lunedì 5 dicembre 2011

Clitocybe bianche

Clitocybe cerussata
Le Clitocybe bianche sono funghi pericolosi e non è materia semplice entrare nel merito della determinazione delle specie appartenenti a questo gruppo per cui, solitamente, diventa argomento da micologi a cui piace molto il confronto e la discussione. Al fine di semplificare, il più delle volte classifichiamo questi piccoli funghetti, molto simili tra loro, come Clitocybe bianche.

In micologia sono inquadrati nella sezione Candicantes, hanno dimensioni da medie a piccole (cappelli da 3 a 10 cm di diametro), tutte con colori pallidi tendenti al bianco. I cappelli sulla superficie presentano effetti marmorizzati, glassati, ceracei; sono inizialmente emisferici, poi piani o depressi alla maturazione, con orli leggermente lobati.
L’imenio è a lamelle bianche, generalmente decorrenti sul gambo (tipica caratteristica del genere) e, a seconda delle specie, più o meno fitte. Anche i gambi sono bianchi, leggermente ingrossati alla base. All’olfatto ricordano leggeri odori farinosi o sono quasi nulli. Specie tipicamente autunnali, vivono nei boschi, ai loro bordi, nei prati e su fogliame marcescente; si presentano in  gruppi, cerchi o lunghe file.
Clitocybe phaeophtalma

Le specie rappresentative e più comuni di questa sezione sono: C. phyllophila, C. cerussata, C. dealbata, C. candicans, C. velenovsky. Tutte contengono quantità considerevoli di muscarina, una sostanza che causa delle sgradevoli intossicazioni il cui sintomo principale è rappresentato da una fortissima, diffusa sudorazione.
Difficilmente questo tipo di avvelenamento causa gravi conseguenze; se riconosciuto, viene risolto in tempi brevi con la somministrazione di piccole dosi di atropina.

Va fatta molta attenzione alle possibili confusioni con esemplari pallidi di Clitocybe gibba e simili (il comune imbutino), ma soprattutto con Clitopilus prunulus, buon commestibile, ma non sempre di facile determinazione.

Clitocybe dealbata
Negli anni scorsi (2005), nella mia provincia, nella stagione autunnale si verificarono ben 12 casi di intossicazione da Clitocybe bianche, coinvolgendo 22 persone con i sintomi tipici della sindrome.
Ancora oggi mi domando come sia stato possibile un evento simile. L’unica spiegazione è che, purtroppo, ancora tante persone consumano funghi senza un minimo di conoscenze e senza ricorrere alla preziosa consulenza fornita gratuitamente dagli Ispettorati micologici presenti sul territorio. Vale la pena di intossicarsi pur di gustare un fungo? 

Stefano Balestreri
*Un grazie particolare per le immagini a A. Boffelli.

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Dicembre).Clitocybe bianche. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/12/clitocybe-bianche.html

4 commenti:

  1. Da molti mesi oramai seguo questo blog. Mi sono messo l'icona di apertura sul desktop e così lo visito velocemente.
    Forse è l'attesa di un nuovo post o l'interesse per i funghi, che da queste pillole di saggezza mi permettono di imparare molto. A differenza che leggere un libro, dove ci sono le stesse notizie ma tutte insieme come un buon minestrone, quì si legge una problematica per volta e si riflette...!
    Ebbene, io ci sono cascato! Proprio questa estate, ho raccolto in bosco di pino silvestre i miei soliti Clitopilus prunulus con dentro della clitocybe cerussata (una delle bianche). Sudorazione e giramento di testa assicurato e senza poter ringraziare qualcuno. Dovevo leggervi prima...
    Matteo Passoni

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  2. Matteo P.:
    Intanto grazie per la prima parte del tuo commento, è un piacere sapere che qualcuno segue, grazie.
    Per la seconda, ti dico solo, attenzione, purtroppo l'errore o la superficialità sono sempre dietro l'angolo. Ti è andata bene, probabilmente era un solo esemplare mischiato ai prunulus. Se fossero state di più sarebbe stata una sudata indimenticabile (da ospedale!!!).
    Già si suda a raccoglierli...
    Ciao.
    stefano balestreri

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  3. Forse io ho capito perche i miei vecchi mi dicevano di prendere solo i porcini ed i galletti, perché se si incomincia a raccogliere il chiodino, il nebbiolo, le spugnole ed i piopparelli, prima o poi ci si sbaglia e si finisce in ospedale !!! Io raccolgo qualche fungo in più oltre quelli sicuri... Credo di non correre grossi richi nel momento che non cambio pianta o habitat e quindi consumo funghi identici a quelli consumati negli anni precedenti... Almeno lo spero...
    Saluti Giovanni

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  4. Giovanni:
    "...non cambio pianta o habitat e quindi consumo funghi identici...."

    Le abitudini rischiano di abbassare la soglia di attenzione, non dare mai nulla di scontato con i funghi!!!
    ciao :-)))
    stefano balestreri

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