lunedì 30 gennaio 2012

Enoki


エノキタケ、学名 ....Se non ho sbagliato, in Giappone si scrive così.

Se dovessi riportarvi esattamente come è stato definito da mio figlio l’odore di questi funghi all’apertura delle buste, in Italia non verrebbero nemmeno presi in considerazione.
Tradotta, interpretata ed aggiustata la sua definizione, si è concordato per “leggermente fungino, misto ad erbaceo”
Queste simpatiche confezioni si presentano tutto sommato accattivanti: 100 grammi di funghetti filiformi, bianco candido, ricordano degli spilloni; una volta tagliati alla base per eliminare la parte fibrosa/stopposa, il tutto si riduce a circa 50 gr di funghi da poter utilizzare... alla faccia della crisi.
Comunque sia, per la ricetta che ho collaudato subito dopo, minimalista e completamente dagli occhi a mandorla per gli ingredienti utilizzati, sono stati più che sufficienti.

Dal punto di vista speciografico questi funghi non sono altro che Flammulina velutipes o Flammulina populicola a seconda che siano coltivati in Oriente o in Nord America, ma nulla cambia.
Il colore e la forma sono completamente diversi da quelli rinvenuti in habitat naturale. Ciò è dovuto alle modalità di coltivazione in assenza di luce ed al substrato di crescita, fattori che modificano le sue caratteristiche macroscopiche. Vengono raccolti a questo stadio di maturazione probabilmente perché così vogliono le esigenze di mercato, ma sicuramente possono svilupparsi ancora, seppur venendo meno quelle caratteristiche di tenerezza che permettono le brevi cotture delle ricette orientali.


L’Enokitake attualmente viene coltivato in Giappone, Cina, Corea e Nord America.

Riuscire a venirne in possesso non è stato così semplice, perché nel nostro paese non sono ancora entrati nel circuito commerciale. Personalmente ho scartato la possibilità di acquistarli online e con un paio di telefonate giuste, ecco che da qualche angolo del globo sono arrivati in casa mia.... Ah, se fosse così facile anche per l’Amanita caesarea!!!

Con l'appuntamento di Lunedì 6 Febbraio, la ricetta.
Stefano Balestreri
 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Gennaio).Enoki. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/01/enoki.html


3 commenti:

  1. Questi ENOKI sembrano delle IKONE sacre! Ma non è così. Chi non ha mai provaro i porcini nel risotto con zafferano o salsiccia a piccoli pezzi, non può capire quali siano le vere IKONE !
    In attesa della ricetta e del nome di eventuali altri funghi simili/alternativi per sapore e consistenza da poter provare, mi farò un'insalata con delle meravigliose Amaniti caesarea o porcini freschi, tagliati a fettine e conditi con olio extra v., sale, pepe e scagliette di grana padano.
    Purtroppo devo solo aspettare fine giugno...!
    Roger

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  2. La mia vicina di casa ha detto che li ha mangiati in crociera ed il loro sapore/consistenza assomiglia alle orecchiette (Pleurotus ostreatus) della Slunga.
    E' così?
    Ciao, Giovanna

    ...Bella la chiave di memorizzazione... ENOKI-IKONE. Bravo Roger

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  3. Roger:
    Simpatico l'anagramma!

    Giovanna:
    In crociera? Saranno mica cresciuti sull'albero maestro???
    :-)))

    Ciao a tutti

    stefano balestreri

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