lunedì 28 maggio 2012

Funghi a mensola


Questa volta parlano le immagini.

I funghi a "mensola" non sono commestibili, ma, per lo scoiattolo, questo esemplare è risultato sicuramente molto utile!!! 

L’animaletto, per riconoscenza, avrà ringraziato Madre Natura, ne sono sicuro.





Foto: Mark Hancox/SWNS.COM


Grazie per la segnalazione a Margery Treves. 
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Funghi a mensola. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/funghi-a-mensola.html

giovedì 24 maggio 2012

Corso Micologo Regione Lombardia

PERCORSO FORMATIVO PER IL CONSEGUIMENTO DELL’ATTESTATO DI MICOLOGO 
                                                                   (ai sensi del D.M. 686/96)

I SESSIONE ANNO 2012 Codice edizione: SDS 12052 
Alpi Orobie - Gruppo della Presolana
Anche in Regione Lombardia verrà organizzato un corso per la formazione di nuovi micologi, ecco gli obiettivi:

La Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia, con Decreto n. 1821 del 7 marzo 2012, ha disposto lo svolgimento del corso di formazione volto al conseguimento
dell’attestato di micologo.
Il nuovo corso corrisponde all’esigenza di assicurare, a livello regionale, una
omogenea diffusione delle competenze professionali richieste per lo svolgimento delle funzioni di micologo, come previsto dalla normativa nazionale (L.352/93 e DPR 376/95) e dalle disposizioni regionali in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati, nonché di quelle in materia di vigilanza igienico-sanitaria sui prodotti alimentari. 

In modo particolare anche nel rispetto della normativa regionale lombarda L.R.31/2008 “Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”, e dalla Circ.Reg. 17/SAN/2010 “La prevenzione delle intossicazioni da funghi: indicazioni operative per l’effettuazione dell’attività di vigilanza e controllo”.

Il corso è organizzato per consentire alle ASL (Dipartimento di Prevenzione Medico e Laboratorio di Prevenzione) di garantire gli adempimenti previsti dalle normative in materia di:
 
  • controllo ai privati raccoglitori (con un adeguato numero di sedi e disponibilità oraria di apertura);
  • interventi nei casi di intossicazione (reperibilità e adempimenti previsti);
  • controllo ufficiale nel commercio (interventi all’importazione, vigilanza negli ortomercati, certificazione sanitaria, attività di deposito, preparazione e confezionamento funghi spontanei freschi e/o essiccati o condizionati), nella somministrazione, coltivazione e vendita (compresa gli adempimenti relativi all’abilitazione);
  • alle strutture ospedaliere di poter intervenire tempestivamente e con competenza nei casi di intossicazione (diagnosi e cura);  
  • agli operatori del settore alimentare (OSA) di poter disporre, come previsto dalle leggi, della figura del micologo necessaria per poter assolvere ai compiti connessi con la sicurezza alimentare nelle fasi dell’acquisto, conservazione, certificazione, confezionamento e vendita di funghi freschi e o condizionati. 
Per queste motivazioni si provvederà alla formazione di nuovi micologi affinchè venga garantito per tutte le fasi, un adeguato livello di tutela della salute del consumatore. 

Informazioni: scarica qui il programma completo e leggi le informazioni per l'iscrizione.



Stefano Balestreri




lunedì 21 maggio 2012

Sugo di funghi Primavera



Trovandomi personalmente in stand-by ancora per un po’ di tempo con l’assaggio e il consumo di funghi, ho delegato gli amici a sperimentare e a proporre per AppuntidiMicologia qualche ricetta originale.

Tagliatelle al sugo di funghi Primavera

L’amico Dante, buongustaio, non si è fatto pregare più di tanto e al primo raccolto della stagione mi ha subito dato soddisfazione.

Ecco la sua ricetta.

Ingredienti
4/5 Morchelle;
una noce di burro;
olio E.V.O. q.b.;
uno spicchio d’aglio;
¼ di dado;
pepe nero;
prezzemolo fresco
 

Pulite i funghi, lavateli e tagliateli a pezzi piccoli.

In una padella con olio e burro fate rosolare uno spicchio d'aglio e toglietelo subito dopo la doratura.
 
Unitevi il dado, i funghi tagliati e lasciateli cuocere nella loro acqua a fuoco moderato per 20 minuti.

Durante la cottura (senza coperchio), aggiungete una macinata di pepe nero e, per i più sfiziosi, anche un pizzico di peperoncino.
   

Dante consiglia di non lesinare con l'olio e il burro, poiché questo sugo dovrà essere impiegato per condire primi piatti come tagliatelle all’uovo o altro tipo di pasta.

Completare i piatti spolverando con prezzemolo fresco ed una manciata di formaggio grana grattugiato.

Buon appetito a chi proverà questa ricetta e un grazie particolare a Dante per questa sua creazione con funghi così diversi tra loro nel gusto e nei profumi.

Pasta al sugo di funghi Primavera

A questo punto invito anche i lettori che avessero voglia di proporre qualche ricetta originale con i funghi ad inviarmela… Sul Blog lo spazio non manca!!!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Sugo di funghi Primavera. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/sugo-di-funghi-primavera.html
 

giovedì 17 maggio 2012

Entoloma vernum

Lo scorso anno, nel mese di maggio, un’escursione in quota, a 1600 metri, giusto per trascorrere una giornata all’aria aperta dove faceva ancora fresco fresco. Per questo abbiamo ammirato di più il paesaggio che perlustrato il terreno per trovare qualche fungo.

...abbiamo ammirato di più il paesaggio...

Inevitabilmente, però, a giornata ormai conclusa, l’occhio sempre attento dei micologi scorge qualcosa in un prato, in prossimità di un gruppo di abeti rossi. Ci avviciniamo per osservare meglio: sono funghetti di piccole dimensioni, 3-6 cm, dal cappello scuro, conico campanulato negli individui più giovani, convesso con piccolo umbone acuto nei più cresciuti. Il margine del cappello è leggermente involuto, striato all’orlo. La cuticola è umida, igrofana, di colore bruno nerastro, più chiara al margine.
...scorgiamo qualcosa nel prato...
Ci si guarda in faccia e si comincia a ragionare e, soprattutto, a valutare altri caratteri.
L’imenio è con lamelle poco fitte, sembrano annesse al gambo, ventricose ed intercalate da lamellule grigiastre negli esemplari più piccoli, di un soffuso color rosato nei più cresciuti. Emanano un leggero odore farinaceo-erbaceo.
Al genere Entoloma ci siamo arrivati, ma la specie? Ecco uscire miracolosamente dallo zaino il Courtecuisse che ci dipanerà i restanti dubbi. Le descrizioni in francese non sempre aiutano, ma passiamo velocemente in rassegna le 65 specie di Entoloma presentate.
Il gambo è slanciato e concolore al cappello, tranne la parte alta in prossimità dell’imenio che risulta più chiara. Ci cattura la descrizione minimalista dell’Entoloma vernum: l’habitat descritto concorda pienamente con quello del ritrovamento e concordano pure tutti i caratteri rilevati. Ci fa sobbalzare, invece, l’indicazione AR-R “assez rare-rare”, per di più accompagnata dalle sigle dei Paesi in cui è stata segnalata la presenza di questo fungo e… manca l’Italia!!!

Entoloma vernum
Preleviamo qualche esemplare per approfondimenti al microscopio e ci si avvia sulla strada del ritorno. A casa la consultazione di altri testi, l’osservazione microscopica ed il confronto con amici, confermano la nostra classificazione.
Cercheremo anche quest’anno di proseguire le ricerche per capire se effettivamente questo fungo è così raro. Forse, visto il periodo primaverile, la quota a cui cresce e le sue piccole dimensioni, passa quasi sempre inosservato.
In letteratura viene segnalato come tossico, poiché provoca sindrome gastrointestinale. Certo che così piccolo e nero… chi mai se lo mangia?

P.s. - Per quanto riguarda la presenza in Italia, ci sono moltissime segnalazioni di ritrovamento.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Entoloma vernum. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/entoloma-vernum.html
 

mercoledì 16 maggio 2012

Corso formazione Micologo a Trento


Corso di formazione per il rilascio dell'attestato di Micologo  -  I Sessione 2012

Anche quest’anno a partire dal 23 Luglio avrà inizio il corso di formazione per il rilascio dell’Attestato di Micologo promosso in collaborazione con il Gruppo Micologico «G. Bresadola» di Trento.
Vigo, Baselga di Pinè (TN) foto Danilo Carlin

La storica scuola di Trento è il principale centro di formazione nazionale, nata nel 1966 su richiesta dell’allora Ministero della Sanità, per formare il personale sanitario addetto alla vigilanza igienico sanitaria. La direzione dei corsi nazionali fu affidata al grande studioso di funghi ed indimenticato Dott. Ing. Bruno Cetto.

Verranno formati i micologi da destinare alle attività di riconoscimento e controllo dei funghi epigei, nell’ambito di strutture pubbliche o private.
Il corso ha l’obiettivo di preparare gli esperti micologi che dovranno garantire la vigilanza sulla commestibilità dei funghi messi in commercio o per il consumo familiare.

Il corso è destinato a:
  •  personale delle Aziende Sanitarie e di altri Enti pubblici con funzioni di vigilanza e controllo;
  • operatori di strutture private che svolgono attività di preparazione o confezionamento di funghi epigei spontanei;
  • privati cittadini, appassionati di micologia,
ed è articolato in due sessioni annuali, ciascuna della durata di 150 ore, per un totale complessivo di 300 ore. Come previsto dal D.M. 686/96 almeno la metà delle ore previste sarà dedicata alle esercitazioni pratiche.

L’organizzazione del corso sarà a cura di Accademia d’Impresa, Azienda speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Trento, mentre il coordinamento didattico sarà svolto dal dott. Marco Donini, che ha diretto dal 1992 al 2009 i corsi per micologi promossi dall’Assessorato alla Sanità della Provincia Autonoma di Trento.

Per tutte le informazioni clicca qui

Informazioni
Accademia d’Impresa
Via Asiago 2 - 38123 Trento
tel. 0461 382304 - 382323
                     fax 0461 382338
formazione.continua@accademiadimpresa.it 
www.accademiadimpresa.it
 

lunedì 14 maggio 2012

Genere Agaricus


Agaricus dal greco Agarikon = campestre/prato… Prataioli


Ecco un genere relativamente semplice da determinare, ma che va “affrontato” con tanta cautela, perché vanta ottimi commestibili e alcune specie tossiche che, se ingerite,  possono creare qualche spiacevole problema. 

Purtroppo, come avrete letto nel post del 7 maggio scorso, le Amanite bianche, mortali, (una su tutte in questo periodo è l’Amanita verna) a volte sono scambiate e raccolte come Agaricus. 

I Prataioli sono generalmente carnosi e di taglia medio-grande; in alcune specie, invece, si presentano piccoli (sez. Minores) o molto grandi (sez. Arvenses). I cappelli sono convessi in diverse specie, mentre in altre la parte discale è appianata. Per alcuni di questi funghi la cuticola è ornamentata da leggere squamettature.


Gli Agaricus sono funghi eterogenei, cioè non vi è continuità dal cappello al gambo, per cui gli stessi si separano facilmente. L’imenio ha lamelle libere al gambo, inizialmente rosate, poi porpora-brunastro-cioccolato fondente a completa maturazione. Per questa caratteristica delle spore in massa, gli agaricus rientrano nei funghi iantinosporei (spore viola-porpora).
I gambi di questo genere sono tutti dotati di anello, che può essere più o meno persistente, semplice, doppio, supero, infero a seconda delle specie, ma sempre privi di volva!!!

In alcune specie di Agaricus la carne, allo strofinamento, ha viraggio al giallo (sez. Arvenses, Xanthodermatei e Minores), mentre nella sezione Sanguinolentini vira al rosso più o meno intenso al taglio. Interessante ed importante è l’odore, distintivo delle diverse specie: anice, mandorle, fenolo...
Sono funghi terricoli o umicoli che prediligono habitat umidi.

I prataioli vantano specie molto apprezzate in cucina, come A. arvensis, A. silvestris, A. bisporus, il famoso Champignon coltivato e A. bitoquis

Va posta notevole attenzione agli Agaricus della sezione Xanthodermatei, dalla carne ingiallente e dal forte odore di fenolo (l’odore dell’inchiostro dei calamai di lontana memoria). Se consumati, ma ci vuole un bel coraggio con l’odore che emanano, causano sindromi gastroenteriche poco simpatiche.

Dopo questo post introduttivo, seguiranno le descrizioni delle specie più importanti ed interessanti.
Stefano Balestreri
* Grazie a A.Boffelli per le foto 

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Genere Agaricus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/genere-agaricus.html

giovedì 10 maggio 2012

Dumontinia tuberosa

Habitat di Dumontinia tuberosa

Questo ascomicete è passato inosservato, addirittura trattato da “fungaccio” dal sottoscritto durante una breve passeggiata in montagna con l’amico Luciano.

Tutti e due senza l’attrezzatura fotografica, non ci soffermiamo più di tanto, raccogliamo un paio di esemplari, senza badare troppo alla loro qualità.

Tornati a casa consultiamo il manuale ed ecco che il “fungaccio” diventa di colpo interessantissimo. Vediamo il perché.

Apoteci di D. tuberosa
Ascomicete, inquadrato nel vastissimo gruppo dei Discomyceti, passa effettivamente inosservato o sottovalutato per le sue micro dimensioni, con un apotecio (la parte fertile a forma di coppa, dal greco apothekion, «ripostiglio») di diametro fino ai 3 cm, di color brunastro.

Continuata la lettura della descrizione, ecco che scattano i primi dubbi, i conseguenti ragionamenti e le diverse valutazioni.

Sclerozio, gambi e apoteci
Ancora una volta mi rendo conto che in micologia non va mai dato nulla per scontato per cui… zaino in spalla, macchina fotografica, mezz’ora di cammino e sono nuovamente sul posto a verificare ed approfondire.

La vera sorpresa di questi ascomiceti è più sotto.

Utilizzando un coltellino, presto molta attenzione alla raccolta ed ecco che all’estremità del gambo sinuoso e contorto, lungo fino a 10 cm, vedo uno sclerozio di color nero.

Lo sclerozio è un agglomerato di ife, una forma di “serbatoio” in cui molti funghi conservano la propria vitalità. In questo caso è simile ad un piccolo tartufo che, alla sezione, presenta una polpa biancastra.

Dallo sclerozio della Dumontinia tuberosa si dipartono anche più  gambi con relativi apoteci.
Fioritura di Anemone nemorosa


Lo sclerozio è caratteristico di alcuni ascomiceti parassiti e, in questa occasione, ad essere parassitato è l’Anemone nemorosa (ma avviene anche per altre specie di Anemone), fiore che all’inizio della primavera tappezza i boschi.

Stefano Balestreri




Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Dumontinia tuberosa. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/dumontinia-tuberosa.html
 

lunedì 7 maggio 2012

Amanita verna

Amanita verna

Che tutti gli anni, in primavera, qualcuno ci caschi, è un dato di fatto.

Purtroppo qualche cercatore frettoloso e sbadato finisce per raccoglierla confondendola con i prataioli, magari recidendo il gambo, senza accorgersi che più sotto c’è una base bulbosa ed avvolta dalla volva.

Particolare della volva

Tipicamente primaverile, con i terreni che si ammorbidiscono dopo il clima rigido dell’inverno, si presenta puntuale negli stessi habitat degli agaricus (prataioli).

Avendo il medesimo colore bianco e crescendo interrata, può indurre nell’errore.

Amanita verna è la sorella primaverile di Amanita phalloides, ne condivide, oltre che gli habitat di crescita ed il genere tassonomico, anche l’estrema tossicità e deve il suo nome al periodo in cui fa la sua comparsa (dal latino vernus = primaverile).
Partiamo col dire che è un fungo eterogeneo (cappello e gambo si separano facilmente).
Ha cappello emisferico che si appiana con la crescita, di color bianco, di aspetto sericeo con leggera sfumatura paglierina al centro. Il margine del cappello è liscio.
particolare del cappello "sericeo"

Le spore in massa sono bianche, le lamelle, anch’esse bianche, sono molto fitte ed intercalate da lamellule (lamelle più brevi, che partendo dal bordo non raggiungo il gambo).
Il gambo è bianco e slanciato, finemente pruinoso, bulboso alla base ed avvolto in una volva bianca e membranosa. In alto, prossimo all’imenio, vi è un anello membranoso e  fine che alla crescita ricade sul gambo.
La carne è tenera, priva di odore nei giovani esemplari, mentre questo diventa sgradevole con l’invecchiamento.

Particolare dell'anello
Predilige habitat con terreni sabbiosi in presenza di Quercus e Populus, ma anche di Castanea sativa e nei boschi litoranei di Quercus ilex e Pinus pinea.
Cresce solitario o in piccoli gruppi dalla primavera all’inizio dell’estate.

Se ingerito, provoca sindrome falloidea.

È un fungo velenoso mortale!!!

                   Stefano Balestreri



*P.S.: Purtroppo a conferma di quanto scritto in questo post nei giorni scorsi si è verificato il primo caso di avvelenamento del 2012, riportato anche sul web. Un grazie particolare ai colleghi E.Marra e O.Marsico per le informazioni sul caso.

Un ringraziamento particolare a Salvo Costa per le stupende immagini.


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Amanita verna. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/amanita-verna.html

sabato 5 maggio 2012

VeRdiamoci 2012


 Forte del successo di pubblico e critica ottenuto con la prima edizione del 2011, Verdiamoci a Sovico si ripresenterà al territorio il prossimo 19 e 20 maggio come l’evento fieristico locale di punta della stagione primaverile.

Sabato dalle 16 alle 23 e domenica tutto il giorno, le aree limitrofe al Municipio ospiteranno l’originale evento, dedicato a diverse tematiche ambientali: dal miglioramento del verde pubblico e privato alla valorizzazione delle attività agricole superstiti, dalla difesa dell’ambiente naturale alla promozione degli stili di vita più sobri ed ecocompatibili, dalla gestione ottimale dei rifiuti alla promozione di una maggiore cultura ambientale.

Nel maggio 2011 oltre 140 espositori ed animatori hanno letteralmente stupito la cittadinanza, ed in particolare i bambini, che hanno trovato moltissime attrazioni gratuite (l’arrampicata sugli alberi, la fattoria degli animali, la palestra di free-climbing, il calesse trainato dai cavalli, la “cavalcata sui trattorini”, le manipolazioni botaniche…).

Da segnalare alcune importanti partnership, che andranno ad arricchire e qualificare la manifestazione nel 2012:
  • D.E.S. Brianza (Distretto di Economia Solidale), che interverrà con alcune iniziative specifiche e alcuni associati;
  • Campagna amica, la rete di aziende agricole del territorio collegate alla Coldiretti, che presenteranno le loro produzioni di qualità a km zero;
  • A.DI.P.A. Lombardia, un’importante associazione di appassionati di botanica, che curerà lo scambio (e la donazione) di piantine e semi rari tra giardinieri hobbisti.
Durante la manifestazione, verrà dato particolare risalto quest’anno al tema del “car pooling”, ovvero l’utilizzo condiviso dell’auto. E’ previsto infatti il lancio del progetto “Autoinsieme”, promosso da Verdiamoci insieme ad altre associazioni del territorio ed al Comune.
Al tema della mobilità sostenibile sarà dedicato anche un convegno fra i tanti in programma, che arricchiranno ancor di più la manifestazione.

Sul sito si potrà seguirne lo sviluppo, il calendario delle animazioni, l’elenco degli espositori previsti, il programma dettagliato dei convegni.

Per info: www.verdiamociasovico.it - 345-8410455.

Saremo presenti anche quest'anno per parlare di micologia, per conoscerci e per tutte le informazioni necessarie sui funghi ed il loro mondo.

Stefano Balestreri


mercoledì 2 maggio 2012

Fotografia e funghi

Un regalo di Claudio Pia, Nature Photographer, che con gli obiettivi macro cattura tutta la bellezza nascosta all'occhio umano, svelandoci la sua visione artistica della Natura.  Grazie



Il fascino che i funghi hanno su di me è molto forte!

In particolare cerco funghi velenosi che reputo di gran lunga più fotogenici del classico porcino o galletto; quando racconto agli amici che sono andato alla ricerca di "velenosi" pensano che stia scherzando, ebbene, si sbagliano di grosso!!
Il mio entroterra è molto ricco di castagni, faggi e diversi boschi di conifere, in particolare la splendida Val d’Aveto è la mia destinazione preferita riservandomi ormai da anni, continue sorprese.
 
Avete mai provato a camminare lentamente in una faggeta autunnale, passo dopo passo, sguardo a terra, intorno a voi silenzio, tranne lo scricchiolio delle foglie sotto gli scarponi, e una leggera nebbiolina mattutina che contribuisce a creare un'atmosfera "fatata"….........
……e poi, d'un tratto trovarvi di fronte ad un esemplare di Amanita muscaria , la regina dei boschi, in tutto il suo splendore ?

Ebbene, per la salute fisica e mentale lo consiglio a chiunque!

A livello fotografico, Il bello di questi soggetti è la loro immobilità, abituato ad insetti, rettili, anfibi e fiori mossi dal vento o da "vita propria", finalmente un soggetto che non scappa, non si sposta, e non morde permettendomi così di preparare con calma tutto il set fotografico, senza fretta e gustandomi attimo per attimo ogni minima vibrazione del bosco nel quale sono immerso.
Sia in compagnia che in solitaria allestire i vari set fotografici a seconda del soggetto è realmente un divertimento. Il tempo non manca, l'ambiente ti avvolge regalandoti forti emozioni, quindi la fantasia è libera di sbizzarrirsi.

In tutto questo idillio, vi sono due aspetti che mi danno MOLTO fastidio: m'innervosisco molto quando durante le mie "esplorazioni" trovo sparso per il bosco carte di merendine, pacchetti di sigarette, bottigliette d'acqua o anche semplici carte di caramelle. Naturalmente raccolgo tutto e butto nello zaino.
Ma com'è possibile che una persona, in un ambiente come questo, non si faccia il minimo problema a gettare in terra spazzatura  che provocano danni all’ "ecosistema bosco"??

Un'altra situazione che non mi piace ma che si ripete da sempre è il trovare funghi chiaramente velenosi presi a bastonate oppure semplicemente sradicati.

Ma per quale motivo lo fanno? Penseranno mica di confondere un'Amanita con un porcino???

Comunque, a parte queste situazioni che sono risolvibili con un minimo di educazione civica ed ambientalistica, l’andar per funghi, anche solo per fotografarli, mi rilassa, riesco a “staccare la spina” dai pensieri per diverse ore e ne ricevo un beneficio sia mentale che fisico, cosa potrei desiderare di più??
Claudio Pia       
Nature Photographer 
www.claudiopia.it 


Cita questa pagina:
Pia, C. (2012. Maggio).Fotografia e funghi. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/fotografia-e-funghi.html
 
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