lunedì 14 novembre 2011

Coprinus comatus

Il fungo dell'inchiostro


Appaiono improvvisamente nei prati, ai bordi delle strade, nei campi, in file, in gruppi o in cerchi e rapidamente spariscono.

Requisito fondamentale perché questo fungo si presenti all’improvviso è l’habitat: il terreno deve essere particolarmente concimato (è stato chiamato coprinus non per altri motivi), caldo e umido. Comatus, invece, è per la sua chioma, che a me ricorda il Busby delle Guardie della Regina, però bianco.

Questo fungo è  facilmente riconoscibile: le  caratteristiche distintive più evidenti sono la sua forma, la statura e la sua  "deliquescenza"  che lo trasforma in inchiostro nero man mano che matura.
Quest’ultima caratteristica è dovuta alla rapida alterazione delle strutture cellulari che rendono i composti in esse contenuti facilmente accessibili all'ossidazione atmosferica con la conseguente variazione del colore (da bianco a nero per la formazione di melanine), e il rapido deperimento. La deliquescenza del cappello facilita la dispersione delle spore.
Il cappello, campanulato, non si apre come in altri generi di funghi e la maturazione delle spore parte dalla zona delle lamelle vicine all’orlo, che è la prima a liquefarsi, continuando poi verso l’alto.
Alla fine, tutto ciò che rimane è il gambo e, nella sua parte superiore, un piccolo disco di carne e residui di inchiostro.
Per quanto riguarda la commestibilità, questo fungo è definito buono a condizione che se ne consumi esclusivamente il cappello ancora completamente bianco e, vista la fragile consistenza della carne, che venga saltato velocemente in padella.

Un consiglio per rallentarne la maturazione: cogliete esclusivamente i cappelli dei comatus ancora bianchi, facilitando il distacco dal gambo con una torsione. Il fungo va consumato entro poche ore.

Stefano Balestreri




  
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Novembre).Coprinu comatus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/11/coprinus-comatus.html

5 commenti:

  1. Coprinus = di sterco... ; ma al di là del significato che indica il campo concimato in cui nasce, è veramente squisito. Tagliato il cappello a 1/2 in verticale (sempreché non ci siano lamelle diventate rosa perché tossiche) e messo in padella con una noce di burro ed un pizzico di sale, va fatto appassire per 10'o 15' . E' una bontà unica!!!
    ciao, Caterina

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  2. Noi, qui nel pavese, chiamiamo fungo dell'inchiostro il "Coprinus atramentarius" che si comporta esattamente come il "C.comatus".
    Ma l'atramentarius è tossico, poiché quasi sempre a tavola c'è qualcuno che beve anche il vino e l'intossicazione a questo punto è garantita.
    Secondo me è bene bere pochissimo vino anche con il delizioso C.comatus che cucina mia moglie Caterina.
    Io sono suo marito. Saluti Roberto

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  3. Incredibile, marito e moglie?
    Caterina:
    la ricetta è perfetta, io la concludo con una bella macinata di pepe misti.

    Roberto:
    Hai citato C. atramenatrius che provoca la Sindrome Coprinica.
    La sindrome coprinica si scatena quando si consumano questi funghi (C.atramentarius, ma anche altri come Clitocybe clavipes, pholiota squarrosa) con alcolici, tale sindrome ha una incubazione molto breve anche meno di 10’, provocando disturbi di tipo vasomotorio simili a quelli dell’Antabuse ( un farmaco utilizzato per il trattamento di alcoolisti, di cui vi cito le proprietà farmacodinamiche) : Antabuse (Disulfiram o disolfuro di tetraetiltiourano) interferisce nell'organismo col normale metabolismo dell'alcool, provocando un aumento della concentrazione ematica di acetaldeide. Quando un paziente durante il trattamento ingerisce dell'alcool, si manifestano marcati sintomi oggettivi e soggettivi entro circa 10 minuti. Il paziente avverte dispnea, palpitazioni, cefalea, nausea, vomito; questi sintomi persistono fino all'eliminazione dell'alcool. Il marcato malessere provocato dalla reazione Antabuse/alcool produce un senso di repulsione alle bevande alcooliche. Di conseguenza la somministrazione regolare di Antabuse unitamente alla socioterapia ed alla psicoterapia, consente una disassuefazione efficace anche degli alcoolisti cronici non ospedalizzati.
    Per concludere : a mio modesto parere…meglio un bicchiere di vino ma con altri funghi!
    Ciao e grazie
    Stefano Balestreri

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  4. Leggo ora questo commento (in risposta ai coniugi Caterina e Roberto) che di per sé é un articolo completo. Complimenti al Bloggista o Blogghista, (secondo i letterati di turno). Io non ho potuto fare a meno di copiare e salvare nel mio archivio questo commento di alto contenuto scientifico.
    Grazie, Matteo Passoni

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  5. Matteo Passoni:
    Grazie.
    Dovere di...cronaca.
    Effettivamente hai ragione, ci avevo pensato di preparare un post dedicato a questa sindrome da pubblicare subito dopo, poi alla fine ho deciso così.
    Anche perchè avrei dovuto spostare post già programmati.
    Ciao
    stefano balestreri

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