giovedì 14 luglio 2011

Leccinum

L’amico Luciano, nelle scorse settimane, come spesso fa subito dopo le sue uscite nel territorio in cui abita, mi ha coinvolto inviandomi foto di funghi da determinare. I micologi non inorridiscano: lo so che non è “etico” classificare funghi da fotografie, ma al fine di una catalogazione fotografica per un amico si può serenamente fare, anche perché lui proprio non li mangia.
  


Così mi trovo davanti questi stupendi esemplari di Leccinum..?!? e la specie ?? Qui viene il bello. Il genere Leccinum, appartenente alla famiglia delle boletacee, una volta visto e fissate le principali caratteristiche macroscopiche, è facilmente determinabile.

Le specie che vi appartengono hanno cappelli inizialmente emisferici nei diversi colori differenzianti le specie, gambi lunghi e slanciatii, rugosi, ricoperti da squamule brunastre, appuntite, hanno imenio a tubuli bianco-grigiastri o gialli (L. crocipodium) e le spore in massa bruno-olivastre.

Per arrivare con certezza alla specie i ragionamenti diventano spesso complicati.
Per due individui a prima vista macroscopicamente uguali, l’appartenenza a distinti habitat è discriminante per assegnarli a specie diverse. Così come altri caratteri macroscopici, come il viraggio al blu più o meno intenso alla base dei gambi o l’annerimento della carne del fungo, sono caratteri che devono essere valutati attentamente per la corretta determinazione;  purtroppo gli odori non sono determinanti.

Variabilità morfocromatica in Leccinum crocipodium in una tavola di E. Rebaudengo
Ad oggi si ha almeno una certezza: tutte le specie appartenenti al genere Leccinum sono commestibili.
Attenzione: per gustarli nel piatto sono da preferire i cappelli ben sodi e duri degli individui giovani e va comunque escluso dal consumo il gambo.

Se, cucinandoli, li vedrete annerire, non preoccupatevi: non sarà uno spettacolo entusiasmante, ma è la caratteristica comune a tutte le specie di Leccinum.

Per tornare da dove siamo partiti: gli esemplari delle foto, dopo lunghi scambi di informazioni via mail, sono stati classificati come Leccinum carpini.
 Stefano Balestreri
 
Un grazie particolare al Gruppo  Micologico Cebano

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Luglio).Leccinum. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/07/leccinum.html
 

2 commenti:

  1. Ritorno ora dalle mie brevi ferie e vi leggo.
    Ma perchè di questi bei funghi si deve mangiare il solo cappello, quando il gambo ha più consistenza e sa meno di "lumagot" come dicono quì a Bergamo?
    Ricordo di aver letto da qualche parte che i funghi sono composti da "Lignina" e "Cellulosa" o "Chitina". Io insegno alle scuole medie, e le mie studentesse delle loro unghie (Chitina), ne fanno il loro piatto preferito.
    I gambi, quindi, si possono mangiare solo se si è giovani come me e con lo stomaco "buono" quasi da struzzo ?!!?
    Saluti, Battista

    RispondiElimina
  2. Battista:
    I cappelli, giovani e belli sodi sono da consumare, il gambo è fibroso e poco digeribile. Ricordo a tal proposito qualche anno fa di una sospetta intossicazione per l'ingestione di leccinum comprensiva dei gambi.
    La digestione fu molto lunga e laboriosa...più di un piatto di lumache!!!
    senza pensare ai costi sanitari di quell'evento!
    Per quanto riguarda le unghie delle tue ragazze, la dose è sicuramente molto bassa.
    Grazie
    Stefano Balestreri

    RispondiElimina

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