lunedì 12 marzo 2012

Strobilurus

esculentus, tenacellus e stephanocystis


Strobilurus esculentus


Innanzitutto bisogna avere la fortuna di vederli, poi, una volta messi a fuoco, ci vorrà pazienza e precisione chirurgica nel raccoglierli.
E sì, perché se si trovano, e se si è sicuri che sono strobilurus, val la pena di raccogliere esclusivamente i cappellini; i gambi sono tenaci e vanno scartati, così a casa è tutta fatica risparmiata.
Per raccogliere a colpo sicuro l’esculentus dovremo frequentare i boschi di abete rosso (Abies picea); se dovessimo trovarci in prossimità di pino (Pinus silvestris), facciamo comunque attenzione, perché Strobilurus tenacellus vive e vegeta lì, insieme a Strobilurus stephanocystis che è macroscopicamente uguale, ma differisce microscopicamente per la forma diversa dei cistidi (cellule su cui si sviluppano le spore).
Il genere Strobilurus deve il nome allo specifico habitat, lo strobilo, ovvero il cono, la pigna di pini ed abeti, interrati o non, dove questi funghi hanno crescita gregaria.
Già al primo disgelo, nelle zone assolate sotto questi alberi, è possibile assaporare l’inizio della primavera raccogliendo questi funghetti.

Strobilurus tenacellus
Nelle fasi iniziali della crescita i carpofori risultano con cappello campanulato convesso, poi, crescendo, si appianano arrivando anche ai 2,5 cm di diametro!!!.
I cappellini, di colore variabile dal bruno, all’ocra al fulvo nelle diverse fasi di crescita o per le condizioni climatiche (nella specie tenacellus e stephanocistis possono risultare più scuri), si presentano anche biancastri, se ritrovati sotto gli aghi delle conifere. L’imenio è formato da fitte lamelle bianche, così come il colore delle spore in massa. Strofinandole, le lamelle emanano un piacevole odore fungino. I gambi, molto simili tra loro, risultano tenaci (tenacellus) e di color fulvo-giallastro, più biancastro in prossimità dei cappelli; difficilmente raggiungono lunghezze superiori ai 5-6 cm. Sovente radicanti, si sviluppano tra gli strobili delle conifere già dall’inverno.

Per poterci gustare una frittata con questi funghetti dovremo, quindi, prestare attenzione all’habitat: abete per l’esculentus, pino per tenacellus e stephanocystis. Per differenziare correttamente queste ultime due specie ci servirà una microscopia, ma ai micofagi questo non interessa.

* Un grazie particolare ad Alessandro Boffelli 
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012.Marzo).Strobilurus: esculentus, tenacellus e stephanocystis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/03/strobilurus.html

8 commenti:

  1. Quante volte, ai primi tepori primaverili, mi son ritrovato a passeggiare nell'abetaia di fianco alla mia casa in montagna.
    Non li conoscevo quei "microbi" lì in terra che a volte spuntavano dalla neve appena sciolta.
    Dopo la loro scoperta, in una ora se ne possono raccogliere anche 500 grammi!
    Seccati sopra il calorifero per una lunga conservazione, o usati direttamente, si realizzeranno degli ottimi petti di pollo o coniglio in padella. Questi funghetti, faran leccare i baffi a tutti i maschietti...!
    Meditate donne, meditate...!!!
    Ciao, Giovanni

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  2. Giovanni:
    Primizia delle primizie fungine, gli strobilurus aprono la stagione "micolofaga" ;-))).
    Ciao e grazie.
    stefano

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  3. Stefano! Sei andato dal Fotografo?

    Domani sono a casa in riposo compensativo.
    Spero possa essere una giornata fantastica... andrò a cercare Strobilurus esculentus qui in Brianza. Conosco un posticino...
    Chi vuole mi segua. Orientarsi con la Stella Cometa.

    Ciao e a domani. Partenza dopo la colazione. Dante

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  4. Ciao,
    leggo solo ora...
    Mi hanno detto che sto meglio a colori :-)))
    Dopo il tuo riposo compensativo e "conteplativo", fai un report della giornata.
    Ciao
    stefano

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  5. Paolo Sinigaglia15 marzo 2012 10:32

    che belli!
    poi lunedì e martedì han messo pioggia qui da noi, aspetto qualche giorno e faccio già un piccolo giro in cerca di Strobilurus e Morchelle!

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    Risposte
    1. Speriamo di vedere qualche foto....
      Ciao
      stefano

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  6. Che valore alimentare hanno questi funghetti? Wikipedia inglese li classifica come privi di valore. Vale la pena di raccoglierli?

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    Risposte
    1. Certo che vale la pena raccoglierli!
      Il loro profumo quasi resinoso, dà un aroma ineguagliabile alle carni.
      L'unico inconveniente è che dopo un'ora di raccolta, nel cestino c'è anche il mal di schiena...!
      Sono piccoli e delicati, spezzate il gambo con l'unghia e buon divertimento!
      Attenzione che siano quelli nati su strobili di abete rosso! Saranno quasi sicuramente S. esculentus.
      Ciao, Dante

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