lunedì 27 febbraio 2012

Neonothopanus gardneri

Una "riscoperta" micologica

La notizia è stata largamente pubblicata lo scorso anno, ora trova un poco di spazio anche in questo blog.

Un ricercatore della San Francisco State University, Dennis Desjardin ha recentemente riscoperto un fungo luminescente.
Riscoperto, perché le tracce di questo micete si sono perse per quasi 170 anni.
Nel 1840 fu classificato come Agaricus gardneri, scoperto dal botanico inglese George Gardner in Brasile, a Vila de Natividade, dove i locali lo chiamavano "flor-de-coco".

Riscoperto nel 2009, è stato classificato come Neonothopanus gardneri.
Caratteristica principale di questa specie è quella di emettere una notevole luminescenza, tale, dicono, da riuscire addirittura a leggere un libro tramite la sua luce verdastra.

La ricerca degli esemplari non è stata affatto facile: Desjardin e collaboratori hanno “stravolto” il modo di raccogliere i funghi: "Si usciva di notte durante la luna nuova, e si inciampava tra gli alberi della foresta, facendo molta attenzione a serpenti e giaguari".
Il team, utilizzando telecamere digitali per rintracciare i funghi luminescenti in grado di catturare frequenze luminose non percepibili dall'occhio umano, ha effettuato numerose ricerche.
Il fenomeno della bioluminescenza dei funghi è conosciuto da secoli: si va dal fungo dell'olivo (Omphalotus olearius), che si ipotizza possa servirsi dello stesso meccanismo utilizzato dalle lucciole, fino al fenomeno definito "foxfire", per cui alcune specie di funghi iniziano a brillare in determinate condizioni ambientali.

Ma perchè questi i funghi avrebbero bisogno di emettere luce?

Desjardin ipotizza che Il Neonothopanus gardneri produca luce tramite la stessa reazione luciferina-luciferase sfruttata dalle lucciole. Tuttavia luciferina e luciferase non sono ancora state identificate nel fungo.
“L’emissione della luce è continua, fino a quando sono disponibili acqua e cibo. Questo ci dice che l'agente chimico che reagisce con l'enzima dev'essere abbondante e disponibile all'occorrenza." spiega Desjardin.

Che necessità ha di emettere luce un organismo relativamente immobile? Una delle spiegazioni è che la luminescenza serva per attrarre insetti in grado di diffondere le spore.

Il team di ricercatori proverà a trovare risposte alle tante domande scaturite da questa riscoperta e noi siamo curiosi di venirne a conoscenza.


Fonte:
http://www.physorg.com/news/2011-07-mushroom-night-brazil-bioluminescent-fungus.html 


Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Febbraio).Neonothopanus gardneri. Una "riscoperta" micologica. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/neonothopanus-gardneri.html
 

giovedì 23 febbraio 2012

Spore

Ho preparato questo post soprattutto per inserire qualche foto significativa che permette di conoscere quanta bellezza si cela nell’infinitamente  piccolo.

Semplificando alla grande il concetto, le spore non sono altro che i “semi” utili alla riproduzione dei funghi.
Prese singolarmente, non sono visibili ad occhio nudo, ma se ne “ammassiamo” moltissime, possiamo perlomeno vederne il colore “in massa” ad occhio nudo.
Talvolta questo è già possibile, quando le spore si depositano in gran quantità sui cappelli dei funghi sovrapposti tra loro o sulle foglie  sotto di essi. 


Il colore delle spore è un carattere determinante nella classificazione dei funghi.
Colori diversi ci spostano da un genere all’altro, anche se, nell’ambito di un genere, possono esserci variazioni di tonalità del colore (es. Genere Russula: bianco, biancastro, crema)

Parleremo quindi di spore in massa come carattere macroscopico determinante nella classificazione dei funghi, con una scala di colorazioni che vanno dal bianco al nero.

Spore in massa
Tornando all’infinitamente piccolo, ovvero alla singola spora, per poterla osservare nella sua massima bellezza dovremo far uso del microscopio.

Un micologo osserverà la forma, le dimensioni, la struttura della membrana, la presenza o l’assenza di diversi caratteri, come il poro germinativo, l’apicolo e le ornamentazioni, oltre che le micro-reazioni chimiche che potranno essere favorite dall’utilizzo di reagenti.

Spore aculeate di Inocybe calospora
Sotto gli occhi del profano, invece, nel microscopio appariranno forme e colori non facilmente immaginabili, affascinanti, capaci di strappare quegli “oohh” di meraviglia che tanto fanno bene allo spirito.

Chi è veramente interessato, potrà apprendere facilmente ad usare questo strumento frequentando i gruppi micologici: persone competenti sono sempre a disposizione per introdurre i neofiti nel magico e complesso mondo dei funghi.


Da qui il passo verso la microscopia è breve ed entusiasmante: per coloro che vorranno approfondire si aprirà un micromondo di immagini sbalorditive.

*Grazie per le foto al microscopio all'amico Luigi Poli.
 Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Febbraio).Spore. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/spore.html

lunedì 20 febbraio 2012

Trametes versicolor

Questa poliporacea, dal portamento a mensola, reniforme, è visibile nei nostri boschi durante tutto l’anno. Con il suo sviluppo sovrapposto tende a formare composizioni “pseudofloreali” multicolori veramente belle. Come è facilmente intuibile, versicolor si riferisce alla notevole variabilità delle colorazioni nei diversi individui. 

La superficie superiore del carpoforo, larga fino a 8-10 cm, è inizialmente vellutata, ma con la crescita tende a diventare liscia. È concentricamente zonata di nero-verdastro o di verde-bluastro, ma anche di grigio-bruno e ocra-rossastro con effetti cangianti dei colori in base all'incidenza della luce. Il bordo è sottile ed ondulato, solitamente biancastro-crema.

Si sviluppa principalmente su tronchi e rami vivi o morti di latifoglie. È un fungo sessile (assenza di gambo), di consistenza coriacea, con uno spessore che difficilmente raggiunge i 6-7 mm in prossimità dell’attacco al tronco.
Emana un leggero odore di legno e muschio. L’imenio è a pori bianco-giallastri, formati da tubuli molto brevi.

È scontato dire che questo fungo non è commestibile, però da tempo è alla ribalta in quanto studiato per alcune proprietà farmacologiche, come antimicrobico e stimolante del sistema immunitario: inibirebbe la crescita tumorale tramite dei polisaccaridi presenti nelle pareti delle sue cellule.
In Oriente viene utilizzato da sempre contro i problemi polmonari e come tonificante per il corpo e lo spirito.
 
A noi, semplici appassionati di micologia, questi misteriosi abitanti dei boschi regalano sempre pennellate di colore, anche in questo periodo in cui la natura ancora riposa.
 Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012.Febbraio).Trametes versicolor. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/trametes-versicolor.html


giovedì 16 febbraio 2012

Neve






Un proverbio recita: “Tanta neve, tanti funghi”.

Non ho mai pensato di verificare se la previsione si avvera o se è semplicemente l’auspicio dei più sfegatati cercatori di funghi che devono trovare un motivo valido per sopportare gli inverni particolarmente nevosi, portatori di parecchi disagi nella vita quotidiana. 

Certamente il manto nevoso mantiene umido e “caldo” il terreno sottostante favorendo il risveglio della natura al primo sole della primavera.

Dopo quest’inverno freddo, ma anche nevoso, per i “micofili” potrà essere un anno interessante per i ritrovamenti fungini?

Aspettiamo e, mal che vada… sotto la neve, pane!
Stefano Balestreri
Foto e testo poetico di Luciano Ponzoni.


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Febbraio).Neve. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/neve.html

lunedì 13 febbraio 2012

Idni

Funghi “spinosi”

Imenio di Hydnum rufescens

A differenza dei funghi con imenio a lamelle, tubuli e pori, l’imenio in alcuni generi di funghi è ricoperto da idni.
In micologia “idni” è diventato sinonimo di aculei, spine o dentini sulla cui superficie si sviluppano i basidi portatori delle spore. 
Gli altri caratteri in questi funghi, quali dimensione, forma, struttura, habitat sono molto variabili. Le specie terricole presentano un cappello sostenuto da un gambo. La carne può essere cassante, come quella dello steccherino (Hydnum repandum) o soda come il sughero nel genere Calodon
Sarcodon imbricatum


Alcune specie vivono su legno e possono avere gambo e carne, come nel caso di Auriscalpium vulgare. Pseudohydnum gelatinosum, invece, ha massa gelatinosa a forma di rene, è lignicolo ed è attaccato a mensola sulle cortecce. Alcuni, come Hericium erinaceum, spuntano direttamente dal legno, possono avere carne tenera oppure coriacea e assomigliare a croste o a polipori a secondo dello sviluppo del cappello (Climacodon septentrionalis).
Imenio di Pseudohydnum gelatinosum


Specie molto conosciuta e facilmente rinvenibile è Sarcodon imbricatum, commestibile nei giovani esemplari ed utilizzato in polvere come aromatizzante. 
Gli idni possono essere molto solidi e, in alcuni generi, difficilmente staccabili; per altri, invece, come Hydnum repandumSarcodon imbricatum, è sufficiente un minimo sfregamento o tocco perché vengano asportati.

Tutti questi funghi non rappresentano un gruppo tassonomico esclusivo, ma la presenza degli aculei sull’imenio certamente semplifica la loro separazione dalle migliaia di altri funghi e facilita la prima macroscopica classificazione.

*  Grazie a:  www.claudiopia.it

                                                                                                                   Stefano Balestreri

Cita questa pagina:

Balestreri, S. (2012. Febbraio).Idni. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/idni.html



giovedì 9 febbraio 2012

5° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI MICOTOSSICOLOGIA



La Commissione Micotossicologia
del Centro Studi Micologici dell’Associazione Micologica Bresadola
in collaborazione con
il Centro Antiveleni di Milano
e la Provincia di Milano

organizza il
5° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI MICOTOSSICOLOGIA
Milano (I), 3-4 dicembre 2012

1° ANNUNCIO

Tematiche 3 dicembre 2012

1° Sessione: Interventi di apertura con temi di tossicologia clinica
  • Problematiche diagnostiche nel riconoscimento delle intossicazioni da funghi, dal punto di vista
  • del laboratorio (amanitina urinaria), del clinico e del micologo
  • L'importanza della collaborazione tra Tossicologo, Micologo e Laboratorista
  • Il fegato nell'intossicazione da specie di Amanita
  • Specie aliene portatrici di possibili patologie
2° Sessione: Novità scientifiche
  • Il sequenziamento del genoma di Amanita phalloides: come viene prodotta l'amanitina
  • Evidenze scientifiche in Micoterapia
  • Il ruolo dei funghi nel controllo biologico delle sostanze xenobiotiche degli ecosistemi terrestri
  • Biotecnologie: I funghi nella bioremediation (problematiche teoriche e applicative in riferimento
  • alla salute ambientale)
  • Speciografia collegata
Tematiche 4 dicembre 2012
3° Sessione: Funghi nell'Alimentazione 
  • Sicurezza alimentare dei funghi nell'ambito del commercio, della trasformazione e del consumo
  • Inquinanti nei funghi, presenza di aflatossine, nicotina ed altro ancora
  • La conservazione dei funghi: problemi igienico sanitari (larve, botulino ed altro)

4° Sessione: Regolamenti e Legislazione 
  • Interventi da parte di rappresentanti di USMAF, SANCO, EFSA, NAS e ISS.
  • Tavola rotonda: metodiche per ricavare dati e report maggiormente attendibili e completi al fine di ottenere valutazioni più attente sulle intossicazioni da funghi. Valutazione delle procedure
Comunicazioni libere e/o poster: gli abstracts dovranno pervenire ai seguenti indirizzi della Segreteria scientifica: luigi.cocchi@libero.it; carmine.siniscalco@isprambiente.it; amb@ambbresadola.it entro il 31 maggio 2012 per la valutazione della Commissione Scientifica. Sarà comunicata l'accettazione. Per le relazioni accettate, in ogni caso, la durata non dovrà rigorosamente eccedere i 10 minuti.
Richiesta crediti ECM Regione Lombardia
www.ambbresadola.org



5° INTERNATIONAL MEETING OF MYCOTOXICOLOGY




The Mycotoxicology Committee of the
Associazione Micologica Bresadola

Announces the

5th INTERNATIONAL MEETING OF MYCOTOXICOLOGY
Milan, Italy, 3-4 December 2012
Organised in collaboration with the
Provincia di Milano and Centro Antiveleni di Milano
1st ANNOUNCEMENT

Preliminary program
                                                                          Day 1
Session 1: Clinical toxicology 
  • Mycotoxicoses: the laboratory (amanitin in the urine), clinical and mycological point of view
  • The importance of a close collaboration among toxicologist, mycologist and clinical laboratory
  • specialist for the diagnosis of mycotoxicoses
  • Hepatic problems caused by Amanita mycotoxicoses
  • Potential pathologies caused by exotic fungal species
Session 2: Research highlights
  •  Amanita phalloides whole genome sequencing: the amanitin production explained
  •  Mycotherapy: evidence-based research
  •  Fungi and biological control of xenobiotics in terrestrial ecosystems
  •  Biotechnology: Fungi and bioremediation – theoretical and practical approaches
  •  Fungal species: taxonomy
                                                                         Day 2
Session 3:Fungi and nutrition 
  • Nutritional use of fungi: safety aspects related to marketing and consumption
  • Presence in edible fungi of pollutants, aflatoxins, nicotine and other
  • Storage of fungi: health-related problems caused by the presence of contaminants
Session 4: Regulatory aspects 
  • Keynotes by USMAF, SANCO, EFSA, NAS e ISS.
  • Round table: the preparation of reliable and exhaustive reports to allow in-depth evaluation of mycotoxicoses: standard operation procedures
Free communications and poster session: abstracts must be submitted to the Scientific Secretariat luigi.cocchi@libero.it carmine.siniscalco@isprambiente.it amb@ambbresadola.it by 31 May 2012.
Acceptance and presentation type (free communication or poster) will be decided upon evaluation by the Scientific Committee. Free presentations will be allowed a maximum of 10 minutes.
                              CME credits have been requested from Regione Lombardia
                                                        www.ambbresadola.org

mercoledì 8 febbraio 2012

Corso "II Livello " Micologia


CORSO DI APPROFONDIMENTO SULLE TECNICHE ANALITICHE MACRO E MICROSCOPICHE FINALIZZATE AL RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE FUNGINE CAUSA DI INTOSSICAZIONE DA FUNGHI




5 – 9 Marzo 2012
7 – 11 Maggio 2012
10 – 14 Dicembre 2012
Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Villa Umbra - Pila, PERUGIA
CORSO TEORICO - PRATICO
Programmazione e docenza: 
Prof.ssa Paola Follesa
(Già tecnico di Laboratorio e Tecnico Micologo presso la Sezione Specialistica di Micologia per la Lombardia, Laboratorio di Sanità Pubblica Asl Città di Milano)
Coordinamento didattico scientifico: 
Dr. Andrea Arcangeli (Biologo, Micologo ASL 2 Umbria)

Segreteria organizzativa:
Claudio Ponti – Sezione Formazione del personale sanitario e medicina generale
Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Loc. Pila – 06032 Perugia
Tel. 075 5159730 – email: claudio.ponti@villaumbra.org
Fax 075 5159785


Stefano Balestreri


lunedì 6 febbraio 2012

Enoki e tofu



La ricetta non è mia, l’ho scoperta circa un anno fa sul bellissimo blog: ilpranzodibabette.com, che mi ha colpito per la semplicità e l’originalità delle sue proposte.
È un piatto veramente semplice, profumato e, una volta servito in tavola, bello da vedere.
 
 Ingredienti per 2 persone

150 g di enoki;
200 g di tofu.

Per la preparazione della salsa

125 ml di acqua;
3 cucchiai di salsa di soya;
1 cucchiaio di Mirin (o 1 cucchiaio di vino bianco con ½ cucchiaino di zucchero);
½ cucchiaino di pepe di Szechwan (io mi sono accontentato di un misto macinato);
½ spicchio d’aglio.
 
Prima di tutto preparate la salsa portando ad ebollizione gli ingredienti e cuocendoli per 5 minuti. 


Lasciate riposare per 10 minuti e filtrate.


Pulite i funghi eliminando la base stopposa e, dopo averli separati, lavateli sotto un getto d’acqua.

Tagliate il tofu a fette e cuocetelo in una padella con un cucchiaio di olio di semi (ho usato quello di soya) per un paio di minuti per lato.


Aggiungete i funghi, cuocete per due minuti e girate un paio di volte ancora.

Impiattate per due persone versandovi sopra la salsa riscaldata e servite.


Devo ammettere che la parte del leone la fa la salsa che lega in modo sublime il tofu ed i funghi. 


È quindi da sperimentare con pietanze diverse dal tofu, come proposto nel sito segnalato.






A casa la ricetta è stata apprezzata, scivolando via senza problemi. 
È un piatto alternativo ed esotico e, visti gli ingredienti, perfettamente vegano.



Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Febbraio).Enoki e tofu. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/enoki-e-tofu.html


mercoledì 1 febbraio 2012

I boschi deturpati


Tanti anni fa, la gente, prima di entrare nel bosco a cercare i funghi, si toglieva il cappello, si inginocchiava e recitava una preghiera.
Oggi i boschi vengono deturpati dall'uomo, gli alberi intristiscono e muoiono prima del tempo.

(R. Battaglia, "La capanna incantata")


I boschi deturpati! A nessuno è stata risparmiata la scena di un sacco dell’immondizia, di un materasso, di un lavandino, di un mobile, di un ammasso di macerie, di una latta di tempera o di vernice scaricati ai margini del bosco o al suo interno, lungo il viottolo solitamente percorso dai trattori, dove è più facile liberarsi dei propri rifiuti senza essere scoperti. 
Ma il rifiuto è lì e ci rimane, effetto di un atto scriteriato compiuto da individui che hanno come unico scopo quello di allontanare da casa propria ciò che non serve più. Egoisti e senza un briciolo di coscienza! Sì, perché i servizi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti che le Amministrazioni comunali offrono oggi al cittadino sono talmente ben organizzati che solo persone di quel tipo si permettono di compiere simili gesti. E il danno provocato non è di poco conto. 
Innanzitutto il bosco cambia aspetto: l’oggetto estraneo non è mai in sintonia con ciò che lo circonda, spesso guasta notevolmente la bellezza dell’ambiente naturale, è un pugno nell’occhio. Ma il danno maggiore sta nella difficoltà che ha il bosco a “digerire” questi corpi estranei: alcuni sono talmente nocivi che gli procurano subito piccole, ma significative lesioni permanenti; altri sono tanto indigesti che richiedono decine, se non centinaia di anni per essere assimilati, quando la mano provvida dell’uomo coscienzioso non interviene a prelevarli e a destinarli altrove. Un gesto inconsulto, un ambiente imbruttito e guastato. Ma non solo per questo i nostri boschi soffrono. 

Un tempo l’uomo, anche nella nostra terra di Brianza, si occupava dei boschi perché da lì traeva frutti e materiali per il proprio vivere quotidiano. Per ottenere il massimo dei benefici, li frequentava spesso, ne seguiva la crescita e interveniva nei tempi e nei modi più appropriati. Oggi non più o almeno non più con le stesse attenzioni, le stesse premure, la stessa perizia. Chi entra nel bosco per trarne un vantaggio economico, lo sfrutta per quello che esso può dare al momento, senza preoccuparsi se il suo modo di agire può compromettere in tutto o in parte le sue caratteristiche fondamentali, il suo futuro. È lo scempio dell’ambiente naturale che l’uomo moderno mette in atto con una superficialità e una bramosia che certo non gli fanno onore.

Da questa superficialità e da questa bramosia non sono esenti certi cercatori di funghi che entrano nel bosco senza pensare all’equilibrio instabile su cui si regge quest’ambiente tanto ricco e complesso. C’è modo e modo di cercare e raccogliere i frutti che il bosco ci elargisce gratuitamente. Se non siamo attenti a rispettarlo, la sua offerta ad un certo punto si esaurisce. Una piccola parte di bosco muore.
                                                                                                                    Luciano Ponzoni  Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri S., Ponzoni L. (2012. Febbraio).I boschi deturpati. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/02/i-boschi-deturpati.html
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