se i funghi ci sono li trova sicuramente :-(
    Forse è meglio avere la bocca cucita! ;-)
    ciao
    stefano balestreri

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  3. Ci sono, ci sono e anche i pinicola si son fatti vedere.
    Basta saper cercare.
    E se si aggiusta il tempo scapperanno fuori dal bosco.
    ciao
    Andrea G.

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  4. Andrea ha visto i pinicola, io ho telefonato ai conoscenti in montagna che mi confermano la presenza di alcune specie tra cui il C.cibarius...
    Non sto più nei miei panni! Dovrò prendere un giorno di ferie ed andare a vedere, così mi calmo.
    Normalmente quando ci si racconta che c'è stata la buttata dei funghi, gli altri li han già raccolti tutti. E' ora di muoversi!!! Grazie alle informazioni in tempo reale. E' una possibilità che finora non avevo preso in considerazione. Potere del BLOG.
    Giovanni

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  5. Domani spero di farne scappare tanti dal bosco... (come ha detto simpaticamente Andrea G.).
    Logicamente i porcini sono pigri... come i porcellini... Vedrò di aiutarli, li farò scappare comodamente dentro il mio cestino in
    vimini, come da regolamento etico. Le valli del lago di Garda sono state sempre generose con chi le ama e le conosce !
    Luigi

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  6. Alle mitiche "vecchie guide indiane" guardate qui:
    ed era solo maggio...

    www.youtube.com/watch?v=I1Znur5sf6Q&feature=related

    Comunque è vero ci sono, li ho assaggiati!
    Grazie e ciao a tutti
    stefano balestreri

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