lunedì 10 settembre 2012

Amanita caesarea

Amanita caesarea   Copyright © Giampiero Secco 

Avrei voluto pubblicare questo post dopo il successo e la soddisfazione di averlo trovato, fotografato e, perché no?, consumato!
Le ricerche continuano da tempo nelle nostre zone, quasi sempre in coppia, poiché trovarlo è un’impresa e poi, in due… si condividono e si leniscono le delusioni.
Amanita caesarea   Copyright © G. Secco 
Naturalmente la perlustrazione nei luoghi giusti non si fa casualmente, ma utilizzando le testimonianze e i racconti di anziani “indigeni locali” che giurano e spergiurano di facili ritrovamenti avvenuti negli anni passati da parte loro, dei padri e dei nonni e che segnalano con precisione e dovizia di particolari le zone in cui quest’Amanita si è sempre rinvenuta. (1)
Purtroppo, fino ad ora, nulla da fare, ma il fungo dei Cesari ve lo posso descrivere. 
Amanita cesarea, poiché già consumata e conosciuta dagli Imperatori per la bontà e la raffinatezza del gusto.

"Cocch"   Copyright © G. Secco
Fungo eterogeneo, cappello arancio vivo, uniforme, con margine striato, che raggiunge  i 20 cm di diametro. Il gambo, alto fino ai 15 cm x 3 di spessore, varia con la crescita dal color giallo chiaro al giallo dorato, decorato nella parte superiore da un anello dello stesso colore, ricadente, che ricorda un ampio “gonnellino”. L’imenio è a lamelle libere al gambo, concolori allo stesso e fitte.
Alla base è presente una volva bianca, larga, spessa e membranosa, resto del velo generale che avvolge completamente questo micete nelle fasi iniziali della crescita e che ricorda un uovo. 

Ecco quindi il motivo per cui viene chiamato Ovolo buono, cocch, ecc.
L’habitat di crescita è nei boschi di latifoglie (querce, castagni), generalmente nelle aree mediterranee, ma anche qui al nord, dall’estate all’autunno. 

  Copyright © S. Balestreri 
È il caso di ricordare che per la legislazione  e regolamenti vari questo fungo deve essere esclusivamente raccolto aperto, e non allo stato di ovolo, per permettergli di “sporulare”, ovvero garantirgli la possibilità di riprodursi liberando le spore. Di fronte al fungo chiuso, occorre rinunciare, attendere un solo giorno o poco più
.
Purtroppo molti raccoglitori ed estimatori non sempre sanno trattenersi, motivo che causa la continua diminuzione di questo bellissimo e gustosissimo prodotto della Natura.
 
Concludo proponendo la soluzione ad un famoso quesito: per questo fungo bisognerebbe avere il coraggio di aspettare la “gallina” domani piuttosto che raccogliere l’Ovolo oggi….

(1) Questo post è dedicato soprattutto alla costanza e alla faccia tosta dell’amico Dante che ha fatto raccontare a sospettosissimi brianzoli storie e descrizioni di luoghi ormai sepolti. 
Stefano Balestreri



Cita questa pagina:

Balestreri, S. (2012. Settembre).Amanita caesarea. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/09/amanita-caesarea.html
 

2 commenti:

  1. Quello che il tempo non cancella mai, sono i ricordi, belli o brutti che siano.
    Nel nostro caso, le sensazioni vissute, col passar degli anni si amplificano fino a far diventare un paio di funghetti simili ad un cestino pieno.
    Chi ti racconta l'evento, ha smesso di cercare funghi! Sarà comunque orgoglioso di raccontarti la sua storia.
    Ascoltare l'anziano è utile; sai che lì è nato il fungo dei Cesari. L'importante è poi aver fortuna.
    Purtroppo a volte vien da pensare che sia come cercare un dinosauro.... anche lui è stato visto in certe zone....!!!!
    Ciao ed "In bocca al lupo!"
    cordialmente, Dante

    RispondiElimina
  2. Aspettando le giuste piogge, direi in bocca all'Ovolo!
    :-)
    Grazie

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...