lunedì 4 luglio 2011

Marasmius oreades

Dopo la decade di piogge, quattro passi in prossimità di prati, aiuole e comunque spazi erbosi ci permettono di scoprire facilmente diverse specie di funghi.
Le più comuni, presenti in questi habitat, sono i Marasmius oreades, comunemente chiamati Gambe Secche per via della più evidente caratteristica: il gambo veramente secco, coriaceo, che sembra non aver nulla a che fare con questo bel funghetto.
 
In contrapposizione a ciò il cappello: elastico e tenero, di un bel colore crosta di pane. La forma varia in base alla crescita: da emisferico nel giovane, fino ad appianato leggermente umbonato per via dell’inserzione del gambo nel cappello. Altra caratteristica di questo funghetto è la reviviscenza della carne del cappello, ovvero la caratteristica di seccarsi facilmente con le giornate secche e ventose e di “rivivere” dopo un temporale. Questa caratteristica, purtroppo, non è un pregio in cucina, in quanto la qualità della carne del fungo peggiora per l’aumento della carica batterica, e ciò può creare problemi.
Sotto il cappello, l’imenio è formato da lamelle spaziate, giallastre, intercalate da lamellule; le spore in massa sono bianche.

Questi funghi si presentano in lunghe file o a zig-zag o nei famosi “cerchi delle streghe”, anche se dovrebbero essere definiti “cerchi delle fate” in quanto il significato di oreades deriva da Oreade ovvero le ninfe montane della mitologia greca che nulla hanno a che fare con le streghe.

Altra caratteristica determinante per questi funghi è il profumo caratteristico e non facilmente paragonabile o associabile ad altri odori, per cui i micologi liquidano la descrizione con “odore di Marasmius oreades!!!”
Per quanto riguarda la parte culinaria è un buon commestibile: si presta per contorni, intingoli e zuppe a condizione che il gambo venga completamente asportato e non consumato.
Visto l’habitat di crescita comune ad altri funghetti tossici/velenosi con le stesse dimensioni, va posta notevole attenzione nella raccolta, poiché anche una piccola Lepiota o Inocybe o altri funghi simili possono creare gravi intossicazioni/avvelenamenti, quindi nel caso di dubbio sul raccolto fatevi un giro agli ispettorati micologici delle Asl o contattate esperti fidati.
Da ultimo, il peggior difetto di questo funghetto: avete idea di quanti bisogna raccoglierne per farne almeno mezzo chilo?







Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Giugno).Marasmius oreades. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/07/marasmius-oreades.html

4 commenti:

  1. Il "profumo" del marasmius oreades per me è simile a quello delle mandorle amare mischiato a quello della segatura di legno fresco ! Non ne servono tanti, un etto o due di cappelli al posto dei peperoni o delle olive verdi piccanti, con una fagianella o polletto cotto a pezzi in padella, sono insuperabili.... una raffinatezza per pochi!
    Peccato che ora devo andar fino a Lodi a cercarli perché quì in Brianza non ne ho mai trovati.
    Buon appetito.... Dante

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  2. Danteroc:
    Bentornato,
    fino a Lodi? Aspetta un temporale e il giorno dopo fatti un giro nei prati.
    Buongustaio!
    ciao
    Stefano Balestreri

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  3. Di questo tipo di funghi, ne ho raccolti molti, quando lavoravo alla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni, i suoi vialetti costeggiati da una striscia di verde ne erano pieni.
    Li consumavo dopo averli seccati e polverizzati, da aggiungere ai vari primi piatti per rafforzare e modificare il loro sapore.
    Ora anche qui in montagna a Valbondione dove vivo da parecchi anni, preferisco ricercare le russule (colombine) che preferisco di gran lunga a tutti i più pregiati Boleti.
    Saluti Carlo Cremon.

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  4. Carlo Cremon:
    ottime osservazioni, attenzione alle raccolte nelle aiule cittadine, entrano in gioco altri fattori "tossici".
    Però adesso sei ben distante dalla metropoli e da buon ex cittadino sai valorizzare le Russule rispetto ai ricercati Porcini...palato fine!!!
    grazie
    stefano balestreri

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