lunedì 30 aprile 2012

In fibrillazione


È sotto gli occhi di tutti, anche di chi troppo attento non è, che questo periodo primaverile è da ritenere eccezionale per il numero e le specie di funghi che stanno crescendo, complice la pioggia e le temperature più autunnali che primaverili dei giorni scorsi!

Morchella extra large
Funghi che si presentano un po’ dappertutto: nelle aiuole, nei parchi cittadini, nelle fiorire… di tutto e di più. 
Quanto basta per far scattare l’agitazione in tutti gli appassionati micofili.

Funghi anche spettacolari per forme e dimensioni che, come lo stupefacente ritrovamento ritratto nella foto, non possono certo passare inosservati. 
Questo è un esemplare affetto da vero “gigantismo”, raccolto qualche giorno fa, durante un’uscita collettiva per lo studio degli ascomiceti con il gruppo micologico.

Lepista nuda
 
Anche alcune specie tipicamente autunnali, come Lepista nuda, Hebeloma e Leccinum scabrum, sono comparsi in questi ultimi giorni nei boschi e nei parchi cittadini.

Leccinum scabrum
 Al di là dei ritrovamenti di funghi extra large e fuori stagione, per i comuni cercatori non rimane che attendere i primi segnali importanti, come le mosse circospette delle vecchie guide indianenei gruppi micologici. 

Sono loro che, con l’esperienza e la conoscenza delle giuste condizioni climatiche, ci faranno intuire che i primi Boletus aestivalis sono arrivati, anche se le loro mosse sono per niente utili per individuare i luoghi di crescita. 

Con un po’ di pazienza e con l’età che avanza, anche noi comuni micofili possiamo aspirare a diventare delle “vecchie guide indiane”.
 Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).In fibrillazione. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/in-fibrillazione.html


giovedì 26 aprile 2012

Spezzatino di pollo morchelle e mandorle


Ancora una ricetta semplice, veloce e gustosa con le Morchelle protagoniste, perché risollevano il morale ad una pietanza abitualmente consumata a fettine con la classica verdura: insalata o pomodoro.

                                                                                  
                                                                                                      Dosi per 4 persone:
1 petto di pollo di circa 600 gr;
6-8 Morchelle fresche;
10 - 12 mandorle sgusciate e spelate;
½ scalogno;
farina q.b.
Olio E.V.O. q.b.
Sale e pepe q.b.

In una padella unta con abbondante olio cucinate lo scalogno e le morchelle (15 minuti a fuoco vivace) senza farle asciugare; eventualmente aggiungete del brodo leggero.

Nel frattempo preparate il pollo a tocchetti e infarinatelo.

Tagliuzzate le mandorle.

In un’altra padella oliata, fate dorare il pollo con le mandorle per 15 minuti, salando a piacere.

Unite le morchelle, mescolate il tutto continuando la cottura.

Servite lo spezzatino ben caldo con una macinata di pepe misto .


Il piatto risulta spettacolare se accompagnato con un Grignolino del Monferrato. 
Non aggiungo altro.

Buon appetito!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile)Spezzatino di pollo orchelle e mandorle.Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/spezzatini-di-pollo-morchelle-e-mandorle.html
 

lunedì 23 aprile 2012

Il Fungo di San Giorgio


Calocybe gambosa


G. Bresadola (1847-1929) . Tavola da Iconographia Micologica

Oggi è il 23 Aprile, San Giorgio, e cade proprio di lunedì, per cui ho pensato di dedicare uno spazio alla Calocybe gambosa per ricordare che, se le condizioni meteo lo permetteranno, potremmo trovarla in questo periodo.

In alternativa alle fotografie ho voluto inserire la riproduzione di una stupenda tavola dell'abate micologo Giacomo Bresadola (1847-1929).

La tavola, tratta da Iconographia Micologica, riporta con estrema precisione tutti i particolari, anche microscopici, per la determinazione del "Fungo di San Giorgio" .

Per la descrizione delle caratteristiche e le informazioni su questo micete, vi rimando ad un precedente articolo pubblicato lo scorso anno su AppuntidiMicologia. 
                                                                                                                  Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Il Fungo di San Giorgio. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/il-fungo-di-san-giorgio.html

giovedì 19 aprile 2012

Entoloma clypeatum

Aprile, mese degli Ascomiceti (Morchella, Gyromitra, ecc.), ma anche di basidiomiceti, come gli Entoloma.
Entoloma clypeatum è forse il più conosciuto, ma non sempre di immediata determinazione. Si presenta cespitoso nell’erba, in gran numero di individui, di solito sotto rosacee (meli, peri…). Grazie a queste caratteristiche, qualche dubbio in meno dovremmo averlo.
 
Clypeatum deriva da clypeus per la forma umbonata del cappello che effettivamente ricorda il clipeo,  antico scudo da combattimento dotato di umbone centrale.
È un fungo omogeneo, carnoso; nel giovane il cappello risulta campanulato, in seguito piano, ma sempre con umbone, con l’orlo lobato ed involuto.
La cuticola di color bruno-grigiastro è liscia, molto igrofana (cambia le tonalità in presenza o meno di umidità).
Le lamelle di questi funghi, sinuate, uncinate ed inizialmente bianche, con la maturazione delle spore si colorano di rosa (rodosporei = spore in massa rosate).
Il gambo, cilindrico-sinuato, è biancastro, coperto da una leggera pruina in alto, vicino all’imenio.
La carne leggermente fibrosa, di colore variabile dal beige al camoscio, emana un piacevole odore di farina fresca.

È un fungo commestibile e, vista la sua natura cespitosa, durante la raccolta il cesto si riempie velocemente.


Un avvertimento però è d’obbligo: essendo un fungo primaverile che cresce in genere nei frutteti, va posta molta attenzione al rischio di contaminazione da pesticidi/fitosanitari impiegati in questo periodo.
I funghi, si sa, assorbono tutto!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Entoloma clypeatum. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/entoloma-clypeatum.html
 

lunedì 16 aprile 2012

Val Sanguigno

Cascatelle e pozze - Torrente Sanguigno

In attesa della stagione giusta per i Funghi (quelli con la F maiuscola…) vi propongo un bell’itinerario, così avrete tutto il tempo necessario per studiarvelo ed organizzarvi al meglio. Su questo Blog c’è poco spazio per tutti i dettagli, ma non mancano certo le idee. Per le informazioni particolareggiate vi rimando ai siti dedicati.

Variante "ripida" sentiero 232
Partiamo col dire che la Val Sanguigno è definita a livello europeo una delle zone più incontaminate della Regione Lombardia, interamente inserita nel sistema Rete Natura 2000 per la salvaguardia e la tutela degli habitat, delle specie animali e vegetali.

Per arrivarci si andrà in Alta Val Seriana (BG). Oltrepassato l’abitato di Ardesio, e prima dell’ingresso di Gromo, prenderemo a sinistra, in direzione di Valgoglio, per una salita ripida che con pochi tornanti ci porta subito in quota. Raggiunto l’abitato, proseguiremo oltre, seguendo le indicazioni per la centrale idroelettrica di Aviasco (simpatico lo stile “neomedioevale”), dove parcheggeremo.

Da lì seguiremo le indicazioni per il sentiero 232 che porta al rifugio Gianpace: a sinistra la variante ripida, a destra la variante normale. Personalmente ho scelto la ripida, su consiglio di esperti locali. Anche se più impegnativa nella prima parte, è senz’altro più piacevole ed interessante come paesaggio. Il percorso risale la valle rimanendo molto vicino al torrente Sanguigno, che la percorre. Un piacere il rumore di fondo dell’acqua impetuosa, le favolose cascatelle e i salti d’acqua che formano trasparenti pozze. 

I faggi lasciano posto agli abeti
Con una breve deviazione dal sentiero, una volta raggiunta la Baita Sersen, potremo goderci lo spettacolo di una stupenda cascata.

Ripreso il sentiero, continueremo piacevolmente a far fatica avendo sempre alla nostra sinistra il torrente, sulla destra il bosco, inizialmente faggeta. 
Proseguendo il cammino vedremo stagliarsi le alte cime delle Orobie bergamasche e gradualmente i faggi lasceranno il posto agli abeti.

A circa un'ora dalla partenza il bosco si dirada per lasciare spazio ai pascoli e finalmente, di lì a poco, potremo scorgere sul versante opposto il Rifugio Gianpace, oasi di pace e punto strategico per ripartire, volendo, per altri itinerari ben segnalati.

Il Rifugio Gianpace


Oltrepassiamo il ponticello, raggiungiamo con un ultimo sforzo le radure prospicienti il rifugio e godiamoci il grande abbraccio della natura. Finalmente potremo riposarci e rifocillarci. Il gestore è molto disponibile ed in cucina c’è sempre qualcosa di pronto.

………..e i funghi?

Al ritorno, senza grandi sforzi, buttando l’occhio vicino al sentiero, ho raccolto un misto per il risotto serale, degna conclusione di una magnifica escursione.
 Stefano Balestreri
* Grazie a Cristian Riva per le immagini




Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Val Sanguigno. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/val-sanguigno.html




giovedì 12 aprile 2012

Morchella semilibera

...o Mitrophora semilibera? 

 
In alcuni commenti fatti in un post precedente si è discusso della nomenclatura per la classificazione dei funghi che spesso viene cambiata.

Quello di Morchella semilibera è un caso che sicuramente ha semplificato la vita a molti “mico-appassionati” (così classifico tutti: micologi e micofagi) che devono ricordare il nome di questo ascomicete.

Questo ascocarpo di forma variabile ha crescita in questo periodo dell’anno.

La mitra, o mitria, ha solitamente forma conica, talvolta leggermente tondeggiante, con costolature disposte verticalmente e trasversalmente a formare alveoli non molto profondi rispetto alle altre specie del genere Morchella.

Al di là della variabilità delle colorazioni della mitria causate dal clima e dalla maturazione, al di là della sua forma e della sua lunghezza rispetto al gambo, la caratteristica peculiare  è che questa  è “semilibera”, in quanto attaccata al gambo solamente per i ⅔.

Il gambo, biancastro e cilindrico, è granuloso, talvolta ricoperto da macchie color ruggine a maturità.

La Morchella semilibera ha carne esigua, fragile ed elastica; l’odore è quasi nullo o leggermente spermatico.

Fungo tipicamente primaverile, condivide l’habitat con Morchella esculenta nelle vicinanze dei corsi d’acqua, in presenza di pioppi, frassini, olmi e aceri.

Come tutte le morchelle, è commestibile esclusivamente dopo cottura (almeno 15’ a fuoco vivace).

Riguardo alla sua classificazione, questo fungo per lungo tempo è stato inserito nel genere Mitrophora, ma non è stata sufficiente la sola caratteristica dell’attaccatura della mitria al gambo per farne un genere a sé stante rispetto alle morchelle.

Anche se questa semplificazione non convince tutti, agli esperti della nomenclatura botanica va un plauso per aver effettuato in questo caso una semplificazione degna di nota, almeno....fino alla prossima revisione!!!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Morchella semilibera...o Mitrophora semilibera? Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/morchella-semilibera.html
 

martedì 10 aprile 2012

Frittata con Morchelle


Ricetta primaverile e soprattutto veloce, profumata, gustosa.

                                                 Ingredienti per 4 persone

6-8 uova fresche;
6-8 Morchelle fresche;
1-2 cucchiai di parmigiano grattugiato;
1-2 cucchiai di trito di erba cipollina o di aglio orsino*;
1-2 cucchiai di latte;
sale q.b;
olio E.V.O.


Pulite le morchelle con l’aiuto di coltellino e spazzolina, poi tagliatele a metà per la lunghezza e lavatele sotto un getto d’acqua.

Con questi funghi potete farlo, perché non si imbevono, grazie alla loro carne elastica, che non assorbe.


In una padella versate due cucchiai d’olio; quando è caldo, buttate le morchelle e cuocetele a fuoco vivace per almeno 15’ senza coprirle.

Se dovessero asciugarsi troppo, aggiungete un po’ di brodo o dell’acqua.

Nel frattempo sbattete le uova incorporando il grana, il sale, il latte e l’erba cipollina tritata.

Meglio ancora: si può utilizzare una piantina di aglio orsino (Allium orsinum) completa di bulbo, naturalmente tritata.
Passati i 15’ di cottura delle morchelle aggiungete le uova sbattute, facendo attenzione che il tutto non si attacchi al fondo.

Ognuno, secondo la propria tecnica, girerà la frittata al momento più opportuno. Personalmente la cucino ancora per una decina di minuti a fuoco medio, rigirandola anche due o tre volte.

Accompagnate la frittata con erbette cotte saltate in padella e un buon bicchiere di Chiaretto del Garda.

Buon appetito! 

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Frittata con Morchelle. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/frittata-con-morchelle.html

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua

"A tutti gli affezionati lettori auguro una serena Pasqua "


Fotografia e testo poetico di Luciano Ponzoni.
                                                                                                  Stefano Balestreri

lunedì 2 aprile 2012

Sono arrivate

Giovedì 29 Marzo 2012

Le aspettative di trovare Morchelle in questo periodo di caldo quasi estivo e di assenza di pioggia erano le più basse in assoluto, ma la voglia di “evadere” dalla “soffocante” città ci ha dato lo stimolo di tentare.
Foto di gruppo
Dopo aver stabilito con l’amico Dante il luogo di ritrovo, al termine del pranzo, entrambi liberi da impegni, si parte.

Con noi l’attrezzatura da trekking, le macchine fotografiche e la supposizione che ci si limiterà a scattare qualche foto alle fioriture primaverili ed al paesaggio. I funghi sono il nostro pensiero fisso, tuttavia sono settimane che non cade una goccia di pioggia e la speranza di trovarne qualcuno è proprio remota.  Ma ormai…chi ci ferma?

Arriviamo sul posto, calziamo gli scarponi e ci incamminiamo senza cestini, certi di non trovare nulla.

Il bosco è ancora spoglio, ha il terreno ricoperto da fogliame secco che scricchiola sotto i nostri piedi. Il terreno polveroso, fortunatamente, ci regala cuscini di delicate primule e numerose piante di splendidi ellebori verdi.
Helleborus viridis

Dopo pochi istanti si alza pure il vento… perfetto, ci mancava proprio per asciugare e seccare il sottobosco.

Sapendo che i funghi ricrescono nelle stesse zone, indirizziamo i nostri passi verso il punto dove un anno fa avevamo trovato qualche morchella.

Ci avviciniamo poco convinti, ma la Natura è più generosa dei nostri pensieri: in pochi metri quadrati, tra il fogliame e la fioritura di primule, ecco far capolino alcune Morchelle.

Ci guardiamo stupiti, poi, con aria soddisfatta, immortaliamo quegli esemplari con la macchina fotografica. Riprendiamo la ricerca sul posto. 


Spostando lentamente le foglie e facendo attenzione a non calpestare troppo intorno, abbiamo la fortuna di far affiorare altre Morchelle. Alla fine ne contiamo quindici, tutte lì e tutte belle! Le raccogliamo pensando già di individuarne ancora per preparare una bella frittata. Così ricominciamo a girare per il bosco, lo perlustriamo per tutto il pomeriggio, ma non riusciamo più a trovarne una!!!

In fin dei conti ci è andata di lusso: quindici Morchelle per dire a tutti che sono arrivate, nonostante il clima pessimo per i funghi. Per noi appassionati è il segnale che la stagione micologica è iniziata!

*P.s. - La località di ritrovamento? È sulle prime montagne del triangolo lariano!  :-) 
                                                 
                                                                                                                   
                                                                                                          Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Aprile).Sono arrivate. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/04/sono-arrivate.html

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