lunedì 12 dicembre 2011

Lepista nuda

"Le foglie degli aceri montani hanno preso le luci dell’ambra e la brezza del mattino le stacca dai rami, adagiandole al suolo. I sorbi dalle rosse e lucenti bacche sono irresistibile richiamo alle cesene e alle tordelle; i galli forcelli si radunano sui solivi nelle radure tra i mughi, ma quando il tempo minaccerà neve, allora saranno lesti a cercare rifugio nelle buse riparate dal vento. I prati attorno alle contrade e i pascoli si sono adornati degli ultimi fiori: i colchici autunnali dai colori azzurri e violetti. Nel bosco gli ultimi funghi sono i cortinari viola e gialli, l’agarico violetto, l’agarico nebbioso. Qualche raro porcino cresciuto con l’ultima lunazione d’autunno è golosamente ricercato dalle arvicole e dagli scoiattoli. Il sottobosco emana odori di legni marcescenti, di muschio, di funghi, di bacche appassite.”                                                   
                                                                         Stagioni - M. Rigoni Stern

Copyright © 1999-2011:Jaroslav Maly

I micologi l’hanno inquadrata in diversi generi: Tricholoma, Clitocybe, Rhodopaxillus ed ora Lepista. Sulla specie non hanno mai avuto dubbi: nuda era e nuda rimane.

Presente dalla tarda estate fino ad autunno inoltrato, questo fungo è facilmente riconoscibile negli esemplari molto freschi e giovani per il suo caratteristico colore lilla, lavanda, violetto.
Con la crescita queste sue tinte svaniscono e potenzialmente potrebbero ingannarci assomigliando molto ad alcuni Cortinarius (C.alboviolaceus, C.caerulescens). Le trasformazioni di colore sono comunque una delle caratteristiche distintive del fungo, insieme alle spore in massa leggermente rosate.
È molto diffuso. Saprofita, può crescere solitario, in piccoli gruppi sparsi o in lunghe file e cerchi su fogliame nei boschi, nei parchi e nelle aree urbane. Come detto, con la crescita la colorazione cambia e tende al beige-marroncino nella parte centrale del cappello, che può anche arrivare a 15-18 cm di diametro. Gambo e lamelle tendono a sbiadire in un lilla molto chiaro.
Al taglio, anche la carne di questo fungo è di color violetto ed emana un caratteristico odore aromatico.
Ritenuto buon commestibile, va consumato cotto, nei misti con altre specie di funghi. Anche in padella viene notato per il suo colore. Gli esemplari piccoli e sodi si prestano alla conservazione sottolio, sempre con altre specie.
Lepista nuda è adatto anche per la coltivazione, addirittura è possibile reperire il kit per la produzione casalinga.

Ha tendenza a svilupparsi e crescere su detriti organici quali il legname e il fogliame, poiché da questo habitat caratteristico trae vantaggio per vivere, facendo penetrare le sue ife nelle colonie di batteri che coabitano il substrato, sottraendo loro le sostanze nutritive (azoto): di fatto, un perfetto antibatterico.
Stefano Balestreri

 
*Un grazie particolare  Jaroslav Maly e Luigi Poli per le foto.

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2011. Dicembre).Lepista nuda. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2011/12/lepista-nuda.html

4 commenti:

  1. Complimenti per le foto! Bellissima

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  2. Io calabrese sono, ma questi funghi non li ho mai visti, io ho tanti boschi..! Si chiamano nudi perchè non riescono a nascondersi tra le foglie per il loro appariscente colore?
    Andrò a cercarli qui a Como. Ciao e grazie se mi
    risponderete Michele
    belle, molto belle foto.

    RispondiElimina
  3. Interessante, belle le foto e complimenti per le tonaltà lillà dell'articolo.
    Sempre più bello.
    ciao ;-)
    Psaty.

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  4. Alessandro:
    I complimenti vanno ai fotografi!!!

    Michele:
    Nuda è perchè ha la "membrana" del cappello, liscia.
    Non è un problema di colore.

    Psaty:
    Diminutivo di Psatyrella?
    Grazie per i complimenti, non ho capito a cosa ti riferisci con "sempre più bello"...spero il Blog ;-))

    Ciao e grazie a tutti.
    Stefano Balestreri

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