lunedì 18 giugno 2012

Clitocybe nebularis

"Principi biologicamente attivi presenti in Clitocybe nebularis"

Ho letto la pubblicazione sulla Rivista di Micologia il settembre scorso e di lì a poco mi sono messo in contatto con l’autore, Ernesto Marra, per complimentarmi e per discutere a “distanza” con lui (che grande invenzione internet!!!).
 
Finalmente una pubblicazione che mette in luce i rischi sul consumo di un fungo, il Clitocybe nebularis, che tutti gli anni, alla sua comparsa, stimola spesso appetiti esagerati, ma regala anche forti e spiacevoli “emozioni” a molti consumatori…

Non entrerò nel merito della descrizione di questo fungo, rimandando il tutto al prossimo autunno con un post dedicato. Nel frattempo vi potete leggere il lavoro del collega e sono sicuro che chi normalmente consuma i nebularis rifletterà prima di rimangiarli.

Il lavoro di Ernesto, pubblicato su RdM, 2011, 1: 59-66, è veramente interessante: affronta le problematiche "bio-tossicologiche", riportando risultati oggettivi sulla discussa commestibilità di questo fungo.
Sono certo che dopo questo approfondimento cambierà l'atteggiamento anche da parte di micologi e gruppi micologici che ancora reputano i nebularis commestibili, se consumati in modeste quantità e dopo bollitura.

Mangiare funghi buoni e sicuri è un piacere per il palato, consumare funghi sospetti è irrazionale, consigliarne il consumo non solo è da irresponsabili, ma potrebbe avere anche risvolti poco piacevoli.

È sicuramente un discorso culturale che va continuamente ripreso nei gruppi micologici, ai corsi ed alle mostre micologiche.

Qualche settimana fa Ernesto mi ha scritto che, nell'ambito dell' Assemblea nazionale dei delegati A.M.B, ad Imola, gli è stato conferito il premio  "Dott. Antonio Cicognani" proprio per questa pubblicazione, che potete comodamente scaricare cliccando qui

Il riconoscimento al suo lavoro è meritatissimo.

Grazie Ernesto!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Giugno).Clitocybe nebularis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/06/clitocybe-nebularis.html
 

11 commenti:

  1. Li ho assaggiati su insistenza di un amico, conservati sott'olio in un vasetto di funghi misti.
    Giuro non mi frega più.
    ciao
    Alberto

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    1. Spero sia andato tutto bene...
      Gli amici si perdono anche per molto meno!!!
      grazie
      ciao

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  2. Salvatore Mirigliani18 giugno 2012 20:31

    Sul lavoro altamente scientifico di Ernesto non sono mai sufficienti i complimenti (riconosco di essermi sentito alquanto limitato quando sulla stessa rivista è apparso un mio piccolo articolo sull'habitat dell'A. caesarea). Mi piace qui ampliare l'aspetto tossicologico da te evidenziato: non intendo ora, per non offendere nessuno, elencare le notizie contrastanti che mi venuvano fornite al riguardo quando frequentai il corso di Micologo, ma almeno ciò che oltre 40 anni fa ho sperimentato consumando C. nebularis. Il primo anno dopo 2 assaggi nessun problema, il secondo anno già al primo consumo ho avuto disturbi forse neurologici: mi sentivo fisicamente leggero. A distanza di giorni per ben due volte ho fatto ulteriori verifiche eliminando il consumo di altri cibi e fino a quando non mi sono ripreso dalla predetta sensazione di leggerezza ho possato ore di forte preoccupazione temendo di svenire da un momento all'altro. Reazione individuale? Mi recai presso gli uffici medici preposti del tempo ove mi hanno, sono convinto, considerato pazzo. Solo dopo molti anni si accennò alla tossicità. Fino a 3 anni fa come sai c'era incertezza sulla tossina (idrosolubile sì, no, certo non volatile). Ho avuto in questi anni enormi difficoltà a convincere i resistenti a non consumare il fungo. Ho constatato che sia pure a distanza di tempo nel soveratese non fanno più la salamoia di "ordinatulu" (in passato era anche una risorsa alimentare).
    Mi fermo per non tediarti.
    Ciao Salvatore

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    Risposte
    1. Confermo, complimenti ad Ernesto.
      Per il resto ti dirò che ho provato anch'io ad assaggiarli, poi quando ho cominciato ad occuparmi di funghi e seguiti i primi casi di intossicazioni, il nebularis è e resta per me un "fungaccio" esclusivamente da fotografare, studiare. Quando spiego, a chi normalmente li consuma, quali accidenti può causare, o mi guardano in modo strano o mi dicono: tanto continuo a mangiarli... E' proprio un compito difficile far capire quali rischi si corrono e se effettivamente ne vale la pena star male per un piatto di funghi. Purtroppo ogni anno i casi di intossicazione si ripresentano e chi sa quanti passano come semplici mal di pancia o cattiva digestione. Sicuramente i dati sono sottostimati.

      Certo che mangiare quei funghi a Soverato con tutte quelle bontà che cucinate....
      Ciao e grazie

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  3. Grazie a Stefano per aver proposto in questo spazio la pubblicazione e per le sue parole.

    Salvatore, mio caro amico che saluto, mi aveva già parlato di questa sua particolare reazione al consumo di C.nebularis. La cosa che merita attenzione, a mio avviso, è il fatto che la sintomatologia si sia ripetuta quando lo ha consumato nuovamente e non credo, conoscendolo, che sia stato un fatto di suggestione. Da quando me ne ha parlato, poco dopo la pubblicazione del mio lavoro, ho cercato di reperire informazioni su eventuali casi simili ma senza risultato. Potrebbe essere questa una buona occasione per chiedere, ai lettori del blog, di farsi promotori presso le associazioni o strutture sanitarie che hanno possibilità di contattare, al fine di raccogliere segnalazioni su eventuali simili episodi.

    Ernesto Marra

    P.s. per Salvatore... al prossimo comitato scientifico della Confederazione Micologica Calabrese presenterò il lavoro e già mi ero proposto di confrontarci, specificatamente, anche su questo..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo lo spunto.
      Proverò a confrontarmi con colleghi ed a rivedere le intossicazioni segnalate in passato se è stata riscontrata una simile sintomatologia.
      Ciao e grazie .

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  4. Volfango Gualandi3 luglio 2012 23:40

    Egr. sig. Balestreri,
    grazie per la segnalazione; per vari motivi non avevo il numero della Rivista di Micologia da cui è stato tratto l'articolo su C. nebularis per cui ho apprezzato particolarmente la pubblicazione.
    Si aggiunga che, con un gruppo di amici abbiamo fondato da pochi mesi il Gruppo Micologico Naturalistico di Usmate Velate (MB) in cui sono parecchio impegnato a tenere serate di micologia, comprendendo anche la trattazione della tossicologia dei funghi superiori. Il fungo in questione è sempre stato considerato a dir poco sospetto anche dal sottoscritto (casi di intossicazioni a me noti da almeno vent'anni), come d'altra parte riportato nella pubblicazione dell'AMB "Atlante dei funghi italiani". L'articolo segnalato però, possiamo dire che dovrebbe togliere qualsiasi dubbio residuo sulla NON commestibilità di questo, per altri versi molto interessante, Clitocybe.
    Cordiali saluti,
    Volfango Gualandi
    attuale presidente del Gr. Mic. Nat. di Usmate Velate.

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  5. Grazie a lei per l'apprezzamento. Come ho già detto i complimenti vanno tutti a E. Marra autore della pubblicazione.
    Da questo post spero possa nascere una presa di posizione importante sul NON utilizzo di questo fungo in cucina.
    Il grosso del lavoro deve sopratutto partire dai gruppi micologici e dagli ispettorati dove l'informazione è d'obbligo e deve essere la più corretta possibile. Non si devono avere dubbi, fungo sospetto...fungo da scartare!!!
    Grazie e in bocca al lupo per il Gruppo.

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  6. Mi è stata richiesta, da più parti, una presentazione sintetica della pubblicazione da utilizzare per i Gruppi micologici. Per me è un piacere rendermi utile e quindi volentieri l'ho allestita.

    Chi è interessato può richiederla in questo spazio, poi con Stefano troveremo il modo come recapitarla.

    Ernesto Marra

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  7. Io sono l'ultimo dei lettori del vostro blog e vivendo in valle non ho certo la possibilità di frequentare circoli micologici.
    Non è possibile una pubblicazione sui Nebularis con post dedicato come a volte fate?
    Tutti potrebbero leggerlo, me compreso.
    Io ho sempre consumato Nebularis e la cosa mi fa venir la pelle d'oca, non per me, ma per i miei in casa che consumano quanto io porto loro.
    Per i gruppi micologici può sempre esserci una versione più "colta" che il relatore del Gruppo saprà comunque spiegare.
    Ringrazio anticipatamente
    Pierluigi

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    Risposte
    1. Effettivamente, come ho scritto nell'articolo, per il prossimo autunno verrà pubblicato un post sulla descrizione del C. nebularis.
      Con Ernesto Marra vedremo di inserire una presentazione ad uso dei gruppi micologici, comunque scaricabile da tutti gli utenti.
      Grazie e non portare più nebularis a casa!
      ciao

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