lunedì 30 luglio 2012

Boletus aereus




Per chi lo cerca al nord, è un po’ difficile da trovare, ma nei boschi caldi del centro e sud Italia, in simbiosi con le giuste essenze, spunta con una certa facilità.

La caratteristica più evidente, a mio modesto parere, è che ha un bell’aspetto!

Aereus rimanda al colore del bronzo (aes, aeris = bronzo), ed ecco spiegato perché volgarmente viene chiamato “bronzino”; ma anche “scopa”, per via della crescita in prossimità del pungitopo (Ruscus aculeatus), utilizzato in passato per la produzione di scope; è detto pure “Porcino nero” per il colore molto scuro.

I suoi caratteristici colori, bronzo scuro del cappello e bruno rossastro del gambo, lo contraddistinguono a prima vista dai tre “fratelli” del gruppo (edulis, aestivalis, pinophilus) che gli assomigliano, invece, nelle forme.   


Altre caratteristiche distintive del B. aereus stanno nella consistenza della carne, molto soda e compatta, e nel profumo aromatico, motivo per cui ‘sto porcino è il più ambito dai buongustai.

L’habitat ideale per ricercare questo boleto dalla tarda primavera all’autunno è il bosco di latifoglie con castagni e querce, anche se qui al nord ritrovarlo è un’impresa.

Impresa che, se fatta nelle zone collinari dei laghi, con il favore di un clima sempre più mediterraneo, può regalarci qualche bella soddisfazione.





Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Boletus aereus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/boletus-aereus.html
 

giovedì 26 luglio 2012

Sequenze 4


Aspettando i porcini...



 

Mi ricordo, da bambino, sotto  ad un porcino giocavamo felici a nascondino,

un, due, tre, chi c'è c'è, quattro, cinque, sei, sette, otto chi è fuori è fuori, chi è sotto è sotto,

nove, dieci, di più non so contare, se ti nascondi bene nessuno ti può trovare. 


Angelo Balduzzi 


 Precedenti:
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            Sequenze 3

Grazie ad Angelo Balduzzi      


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Sequenze 4. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/sequenze-4.html

lunedì 23 luglio 2012

Genere Amanita


Amanita spissa 
Affascinanti, belle, eleganti, molto ricercate, mortali…
Sono solo alcuni dei tanti aggettivi usati per descrivere le specie appartenenti al genere Amanita. Aggiungerei anche “sconosciute”, perché ogni tanto ne sbuca qualcuna nuova, mai studiata prima.
Amanita citrina
Sono funghi eterogenei, di taglia da media a grande, con imenio a lamelle libere al gambo,  carnosi e racchiusi nelle fasi iniziali della crescita da veli (volva e/o anello).
Anche il cappello, inizialmente convesso, poi disteso con la crescita, molto spesso è decorato da placche o verruche, residui del velo generale. Molte specie hanno l’orlo del cappello striato. Il gambo è sempre dotato di volva che può presentarsi sacciforme, più o meno aderente o inguainante, verrucosa o pustolosa. Varie sono anche le basi dei gambi: bulbosi quasi sferici, affusolati, napiformi; a seconda delle specie, essi risultano più o meno interrati.
Le spore in massa sono bianche.
Amanita muscaria
Nel genere vi sono specie prive di  anello, alcune molto comuni e conosciute, molte altre ancora di incerta determinazione, che vengono tutte riunite nel sottogenere Amanitopsis.
Amanita caesarea
Numerose le specie che sono senza odori significativi allo stadio giovanile, mentre diventano notevolmente sgradevoli con la maturazione del carpoforo; per alcune specie, invece, si percepiscono odori di radice/rafanoide e viroso.
Le Amanite sono funghi terricoli e probabilmente tutti micorrizici per cui è importante la valutazione dell’habitat di crescita.
 Nel genere si annoverano le tre sorelle mortali, the angels dead, come le chiamano gli anglosassoni: A. phalloides, A. verna, A. virosa. Non mancano specie alquanto tossiche come A. muscaria e A. pantherina.
Tra tutti questi pericoli si nasconde il più ricercato ed apprezzato fungo commestibile, l’Amanita caesarea, il mitico Ovolo buono, consumato anche crudo in insalata. 
Amanita vittadinii

Tra le più belle ed eleganti cito l’Amanita vittadinii, rara e perfetta nelle sue candide decorazioni, che porta il nome del suo scopritore, il grande micologo Carlo Vittadini (1800-1865).
L’insieme di tali caratteristiche fa si che questi funghi vengano studiati in modo approfondito, oltre che dai micologi, anche da semplici appassionati, suscitando attenzione ed ammirazione, poiché sono tra i funghi più belli e graziosi, un compendio di perfezione ed eleganza*

*for they are among the most beautiful and graceful of all fungi, the epitome of impeccability and elegance.
                                                                                                          David Arora “Mushrooms Demystified”

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Genere Amanita. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/genere-amanita.html



giovedì 19 luglio 2012

Corso Micologi Regione Calabria




Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie
SETTORE AREA LEA
Ufficio Igiene degli Alimenti e Bevande
 
CORSO REGIONALE PER IL RILASCIO DELL’ATTESTATO DI MICOLOGO
(1^ ANNUALITA’)
 
27 – 31  AGOSTO 2012
24 28  SETTEMBRE 2012
22 – 26  OTTOBRE 2012
05 – 09  NOVEMBRE 2012
10 NOVEMBRE 2012 (giornata di studio per micologi)

 Sede: Parco Nazionale della Sila  
          Via Nazionale, 87055 Lorica San Giovanni in Fiore (CS)

Organizzazione: Scuola Focus  
                           c/o UNICAL Arcavacata di Rende (Cosenza) -via P.Bucci snc, 87036

DOCENTI

BINCOLETTO Angelo Esperto in Micologia
BERNA Claudio Micologo – Biologo Dirigente USL Sora
BORRELLO Silvio Direttore Generale Sicurezza Alimenti e Nutrizione Ministero della Salute
COREA Emilio Esperto in Micologia
GIANA Gianni Esperto in Micologia – Direttore Laboratorio Analisi - Osp. S.Anna di Como -
LAVORATO Carmine Micologo
MACCHIONI Dario Micologo – Responsabile U.O. Igiene degli Alimenti e Bevande – Regione Calabria
MONTELEONE Domenico -Micologo – Farmacista Dirigente Uff. II Ministero della Salute
RUINI Sergio Esperto in Micologia
SITTA Nicola Micologo
UZUNOV Dimitar Hristov Botanico – Docente Universitario a contratto

TUTOR D’AULA

GRIDA’Giuseppe Micologo ASP Catanzaro
MARRA Ernesto Micologo ASP Cosenza
 
Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie
Giunta Regionale Calabria 


Stefano Balestreri

lunedì 16 luglio 2012

Hygrocybe psittacina


Poche parole per questo funghetto, parlano i colori!

Infatti la caratteristica più evidente è il colore, o meglio i colori, che oltretutto hanno ispirato il nome della specie.
Psittacina rimanda agli psittacidi (psittacus = pappagallo), uccelli dalle svariate ed accese colorazioni.

Con l’umidità questi funghetti assumono una colorazione lucente, proprio come le piume dei pappagalli.


Di minute dimensioni, crescono in piccoli gruppi tra l’erba dei prati, in zone ombreggiate e fresche.
Le dimensioni: non più di 4-5 cm per il diametro del cappello, inizialmente conico-campanulato, poi piano con largo umbone ottuso.
La cuticola è glutinosa, glabra, brillante, di colore giallo-verde, arancio-verdognolo, verde-azzurro.
Il gambo cilindrico, sovente incurvato, di color crema-giallognolo con toni verdastri soprattutto all’apice, biancastro verso la base, è anch’esso glutinoso.

L’imenio è a  lamelle annesse al gambo, rade, ventricose, giallognole, giallo-verdi con filo interamente giallastro; le spore in massa sono bianche.

Le dimensioni non facilitano di certo il loro ritrovamento tra i fili d’erba; inoltre le colorazioni, con predominanza della tonalità verde, li mimetizzano ancor di più.  

Questi funghi cambiano i loro colori nelle diverse fasi di maturazione.
Sempre con riferimento alle colorazioni, i micologi hanno distinto alcune varietà (var, psittacina, perplexa, abietina,), ma tutte fondamentalmente rimandano al typus principale.

Gli esemplari fotografati dall’amico Luigi fanno parte di una nutrita serie di ritrovamenti nel Bosco delle Querce di Seveso che ci meraviglia per varietà, bellezza e rarità, ma anche perché lì una volta l’ICMESA produceva la tristemente nota diossina.
Stefano Balestreri

* Un ringraziamento speciale a Luigi Poli per le immagini. 


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Hygrocybe psittacina. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/hygrocybe-psittacina.html


giovedì 12 luglio 2012

Vivere in 5 con 5 euro al giorno

Pensate che non sia possibile?



Questa volta esco completamente dalla micologia per entrare direttamente nell'economia,  solo la rima unisce le due materie...segnalandovi l'uscita nelle librerie del libro "Vivere in 5 con 5 euro al giorno" scritto dalla blogger Stefania Rossini.

Come detto, nulla di micologico ma un libro interessante e ricco di consigli per dimostrare a tutti che è possibile vivere in 5 persone con 5 euro al giorno.

L'autrice moglie e madre di  tre figli racconta in questo libro definito un "manuale di decrescita felice" come creare e gestire un orto urbano, produrre in modo economico detersivi e detergenti per la casa e la persona. Inoltre come preparare gustose ricette semplici e sopratutto, se necessario, come fare la spesa in modo più attento, responsabile e consapevole.

Stefania ci mostra con gioia una strada per risparmiare e vivere in modo più sobrio, senza stravolgere la propria esistenza.
Un vero e proprio inno al fare piuttosto che al comprare, all'essere piuttosto che all'avere, un invito a ricercare il  "benessere" nostro e di Madre Terra.

Cliccando qui : natural-mente-stefy.blogspot.it potrete scoprire il suo interessante blog, conosciuto e seguito da una folla sempre crescente di lettori.

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).vivere in 5 con 5 euro al giorno. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/vivere-in-5-con-5-euro-al-giorno.html




lunedì 9 luglio 2012

Aberrante


Il motivo per cui ho scelto questo termine è per pubblicizzare finalmente il glossario di AppuntidiMicologia. Sta prendendo forma piano piano, con tutti i limiti della piattaforma Blogger, ma sarà sicuramente utile a tutti, anche a me!

L’approntamento del glossario mi permetterà di non dilungarmi in ripetizioni e spiegazioni di alcuni termini micologici e renderà i post più brevi ed essenziali, quindi leggibili più velocemente.
Personalmente sono il primo a perdere l’attenzione, quando leggo direttamente allo schermo articoli troppo lunghi… Un buon post non dovrebbe mai superare le 500 parole, per cui voglio evitare di annoiare i lettori!

Fate subito una prova: cliccate su Aberrante ed ecco che si aprirà una pagina con i termini dalla A alla C. Non farete molta fatica a trovare la parola, poiché è la prima ad apparire….

A questo punto diamo a Cesare quel che è di Cesare: i termini inseriti sono stati ripresi dal Glossario Micologico di Wikipedia, con interventi di limatura ed alleggerimento per molti di essi.

Un secondo motivo che mi ha portato a scegliere la parola “aberrante” è legato al fatto che a volte ci si trova davanti a funghi dalle forme stranissime e indeterminabili.

Forme aberranti di Lepista nuda, Clitocybe nebularis e Paxillus involutus

In un primo momento rimaniamo disorientati e perplessi, guardiamo e riguardiamo più volte quella massa informe tra le mani cercando di capire di cosa si tratta e quali sono le cause che hanno generato tale “mostro”, poi ci rendiamo conto che la natura ci fa scherzi anche con i funghi… giusto per confonderci le idee in un campo già molto complesso anche quando siamo di fronte alla normalità.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Aberrante. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/aberrante.html
 

giovedì 5 luglio 2012

Guida alla prevenzione delle intossicazioni

più informazione, maggior sicurezza

Potrei definirlo a tutti gli effetti un manualetto di "istruzioni per l'uso", l'opuscolo in distribuzione in questi giorni, pensato e realizzato dall'amica Francesca Assisi del Centro Antiveleni di Milano Niguarda con la collaborazione del Ministero della Salute e dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna.

Nonostante sia corredato da bellissime immagini di funghi non è un manuale per il riconoscimento delle specie pericolose, ma un utile strumento per informare correttamente il raccoglitore e consumatore su quali pericoli  i funghi velenosi e tossici possono creare.  
In modo sintetico e schematico vengono descritte le principali sindromi causate dai funghi e le loro conseguenze, fornendo sopratutto le fondamentali informazioni e raccomandazioni per evitarle.

Un utile strumento informativo per tutti, anche per il raccoglitore più esperto e che normalmente si sente sicuro di consumare le specie di funghi che conosce e raccoglie.

L'opuscolo lo potrete trovare a breve presso le sedi degli Ispettorati micologici della Regione Lombardia e naturalmente lo potete scaricare subito cliccando qui!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Guida alla prevenzione delle intossicazioni. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/guida-alla-prevenzione-delle.html

lunedì 2 luglio 2012

Buona la prima!



Anche quest’anno è arrivato il tempo della prima uscita solitaria nel bosco, a cavallo tra il termine della primavera e l’inizio dell’estate.


Un rito che si ripete, giusto per capire com’è, soprattutto per vedere se lo troverò ancora lì, tra i due faggi.
Ogni cercatore ha i suoi luoghi segreti o preferiti, vuoi per la bellezza del posto, vuoi per i funghi che si trovano. Io per tutti e due i motivi, ma anche per trovare… il primo porcino!
La passeggiata mi serve anche per sgranchirmi le gambe in un orario che è più da happy hour che da cercatore di funghi.
L’orario non è un problema, se non ci sono funghi almeno il posto è bello e poi... è il mio preferito.

Vago per un’ora tra gli alberi, lasciando per ultimo il gran finale, là tra “i due faggi”.
Ogni cercatore chiama i propri luoghi di raccolta con nomi particolari: per me “i due faggi”, per altri “l’orto botanico”, “il canalone”, “il bosco incantato”, “il vecchio castagno”...
Nomi scaturiti dalla propria fantasia o dall’esperienza vissuta in un determinato momento. È proprio vero che il bosco ispira fiabe e racconti.

Passeggio osservando tra i muschi del sottobosco, rinvengo un gruppetto di Collybia dryophila, alcuni piccoli coprinus... chissà di quale specie.

In una radura osservo i fiori, poi muovo due passi ed ecco una stupenda orchidea. Mi fermo ad osservarla, ne vale la pena: è un’esemplare ancora perfetto, nonostante la stagione inoltrata.

Uscendo dalla zona degli abeti controllo da un punto favorevole se anche quest’anno ha nidificato lo sparviero. Purtroppo tutto tace e nulla vedo. Lo scorso anno scorgevo la testa della femmina in cova sbucare dalle fronde dell’abete. La coppia avrà cambiato zona.

Scendo verso il bosco misto, là dove iniziano i faggi, attraverso il piccolo canalone, lo risalgo ed ecco le due piante a cui sono diretto. Nulla di maestoso, ma sono due faggi imponenti, le foglie ancora di un verde giovane. Da quel punto, guardando tra i due alberi, si intravede la valle: è uno spettacolo! 
Mi avvicino lentamente ai faggi come la prima volta, come tutte le volte successive, per non spezzare l’incantesimo. Passo tra le due piante e poco più sotto inizio a spostare il fogliame con il bastone, scendo ancora di qualche metro, volto lo sguardo ed eccolo, il Boletus aestivalis, il primo della stagione!


Anche quest’anno non ha tradito le mie aspettative, la mia speranza. È un momento già vissuto con l’immaginazione, ma quando l’occhio si posa sul fungo la soddisfazione è grande! Lo raccolgo, lo osservo e, come un regista sul set cinematografico, dico: - Buona la prima!!! 
*Ho lasciato volutamente la Nikon a casa...ringrazio Giampiero Secco per le immagini.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Buona la prima. Estratto da AppuntidiMicologia ©
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