giovedì 29 marzo 2012

Sequenze 3



Aspettando la pioggia....






Passeggiando mani in tasca...oopps, una goccia! 
                                   e dal cielo comincia a cadere un pò di pioggia.
                                   Che faccio, mi riparo dietro un muro?  
                                   Ma che sciocco, è meglio una mazza di tamburo.

Angelo Balduzzi     


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Grazie ad Angelo Balduzzi      


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Marzo).Sequenze 3. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/sequenze-3.html

lunedì 26 marzo 2012

Myxomiceti


So che questo post sarà un po’ indigesto per una parte dei miei lettori, ma, di tanto in tanto, qualche pagina tecnica per introdurre nel mondo dei funghi chi incomincia ad appassionarsi è utile, direi necessaria.
Dunque, oggi presentiamo i Myxomiceti, dal greco myxo = muco e myketes = funghi, ovvero funghi mucillaginosi.
Per lungo tempo ritenuti dei funghi da studiosi e naturalisti, ed ancora oggi studiati da appassionati micologi, di fatto sono protozoi particolari e quindi molto più vicini al regno animale che al regno Fungi.
Questa breve clip aiuterà a capire meglio il seguito del post (Youtube).


Questo gruppo comprende circa 700 specie che, nel loro ciclo vitale, attraversano una fase ameboide strisciante (cioè si comportano come le amebe, che si muovono cambiando continuamente forma), durante la quale il “fungo” ha la facoltà di spostarsi nella direzione delle sostanze alimentari, inglobandole per digerirle, oltre che ricercare il luogo e il supporto necessario per la riproduzione. In questa fase si nutrono di sostanze organiche diverse, quali batteri, muffe e altro.
In determinate circostanze, alcuni di loro sviluppano corpi fruttiferi (sporangi) deputati alla disseminazione delle spore (mixospore). Ecco perché spesso, in passato, sono stati assimilati ai funghi. Alcuni sono piccolissimi (nell’ordine dei millimetri), altri hanno notevoli estensioni (fase ameboide o di plasmodio).
Se le condizioni sono sfavorevoli (assenza di cibo), assumono una struttura resistentissima e longeva denominata sclerozio: la parte esterna si indurisce e diventa protettiva dell’interno, che mantiene a lungo la sua vitalità. A condizioni nuovamente favorevoli, eccoli ritornare ancora in attività.
Fuligo septica
Alcune specie sono visibili nella fase ameboide, come Fuligo  septica, ma la maggior parte delle specie rimane invisibile. Per poterli identificare, anche se di piccole dimensioni, è necessaria la loro fruttificazione.
Tra i tanti myxomiceti, Lycogala epidendrum si presenta sotto forma di piccole coppe o cuscinetti di circa 1 cm di diametro. Inizialmente molli e di color rosa salmone, diventano bruni ed anneriscono in seguito, quando il rivestimento, diventato sottile e fragile, si lacera propagando una polvere di spore (mixospore). Nello stato ameboide ha un colore rosso corallo. Vive su legno morto dalla primavera all’autunno.
 Lycogala epidendrum
Lo studio e la ricerca dei myxomiceti è un campo della micologia riservata ad appassionati che sanno esplorare con la lente di ingrandimento un ceppo, un cumulo di foglie, la corteccia di un albero che solo l’esperienza indicherà loro come favorevole per una possibile raccolta.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012.Marzo).Myxomiceti.Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/myxomiceti.html
 

mercoledì 21 marzo 2012

Primavera

Brianza, ciliegio in fiore
I fiori della primavera sono i sogni dell'inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Marzo).Primavera. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.it/2012/03/primavera.html

lunedì 19 marzo 2012

Ispettore micologo

Chi è costui?

Alcune persone mi hanno contattato chiedendo informazioni sui compiti ed il ruolo del Micologo. Cercherò di spiegarlo brevemente, come è nello stile di AppuntidiMicologia,

L’ispettore micologo è la figura di riferimento negli Ispettorati Micologici pubblici, la persona che, nell’ambito della pubblica amministrazione, si assume la responsabilità di giudicare la commestibilità dei funghi destinati al consumo personale o al commercio, ricoprendo la carica di Pubblico Ufficiale.

Il Micologo pubblico è in possesso di attestato abilitante, rilasciato dalla Regione o dalla Provincia Autonoma, è iscritto nei Registri regionali e nazionale ed espleta l’attività esclusivamente nell’ambito pubblico.

I micologi acquisiscono le necessarie conoscenze dopo un corso di durata non inferiore alle 240 ore (attestato di Micologo ai sensi del D.M. 689/96). Tuttavia questa figura professionale necessita di costante e continuo aggiornamento per poter svolgere serenamente, con competenza e professionalità le proprie mansioni in un campo che non è certo privo di insidie.

*Ruoli e compiti
L’Ispettore micologo certifica i funghi raccolti dai cittadini consumatori e le specie da immettere sul mercato, anche presso le stesse aziende commerciali, valutandone pure l’igienicità.
Negli interventi, come consulente, in casi di intossicazione, si attiene a protocolli/procedure per formulare una risposta certa e sicura ai medici di Pronto Soccorso, segnalando, se necessario, eventuali notizie di reato alla competente Autorità Giudiziaria.

*Mi permetto alcune considerazioni personali
La crescita del mercato globale ci porta sempre più spesso ad affrontare nuove situazioni, avendo a che fare con l’importazione di funghi di cui, a volte, non si ha conoscenza né della loro esistenza né del loro possibile consumo.
Purtroppo anche l’incremento del consumo delle cosiddette “smart drugs”, tra cui rientra l’uso voluttuario dei funghi allucinogeni, genera richieste di consulenza da parte della Pubblica Sicurezza per la determinazione dei funghi sequestrati. 
 
Mi chiedo: a seguito di queste novità e dei continui cambiamenti nella nostra società, l’attuale preparazione dei micologi è ancora sufficiente?
Pensiamo alla microscopia, a quale aiuto può dare nella determinazione dei funghi in caso di avvelenamenti. Quanti sono i micologi in grado di effettuare approfondimenti così impegnativi con l’attuale formazione?

Secondo il mio parere, la formazione dovrà essere più specialistica, con nuovi percorsi formativi e approfondimenti.
A titolo di esempio, i Master universitari in Micologia per l’approfondimento e lo studio innovativo delle problematiche alimentari legate ai funghi (Università di Bologna), propongono una buona offerta formativa, ma la normativa sulla figura del Micologo purtroppo è ferma al 1996!!!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Marzo).Ispettore micologo. Chi è costui?. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/ispettore-micologo.html
 







giovedì 15 marzo 2012

Cosa sono i funghi?

 
Carpofori di Cortinarius violaceus
Rileggendo i vari post di AppuntidiMicologia mi sono reso conto di aver dato per scontato un’informazione fondamentale, cioè cosa sono i funghi, per cui non ho mai riservato un post che lo spieghi. Chiedo venia e, nello stile divulgativo che contraddistingue questo Blog, cercherò di porre rimedio in modo semplice e chiaro.

Apprezzati in cucina, temuti come veleni, ammirati per le loro forme e per i loro colori, in realtà i funghi non sono altro che i "frutti" (meglio chiamati carpofori), di quelle forme di vita per lo più invisibili ai nostri occhi, in quanto nascoste, ma che formano una cortina di microscopici filamenti, le ife, che, disposti uno sull’altro, costituiscono il micelio, ossia il corpo vegetativo, il fungo in persona!
 
I funghi che troviamo tra le erbe, nel sottobosco o sui ceppi, dalla forma più classica a quella che ricorda i coralli, le spugne o una mensola, sono dunque dei frutti di una pianta che in realtà pianta non è... vivendo come parassiti (cioè parzialmente o totalmente a spese di un altro individuo), come saprofiti (cioè a spese di sostanze in decomposizione) o in simbiosi (cioè con scambio reciprocamente vantaggioso con altri individui).
Ife miceliari e carpofori

I funghi hanno la funzione riproduttiva (tramite le spore) permettendo così la continuità della vita. Per noi hanno una funzione più utilitaristica: l’alimentazione e non solo…

Che questi organismi non siano minerali o animali è intuibile, è meno evidente che non siano neppure vegetali. Per le numerose peculiarità, sono stati inquadrati in un regno "tutto loro", appunto: il Regno Fungi.

Organismi complessi ed importantissimi per l’ecologia dei diversi habitat, si nutrono di sostanze organiche già elaborate da altri esseri viventi.
Carpoforo di Calocera viscosa

Grazie alla loro grande biodiversità, alla loro capacità di adattamento e alla produzione di enzimi diversi, i funghi possono colonizzare un’infinita gamma di ambienti.
Sono un vero e proprio tesoro rappresentato non solo dalle specie più appariscenti,        ma anche da forme microscopiche, invisibili ed apparentemente “insignificanti”.

Tra le tante forme di vita che garantiscono la sopravvivenza del Pianeta, i funghi, sia quelli commestibili sia quelli velenosi per l’uomo, hanno un ruolo da veri protagonisti.

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Marzo).Cosa sono i funghi?. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/cosa-sono-i-funghi.html
 

lunedì 12 marzo 2012

Strobilurus

esculentus, tenacellus e stephanocystis


Strobilurus esculentus


Innanzitutto bisogna avere la fortuna di vederli, poi, una volta messi a fuoco, ci vorrà pazienza e precisione chirurgica nel raccoglierli.
E sì, perché se si trovano, e se si è sicuri che sono strobilurus, val la pena di raccogliere esclusivamente i cappellini; i gambi sono tenaci e vanno scartati, così a casa è tutta fatica risparmiata.
Per raccogliere a colpo sicuro l’esculentus dovremo frequentare i boschi di abete rosso (Abies picea); se dovessimo trovarci in prossimità di pino (Pinus silvestris), facciamo comunque attenzione, perché Strobilurus tenacellus vive e vegeta lì, insieme a Strobilurus stephanocystis che è macroscopicamente uguale, ma differisce microscopicamente per la forma diversa dei cistidi (cellule su cui si sviluppano le spore).
Il genere Strobilurus deve il nome allo specifico habitat, lo strobilo, ovvero il cono, la pigna di pini ed abeti, interrati o non, dove questi funghi hanno crescita gregaria.
Già al primo disgelo, nelle zone assolate sotto questi alberi, è possibile assaporare l’inizio della primavera raccogliendo questi funghetti.

Strobilurus tenacellus
Nelle fasi iniziali della crescita i carpofori risultano con cappello campanulato convesso, poi, crescendo, si appianano arrivando anche ai 2,5 cm di diametro!!!.
I cappellini, di colore variabile dal bruno, all’ocra al fulvo nelle diverse fasi di crescita o per le condizioni climatiche (nella specie tenacellus e stephanocistis possono risultare più scuri), si presentano anche biancastri, se ritrovati sotto gli aghi delle conifere. L’imenio è formato da fitte lamelle bianche, così come il colore delle spore in massa. Strofinandole, le lamelle emanano un piacevole odore fungino. I gambi, molto simili tra loro, risultano tenaci (tenacellus) e di color fulvo-giallastro, più biancastro in prossimità dei cappelli; difficilmente raggiungono lunghezze superiori ai 5-6 cm. Sovente radicanti, si sviluppano tra gli strobili delle conifere già dall’inverno.

Per poterci gustare una frittata con questi funghetti dovremo, quindi, prestare attenzione all’habitat: abete per l’esculentus, pino per tenacellus e stephanocystis. Per differenziare correttamente queste ultime due specie ci servirà una microscopia, ma ai micofagi questo non interessa.

* Un grazie particolare ad Alessandro Boffelli 
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012.Marzo).Strobilurus: esculentus, tenacellus e stephanocystis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/strobilurus.html

mercoledì 7 marzo 2012

Corso Nazionale di Aggiornamento Micologico


“ Determinazione macroscopica e microscopica
dei funghi freschi e delle principali specie fungine commercializzate congelate o in salamoia”

08 – 09 – 10 Novembre 2012
 
Il Team di formazione ed aggiornamento micologico di Cesena, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena, il Corso di Laurea Scienze e Tecnologie Alimentari, Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, col patrocinio dell’Assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, propone per l’anno 2012, un’iniziativa di aggiornamento per i Micologi, pubblici e privati.

L’obiettivo è quello di mantenere ed approfondire la conoscenza delle specie fungine e di incentrare l’attenzione sulle problematiche tipiche della commercializzazione (importazione, distribuzione) e della trasformazione/confezionamento dei funghi conservati allo stato di congelamento  o comunque condizionati; procedure di lavoro, modulistica, conoscenza approfondita delle principali specie interessate, sia macro che microscopicamente, modalità di approccio e di refertazione.

Con questa iniziativa formativa si da inizio ad una serie di momenti specifici di aggiornamento che si svilupperanno negli anni a seguire, cercando di ottimizzare le conoscenze e la professionalità di questi professionisti, nel rispetto delle regole previste anche dalle normative a carattere europeo.

Il Corso avrà sede a Marina Romea (RA) presso l’Hotel Columbia, viale Italia n°70.

E’ stato chiesto l’accreditamento  ECM come corso residenziale teorico pratico.

E' possibile noleggiare un microscopio per l’utilizzo personale durante il Corso.

Docenti :
Mirko lllice
Oscar Tani
Adler  Zuccherelli


Segreteria organizzativa e tutor del Corso - Dr. Oscar Tani
Via Italo Svevo, 28 – 47521 CESENA (FC)
Telefono cellulare 338 3859886
Indirizzo mail: oscar.tani@libero.it
Stefano Balestreri

lunedì 5 marzo 2012

Genere Russula

Un amico mi ha domandato perchè non ho ancora inserito post sulle russule.
La mia risposta: semplice, non le conosco, o meglio, parecchie specie mi fanno impazzire nella determinazione per i molti caratteri simili tra loro. Come genere è molto facile da inquadrare e poiché non vi sono specie mortali o altamente tossiche, la mia pigrizia ad approfondire esce alla grande. Inoltre i micologi ci mettono del loro, creando ed inquadrando nuove specie e varietà, il che non aiuta!

 
Il genere Russula comprende più di 350 specie, appartenenti ai basidiomiceti. I cappelli delle specie più grandi possono misurare fino ai 20 cm di diametro. Gli stessi possono essere asciutti, viscidi, pruinosi, vellutati, verrucosi (R. virescens), glutinosi, areolati e molto variopinti, con notevoli variazioni intraspecifiche (R. cyanoxantha). Le lamelle sono generalmente bianche, bianco crema fino al giallino (R. aurea) e risultano adnate (attaccate-annesse) al gambo o sinuate (ondulate), in alcune specie leggermente decorrenti (R. cloroides). Possone essere spaziate o molto fitte. Hanno spore in massa dal bianco al giallino (leucosporei).
Russula cyanoxantha

Caratteristica principale del fungo è la rottura cassante, cioè netta, simile alla frattura di un gessetto, dovuta alla presenza degli sferocisti, cellule di forma sferica che compongono la carne. L’esempio migliore? Spezzate un pezzo di polistirolo e capirete ciò che succede.


Sono funghi omogenei (la carne del gambo continua nel cappello). Caratteristica microscopica di tutto il genere è quella di avere spore verrucose, aculeate, crestate o reticolate.
Altra caratteristica determinante è il sapore che può variare dal nullo all‘acre piccante. Molti affermano che le specie a carne dolce siano commestibili, ma personalmente eviterei queste scelte affrettate, specialmente su russule non determinate. Evitiamo comunque l’assaggio se non si è certi che si abbia tra le mani una russula!!!


Anche gli odori sono molto particolari (miele, mandorle amare, pesce, geranio, crostacei, frutta, ecc.) e determinanti ai fini della classificazione.
Essendo funghi simbionti, li possiamo trovare in tutti gli habitat. Non vi sono specie lignicole.
Tra le specie tossiche vanno ricordate: Russula emetica, R. queletii, R. sardonia e R. foetens (disturbi gastroenterici).
Molte specie sono commestibili ed alcune molto ricercate per la loro bontà: R. cyanoxantha, R. virescens, R. vesca, R. mustelina, R. aurea ed altre.


Ecco, ora ho rotto il ghiaccio e, prima o poi, qualche post sulle russule dovrò pubblicarlo, anche perché questa scheda tecnica sarà indigesta ai lettori meno informati sul mondo dei funghi.

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Marzo).Genere Russula. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/genere-russula.html
 

giovedì 1 marzo 2012

Buon compleanno


 
È passato un anno!
 
Mi impressiona pensare che questo Blog mi abbia stimolato a tener viva un’avventura iniziata il marzo scorso proponendo brevi schede per la presentazione di funghi. 

Col tempo il blog si è “sbizzarrito” offrendo anche ricette, informazioni su corsi di micologia, racconti di esperienze vissute a contatto con la natura, pagine dedicate alle stagioni…
Sicuramente dietro tutto ciò c’è tanta passione, tanta voglia di entrare in modo sempre più approfondito nel mondo dei funghi e di comunicare le conoscenze già in mio possesso, ma anche nuove informazioni, acquisite con un lavoro di approfondimento o grazie al contributo di esperti e di specialisti nel campo micologico. 
Grande è il desiderio di essere utile a chi, come me, cerca di imparare, di avere nuove notizie al fine di fare prevenzione sui rischi derivanti dal consumo incauto dei funghi. 
 
Da subito il blog ha suscitato interesse e ad oggi i post pubblicati sono stati aperti e, presumo, letti 20.000 volte dai vari utenti. Non me lo sarei mai aspettato! 
Per un argomento come la micologia a me sembra un buon risultato. 
Sono decisamente soddisfatto.
 
Il desiderio è di continuare con un entusiasmo anche maggiore, magari apportando qualche novità (ci sto lavorando), ma soprattutto spero di avere sempre la curiosità, la voglia e la capacità di ricercare e di proporre nuovi argomenti.
 
AppuntidiMicologia in questo anno mi ha anche “obbligato”  a diventare un po’ webmaster, impostando il sito e gestendolo al meglio delle mie capacità per ottenere un risultato soddisfacente. Non sempre è stato semplice. Per me, una piccola sfida vinta.
 
Se si è arrivati a questo punto, il merito va anche ai tanti visitatori, magari arrivati per caso, e ai numerosi affezionati, in continua crescita.
 
Un grazie speciale lo devo a chi con i consigli, le correzioni, le foto e i riferimenti per approfondire ha contribuito alla crescita qualitativa del blog.
Stefano Balestreri
 
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