lunedì 7 maggio 2012

Amanita verna

Amanita verna

Che tutti gli anni, in primavera, qualcuno ci caschi, è un dato di fatto.

Purtroppo qualche cercatore frettoloso e sbadato finisce per raccoglierla confondendola con i prataioli, magari recidendo il gambo, senza accorgersi che più sotto c’è una base bulbosa ed avvolta dalla volva.

Particolare della volva

Tipicamente primaverile, con i terreni che si ammorbidiscono dopo il clima rigido dell’inverno, si presenta puntuale negli stessi habitat degli agaricus (prataioli).

Avendo il medesimo colore bianco e crescendo interrata, può indurre nell’errore.

Amanita verna è la sorella primaverile di Amanita phalloides, ne condivide, oltre che gli habitat di crescita ed il genere tassonomico, anche l’estrema tossicità e deve il suo nome al periodo in cui fa la sua comparsa (dal latino vernus = primaverile).
Partiamo col dire che è un fungo eterogeneo (cappello e gambo si separano facilmente).
Ha cappello emisferico che si appiana con la crescita, di color bianco, di aspetto sericeo con leggera sfumatura paglierina al centro. Il margine del cappello è liscio.
particolare del cappello "sericeo"

Le spore in massa sono bianche, le lamelle, anch’esse bianche, sono molto fitte ed intercalate da lamellule (lamelle più brevi, che partendo dal bordo non raggiungo il gambo).
Il gambo è bianco e slanciato, finemente pruinoso, bulboso alla base ed avvolto in una volva bianca e membranosa. In alto, prossimo all’imenio, vi è un anello membranoso e  fine che alla crescita ricade sul gambo.
La carne è tenera, priva di odore nei giovani esemplari, mentre questo diventa sgradevole con l’invecchiamento.

Particolare dell'anello
Predilige habitat con terreni sabbiosi in presenza di Quercus e Populus, ma anche di Castanea sativa e nei boschi litoranei di Quercus ilex e Pinus pinea.
Cresce solitario o in piccoli gruppi dalla primavera all’inizio dell’estate.

Se ingerito, provoca sindrome falloidea.

È un fungo velenoso mortale!!!

                   Stefano Balestreri



*P.S.: Purtroppo a conferma di quanto scritto in questo post nei giorni scorsi si è verificato il primo caso di avvelenamento del 2012, riportato anche sul web. Un grazie particolare ai colleghi E.Marra e O.Marsico per le informazioni sul caso.

Un ringraziamento particolare a Salvo Costa per le stupende immagini.


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Maggio).Amanita verna. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/05/amanita-verna.html

6 commenti:

  1. A tal proposito, sulla possibilità di confondere gli agarici (prataioli) con l'A.verna o Phalloides alba (poco colorata), ho visto una incredibile foto dei due funghi cresciuti l'uno accanto all'altro, pubblicata nel libro "Funghi Velenosi" edito "Dalla Natura" pag. 103.
    Solamente la volva della A.verna, una volta raccolta, ne permetteva il riconoscimento!
    Ma la volva spesso resta piantata in terra.... e quindi prudenza ! ! !

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    1. Come ben sanno i conoscitori di funghi le valutazioni da fare sono molteplici.
      Già dall'odore, il colore delle lamelle e la base del gambo...questi caratteri sono già sufficienti a fare delle notevoli differenze tra Agaricus e A. verna,
      Limitarsi all'identico colore, al portamento e alla condivisione dell'habitat mi sembra un pò pochino per azzardare il consumo di un fungo.

      Ps: Il refuso l'ho sistemato...se non ci fossi tu!!!
      Grazie

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  2. Bellissime queste "Amanite verna", appena uscite dalla Madre Terra. Sono belle perché non spazzolate.
    Complimenti al fotografo.
    La luce che le illumina è riflessa da una superfice bianca?

    Saluti
    Matteo Passoni

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  3. La luce che le illumina è naturale e diretta, non riflessa.

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    1. Approfitto qui per ringraziarti pubblicamente per le belle immagini e l'informazione sulla tecnica fotografica.
      Ciao

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  4. grazie, oggi credo mi abbiate evitato dei problemi seri

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