lunedì 25 giugno 2012

Russula virescens


Copyright © 1999-2011:Jaroslav Maly
I cercatori di funghi, in particolare gli estimatori di russule, sono costretti a competere con scoiattoli, topolini, insetti, larve ed altri simpatici animaletti per riuscire a raccoglierle intatte.

Russula virescens è un bel fungo con il cappello solitamente color verde acqua. Lo si può trovare anche biancastro soffuso di verde chiaro, ma anche verde oliva. 
La cuticola presenta areolature e screpolature più o meno accentuate su fondo più chiaro.
Il cappello, dapprima globoso, poi quasi trapezioidale, crescendo si deprime al centro ed infine si appiana.

Il gambo, bianco, cilindrico, ingrossato, con la crescita si macchia spesso di ocra.
L’imenio è a lamelle fitte, bianche, con lamellule ed anastomosi in prossimità del gambo. Le spore in massa sono biancastre.
Copyright © 1999-2011:Jaroslav Maly

Questa russula ha un notevole peso “specifico” rispetto alle altre specie, perché è consistente, soda e compatta nella carne. Questa è cassante, bianca, con tendenza a macchiarsi di ocra.
Ha odore nullo e sapore di nocciola (l’assaggio sia fatto solo e sempre con la certezza di avere tra le mani una Russula!!!).

Cresce in boschi di latifoglie (querce, castagni e faggi) in aree calde, dall’estate all’autunno.

È un ottimo commestibile, molto ricercato.

Ritornando ai “competitors” della premessa, essi si danno parecchio da fare anche con le altre specie di russule (cyanoxantha, mustelina, vesca, aurea, ecc), amatissime anche da noi umani. Loro, si sa, sono notevolmente avvantaggiati.
Stefano Balestreri
*Grazie a Jaroslaw Maly per le bellissime immagini.

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012.Giugno).Russula virescens. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/russula-virescens.html
 

giovedì 21 giugno 2012

Estate

Riserva dello Zingaro - Sicilia
 

Non c'è che una stagione: l'estate

Tanto bella che le altre le girano attorno.

L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

Ennio Flaiano, Diario degli errori  1968
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Estate. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.it/2012/06/estate.html

lunedì 18 giugno 2012

Clitocybe nebularis

"Principi biologicamente attivi presenti in Clitocybe nebularis"

Ho letto la pubblicazione sulla Rivista di Micologia il settembre scorso e di lì a poco mi sono messo in contatto con l’autore, Ernesto Marra, per complimentarmi e per discutere a “distanza” con lui (che grande invenzione internet!!!).
 
Finalmente una pubblicazione che mette in luce i rischi sul consumo di un fungo, il Clitocybe nebularis, che tutti gli anni, alla sua comparsa, stimola spesso appetiti esagerati, ma regala anche forti e spiacevoli “emozioni” a molti consumatori…

Non entrerò nel merito della descrizione di questo fungo, rimandando il tutto al prossimo autunno con un post dedicato. Nel frattempo vi potete leggere il lavoro del collega e sono sicuro che chi normalmente consuma i nebularis rifletterà prima di rimangiarli.

Il lavoro di Ernesto, pubblicato su RdM, 2011, 1: 59-66, è veramente interessante: affronta le problematiche "bio-tossicologiche", riportando risultati oggettivi sulla discussa commestibilità di questo fungo.
Sono certo che dopo questo approfondimento cambierà l'atteggiamento anche da parte di micologi e gruppi micologici che ancora reputano i nebularis commestibili, se consumati in modeste quantità e dopo bollitura.

Mangiare funghi buoni e sicuri è un piacere per il palato, consumare funghi sospetti è irrazionale, consigliarne il consumo non solo è da irresponsabili, ma potrebbe avere anche risvolti poco piacevoli.

È sicuramente un discorso culturale che va continuamente ripreso nei gruppi micologici, ai corsi ed alle mostre micologiche.

Qualche settimana fa Ernesto mi ha scritto che, nell'ambito dell' Assemblea nazionale dei delegati A.M.B, ad Imola, gli è stato conferito il premio  "Dott. Antonio Cicognani" proprio per questa pubblicazione, che potete comodamente scaricare cliccando qui

Il riconoscimento al suo lavoro è meritatissimo.

Grazie Ernesto!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Clitocybe nebularis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/clitocybe-nebularis.html
 

giovedì 14 giugno 2012

Crescita 2

Mi è stato sufficiente far leggere l’anteprima del post Crescita 1, come avviene sempre, all’amico Luciano, che di lì a poco mi ritrovo nella casella della posta una favolosa sequenza di crescita di un fungo lignicolo, il Ganoderma applanatum.

Ecco la documentazione fotografica con le relative date che documentano tutte le fasi.


    1 maggio 2011                     6 maggio 2011                       20 maggio 2011

      20 giugno 2011                                            21 luglio 2011


I tempi sono molto lunghi rispetto al Boletus aestivalis ritratto nel precedente post.

Nel caso delle poliporacee, lo sviluppo è fortemente influenzato dal substrato di crescita, ma anche dalle variabili climatiche.

Guardando le foto di Luciano e rileggendo il testo del precedente post mi è scattata nella mente una domanda che giro ai lettori di AppuntidiMicologia: quanto resisterebbe un porcino dalle grinfie dei cercatori, se impiegasse gli stessi tempi di crescita di una poliporacea?

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Crescita 2. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/crescita-2.html

 

lunedì 11 giugno 2012

Orchidee


Il mio angolo di “giungla” mi sta regalando qualche soddisfazione, forse perché ho iniziato a capire meglio queste stupende piante, come trattarle e gestirle.

Nulla di maniacale, come per il burbero Nero Wolfe, ma solo il piacere di avere in casa fioriture eleganti e straordinariamente belle che, con un minimo di attenzione, mi ripagano colorando stupendamente un piccolo angolo di casa.

Anche questo post sulle orchidee mi permette di tornare sull’argomento funghi... Sì, perché senza l’aiuto di un fungo le orchidee non potrebbero esistere!

I minuscoli semi, che in proporzione all’orchidea hanno le dimensioni delle spore rispetto al fungo, una volta dispersi in ambiente non potrebbero svilupparsi se non formando una micorriza, o meglio un’endomicorriza, con un microscopico fungo del genere Rhizoctonia.

Le ife del microscopico micete, penetrando nel seme, forniscono allo stesso le principali sostanze nutritive, fino a che non saranno apparse le prime foglioline della nuova pianta.
Ciò può accadere addirittura anni dopo dall’inizio dell’unione tra il seme e le ife del fungo.

È questo, in parole molte semplici e semplificando al massimo, il complesso meccanismo che si instaura tra le pianta ed il fungo, affinché questa stupenda forma di vita possa continuare a rinnovarsi.

Ancora una volta la conoscenza di queste associazioni mutualistiche tra funghi e vegetali ci permette di comprendere che l’incuria e l’indifferenza da parte dell’uomo verso la natura può facilmente spezzare il precario equilibrio su cui si regge l’ambiente che ci circonda.

Ritornando alle orchidee, queste conoscenze hanno permesso agli studiosi di ottenere in laboratorio lo stesso fenomeno che avviene in natura, sfruttandolo poi dal punto di vista commerciale, ma sopratutto garantendo la riproduzione e la salvezza delle specie minacciate d’estinzione.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Orchidee. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/orchidee.html
 

giovedì 7 giugno 2012

Crescita 1

Quanto tempo impiega un fungo a crescere?


Questa è la domanda che più sento formulare alle mostre, durante le escursioni o nei corsi di micologia.


7 Luglio 2010 Boletus aestivalis         Copyright © Piero Bigoni
La mia risposta è sempre la stessa: dipende…

C’è chi è sicuro che in una notte di plenilunio tutto si compie, ed ecco il porcino da ½ kg sbucare tra muschi e fogliame.
8 Luglio 2010 Boletus aestivalis           Copyright © Piero Bigoni

Altre persone raccontano che durante la ricerca nel bosco non hanno trovato alcunché, poi, al ritorno, ripassando per gli stessi luoghi, hanno riempito il cestino…

Dipende… da diversi fattori.
Dipende dal clima (umido, secco, piovoso, ventoso, ecc), dalle stagioni e dalle conseguenti temperature; dipende dagli habitat di crescita e dal substrato, ma anche dalla specie di fungo.
9 Luglio 2010 Boletus aestivalis          Copyright © Piero Bigoni

Ci sono generi di piccola taglia, come i Coprinellus, che, con il clima favorevole, in pochissime ore arrivano a maturazione.
Altre specie, come alcune Polyporaceae, per raggiungere il completo sviluppo impiegano un tempo lunghissimo, addirittura riprendono la crescita ogni anno, pervenendo a dimensioni ragguardevoli.

La maggior parte dei funghi ricercati per l’alimentazione (russole, porcini, amanite, ecc) concludono il loro ciclo vitale nell’arco di pochi giorni, anche se... dipende.

10 Luglio 2010  Boletus aestivalis                                           Copyright © Piero Bigoni
Mediamente in tre giorni un porcino (nella sequenza Boletus aestivalis) può raggiungere il giusto grado di maturazione, otto giorni sono ormai troppi per un consumo ideale, anche se… dipende.
Stefano Balestreri

*Grazie per la sequenza a: Piero Bigoni del Gruppo A.M.B.Villa d'Ogna (BG)
 
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Crescita 1. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/crescita-1.html

lunedì 4 giugno 2012

Russula vesca

Mostra i denti…

Questa è stata la prima caratteristica che mi fecero notare al corso per diventare micologo. E sì, perché, se la guardi bene, a causa della cuticola più corta delle lamelle, a volte ricorda un “sorriso”… minaccioso.

R. vesca. - Il sorriso è più evidente sugli esemplari maturi.
Il sorriso diventa molto evidente sugli esemplari più maturi, perché nei giovani la cuticola è perfetta.

Particolare della cuticola corta
Inizialmente il cappello è emisferico, in seguito si presenta leggermente depresso e infine appianato; la cuticola è color carnicino, talvolta con aloni di tonalità vinoso-porpora, più chiaro all’orlo e al centro.

Ha gambo cilindrico, attenuato alla base, bianco, ma con la tendenza ad ingiallire macchiandosi di bruno-ocra.



L’imenio ha lamelle fitte, bianche che, negli esemplari giovani, se vengono sfregate, al tatto risultano lardacee.

La carne è cassante (si spezza come il gesso) e soda, ha odore gradevole e sapore di nocciola (ricordo che l’assaggio può essere fatto solo con l’assoluta certezza di avere tra le mani una russula).

Le spore in massa sono bianche.

È molto comune già dalla primavera ed è presente fino all’autunno nei boschi di latifoglie ed aghifoglie.

È considerata una delle migliori russule, al pari dei porcini, e per questo è molto ricercata dagli estimatori che, quando la trovano, ricambiano il “sorriso”.

*Grazie a Luigi Poli e Lucio Brivio per le foto.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Russula vesca. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/russula-vesca.html
 

venerdì 1 giugno 2012

Clitopilus cystidiatus

Commestibile o velenoso?

AppuntidiMicologia ospita questo mese il Dott. Ermanno Brunelli (medico, micotossicologo, docente ai corsi per la formazione dei Micologi della Provincia Autonoma  di Trento) con un articolo molto interessante sul potenziale rischio di scambio tra Clitopilus prunulus e Clitopilus cystidiatus.

Clitopilus cystidiatus
La maggior parte degli appassionati raccoglitori di funghi consumano con tutta tranquillità  un fungo facilmente riconoscibile per le sue caratteristiche morfocromatiche, la sua fragile consistenza e il suo marcato odore di farina; mi riferisco a Clitopilus prunulus.
Oltre che buon commestibile, è anche quello che presenta il maggior contenuto proteico e di sali minerali rispetto ad altre specie.

Simile ad altri funghi di color bianco può però essere confuso con molti altri con i quali condivide il suo colore; tra questi con Lyophyllum connatum, di odore diverso, con Tricholoma pseudoalbum, che ha lamelle adnate e odore disgustoso, con Tricholoma inamoenum che presenta lamelle rade e odore di gas-cianuro, nonché con clitocybe bianche, diverse per la elasticità della loro carne e in grado di determinare una intossicazione muscarinica.

Più  difficile però, distinguere Clitopilus prunulus da Clitopilus cystidiatus, un perfetto sosia del primo, identificato, studiato e pubblicato nel 1999 da Hausknecht e Nordeloos (1). Nel mentre rinviamo il lettore al lavoro originale, possiamo dire che macroscopicamente Clitopilus cystidiatus presenta un colore grigio, grigio brunastro sul cappello sul gambo e sulle lamelle; queste tardivamente assumono un color rosa.

Clitopilus prunulus

Le differenze microscopiche consistono nella struttura della pellicola pileica (tricoderma) con ife incrostate, filo della lamella eterogeneo con numerosi cheilocistidi. Questi ultimi, a detta degli autori sono assenti in Clitopilus prunulus.
La descrizione non fa naturalmente alcun cenno alla commestibilità o meno di questo sosia. I primi casi di tossicità  sono stati segnalati e descritti da Signorino e La Spina nel 2009 (2).

Si tratta di una sindrome gastrointestinale che è insorta in tre soggetti dopo breve latenza, con vomiti ripetuti e violenti non accompagnati da dolori addominali; successivamente dopo 7-8 ore scariche diarroiche; ripristino delle condizioni di benessere il giorno seguente.

L’esame macro e microscopico eseguito dagli autori ha confermato Clitopilus cystidiatus responsabile di questo quadro di intossicazione, raccolto come Clitopilus prunulus. 
Dott. Ermanno Brunelli       

Riferimenti bibliografici: 
(1) Hausknecht A. & Machiel E. Nordeloos –1999- Neue oder seltene Arten der
     Entolomataceae (Agaricales) aus Mittel-und Sűdeurope. Ősterr. Z. Pilzk. 8
(2) Signorino L. & L. La Spina –2009- Una intossicazione mai descritta  Riv.di Mic. Siciliana n°1 

Foto di Mirko Illice estratte da "Funghi  Commestibili & Velenosi" ed. TipoArte Bologna


Cita questa pagina:
Brunelli E.(2012. Giugno).Clitopilus cystidiatus.Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/clitopilus-cystidiatus.html

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