giovedì 5 luglio 2012

Guida alla prevenzione delle intossicazioni

più informazione, maggior sicurezza

Potrei definirlo a tutti gli effetti un manualetto di "istruzioni per l'uso", l'opuscolo in distribuzione in questi giorni, pensato e realizzato dall'amica Francesca Assisi del Centro Antiveleni di Milano Niguarda con la collaborazione del Ministero della Salute e dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna.

Nonostante sia corredato da bellissime immagini di funghi non è un manuale per il riconoscimento delle specie pericolose, ma un utile strumento per informare correttamente il raccoglitore e consumatore su quali pericoli  i funghi velenosi e tossici possono creare.  
In modo sintetico e schematico vengono descritte le principali sindromi causate dai funghi e le loro conseguenze, fornendo sopratutto le fondamentali informazioni e raccomandazioni per evitarle.

Un utile strumento informativo per tutti, anche per il raccoglitore più esperto e che normalmente si sente sicuro di consumare le specie di funghi che conosce e raccoglie.

L'opuscolo lo potrete trovare a breve presso le sedi degli Ispettorati micologici della Regione Lombardia e naturalmente lo potete scaricare subito cliccando qui!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Luglio).Guida alla prevenzione delle intossicazioni. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/07/guida-alla-prevenzione-delle.html

6 commenti:

  1. Quando si è giovani non si hanno paure. Tutto è facile e senza rischi.
    Poi l'esperienza insegna tante cose!
    All'inizio avrei fatto incetta e consumato qualunque fungo. Ora alla curiosità è subentrata la ragione ed ho imparato ad ascoltare i consigli nati da esperienze dirette e da Voi studiosi.
    Ho stampato e letto l'interessante opuscolo e ne faccio tesoro. Complimenti anche per le foto che sono una delle mie passioni.
    Grazie,
    Matteo Passoni

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    1. Come indicato nell'opuscolo, con i funghi non si scherza.
      La prudenza prima di tutto e poi, visto il periodo di crisi, se si pensasse ai costi sanitari di un semplice mal di pancia o a un malessere causato da funghi!!!
      Grazie a te.
      Ciao

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  2. Gennaro DI CELLO10 luglio 2012 07:53

    Buon lavoro . E' proprio alla gente comune e ai falsi esperti che bisogna rivolgersi, per limitare le intessicazioni e gli avvelenamenti, e cercre di creare una cscienza ecologica e micologica per conoscere,raccogliere e consumare con tranquillità e sicurezza i funghi.

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    1. Grazie.
      Si spera sempre di riuscire a dare le giuste informazioni, ma non è sempre facile. Ogni anno vediamo molte persone cascarci e rischiare grosso.
      E pensare che gli ispettorati micologici ci sono e funzionano, basta avere la pazienza e l'umiltà di andarci.
      Ciao

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  3. Salvatore Mirigliani14 luglio 2012 00:44

    Ringrazio per l'opuscolo che ho potuto visionare comodamente, che trovo ordinato ed interessante soprattutto per l'aspetto principale trattato (conoscenze e comportamenti in caso di intossicazioni).
    Tuttavia per quanto riguarda l'A. mellea e C. nebularis ho capito, anche dai precedenti contatti, che noi non consiglieremo mai di consumarli anche se dopo doppia cottura (situazione questa che fa pardere ogni sapore a ogni carpoforo: di notte tutte le mucche sono nere). Per la C. nebularis, se non esiste conraddizione fra quanto indicato a pag. 14 (consumo dopo elevata cottura) e pag. 11 (sindrome a breve latenza), il lettore è indotto a ritenere la tossine termolabili; peraltro secondo quanto indicato nel Manuale per Micologi di P.Follesa il fungo, al pari del predetto chiodino, si può consumare tranquillamente dopo avere buttato l'acqua di cottura.
    Da calabrese caparbio non mi adeguo tranquillamente a tutto ciò (anche perchè come ormai si sa ho avuto in passato qualche problema -forse di intollerenza individuale o di accumulo- per l'ingestione dell'ordinato) e sarei grato a chi mi può fornire dati sulle ricerche scientifiche che abbiano accertato o accertino definitivamente in modo inoppugnabile quanto di volta in volta viene affermato. Con l'occasione chiederei dati recenti su ulteriori ricerche in merito alla possibile tossicirà del B. erythropus ingerito anche dopo cottura a fuoco sostenuto.
    Ringrazio con cordialità.
    Salvatore

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    1. Grazie e giusta osservazione la tua.
      Le discussioni sulla commestibilità di C. nebularis è così complessa che forse si potrebbero scrivere interi libri.
      Questo fungo come ben sai è ancora consumato moltissimo in molte regioni e molto ricercato. La commestibilità è legata esclusivamente al corretto trattamento (prebollitura almeno 15’, eliminazione dell’acqua di cottura e conseguente “ricottura”) oltre che all’impiego di esemplari freschi, sodi e di piccole/medie dimensioni. Si sa per certo che se si trascurano queste attenzioni il consumatore rischia!
      Personalmente ho seguito diversi casi di intossicazioni da funghi, nei casi in cui, i pazienti avevano consumato C. nebularis, gli stessi non avevano mai effettuato le giuste operazioni di prebollitura…qualcuno addirittura li ha consumati crudi (coraggiosissimo!!!), o dai resti della mondatura dei funghi risultavano carpofori già in avanzato stato di maturazione.
      In tutti questi anni di attività dell’Isp. Micologico (personalmente ho iniziato nel ’98) casi di intossicazione derivanti dal consumo di C.nebularis dopo il nostro controllo e conseguente indicazione su come trattare il fungo, non se ne sono mai verificati.
      Quanto indicato nel manuale lo reputo anch’io “potenzialmente” in contraddizione, il fungo se consumato normalmente senza pre-trattamenti provoca sindrome a breve latenza (con sintomatologia molto lunga), ma se correttamente trattato si può consumare.
      Nel testo dell’opuscolo viene sempre riportato il consiglio di far controllare i funghi presso gli Isp. Micologici, ed è in quel luogo che, a mio parere, l’informazione corretta deve essere data al cittadino, spiegando quali sono i rischi, quali sono i trattamenti e le operazioni da fare.
      Ora in più ad aiutarci c’è il bellissimo lavoro di Ernesto Marra da cui, sono certo, molti comportamenti cambieranno, sia negli Ispettorati che nei gruppi micologici.
      Ritengo comunque fondamentale l’importanza della comunicazione e dell’informazione che tutti dobbiamo dare e saper dare ai consumatori; i libri, gli opuscoli sui funghi, invecchiano ancor prima di essere stampati.

      Per quanto riguarda B. erytrophus non ti so dire nulla…per il momento ;-)))

      Grazie per il commento stimolante!
      Stefano

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