lunedì 17 settembre 2012

Xerocomus parasiticus


Xerocomus parasiticus su Scleroderma citrinum     Copyright © L. Ponzoni


Nulla è più facile della determinazione di questa boletacea, per la precisione genere Xerocomus o Pseudoboletus, specie parasiticus.
È l’unico esempio di boletacea parassita, ma a spese di un altro fungo, lo Scleroderma citrinum
Di un altro caso di micoparassitismo avevo già parlato in un precedente post : Elaphomyces/Cordiceps.

Quest’accoppiata risulta ancora più interessante, in quanto ad essere parassitato è un fungo tossico, mentre il parasiticus, come riportato nei testi di micologia, non lo è per nulla.


Spesso, e giustamente, consigliamo di non consumare funghi ritrovati ai bordi delle strade trafficate o in prossimità di luoghi ecologicamente compromessi (discariche, ecc), perché potrebbero aver assorbito sostanze nocive per la nostra salute, mentre per questo fungo, che vive a spese di una specie tossica, non ci sarebbero controindicazioni per il suo utilizzo in cucina!  La Natura è proprio straordinaria!

Esemplari maturi di X. parasiticum  Copyright © L. Ponzoni
 
Lo Xerocomus parasiticus cresce esclusivamente come parassita dello Scleroderma e ciò facilita notevolmente la sua determinazione, ma provate a staccarlo senza fratture e portatelo all’attenzione di un esperto... spesso il riconoscimento non è così immediato.

Questo fungo ha il cappello piccolo (fino a 7 cm), vellutato, screpolato, ocraceo soffuso di olivastro. 

L’imenio ha tubuli decorrenti, giallastri, poi ocracei fino al rossastro; i pori sono irregolari e non virano al tocco. Il gambo, concolore al cappello, è liscio e rastremato/appuntito nel punto di congiunzione con il fungo ospitante. 
La carne è pallida ed al taglio è immutabile, di consistenza stopposa, tale da rendere il fungo non commestibile.


Copyright © L. Ponzoni
  

Il modo in cui questa boletacea si riproduce e sopravvive è un altro mistero per me: le spore devono cadere sul micelio di Scleroderma o il micelio del primo parassita il micelio del secondo, attende la crescita dello scleroderma per poi “sbocciare” e vivere a sue spese? 
Bella la Natura e affascinanti i suoi meccanismi!


Stefano Balestreri





Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Settembre).Xerocomus parasiticus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/09/xerocomus-parasiticus.html

8 commenti:

  1. Fantastica situazione mai incontrata da me purtroppo, mi piacerebbe rinvenirla in "Aveto" e farci un bel servizio...ciao!

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    1. Se c'è castagno li puoi trovare, non è detto che li ritrovi sempre insieme però se trovi lo scleroderma, tieni d'occhio i posti.
      Ho provato a vedere buttate esagerate di scleroderma e poi un paio di anni dopo ritrovarli parassitati da X. parasiticum. Leggiti quanto dice il commento più sotto è molto interessante per quannto riguarda i meccanismi di crescita di questi funghi.
      Ciao

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  2. Volfango Gualandi17 settembre 2012 20:11

    Questo boletino è un bel mistero e, per quello che è la mia modestissima esperienza, devo dire che là dove lo trovavo (boschi di Taino, Cocquo sul lago Maggiore) diverse volte in una stagione, sono un bel po' di anni che non lo vedo più (altro piccolo mistero). A parte l' "ecologia" specifica di questo funghetto, credo che ci siano anche altre variazioni per altri tipi di funghi. Vedi ad esempio quest'anno - ma non solo - particolarmente povero di funghi almeno finora, nello stesso periodo in cui nell'immediato passato c'era un po' di tutto!
    Per quanto riguarda questo Xerocomus, ti riporto - ma penso che tu lo sappia già - quello che il 2° vol. dell'Atlante fotografico dei funghi d'Italia (AMB, centro Studi Micologici) cita al riguardo.
    Pare che la sua crescita renda sterile lo Scleroderma su cui si insedia limitandone in questo modo la diffusione o sviluppo, soprattutto nei castagneti dove a volte detti sclerodermi risultano particolarmente infestanti. Ma anche la ragione di tale meccanismo rimane a mio parere altrettanto oscura....
    Meno male: c'è materiale di studio anche per le prossime generazioni !!!
    Cordiali saluti,
    Renzo

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    1. E' vero quanto dici.
      Mi è capitato qualche anno fa di vedere zone di bosco con castagno infestato da Scleroderma. Poi un paio di anni dopo ritrovarne molti (sempre nella stessa stazione di crescita) parassitati da X. parsiticus. Come per magia lo scorso anno gli scleroderma erano quasi assenti. A breve (appena si unumidisce il bosco) farò un giro e vedremo cosa si propone quest'anno.
      Ciao e grazie

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  3. Gianfranco Visentin
    Non entro nel merito della sua crescita ma vorrei evidenziare che, la rappresantazione del X. parasiticus (esemplare in alto a destra), nella tavola n. 51 del libro "Boletus" di C.L. Alessio, Vol. 2 della collana Fungi Europaei, presenta carpofori che si svilupano sullo Scleroderma e non alla sua base.

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    1. Grazie della precisazione, ci guarderò sicuramente.
      Io li ho sempre ritrovati a crescita laterale in prossimità delle "radichette". Ti dirò che anche cercando sul web le immagini li ritraggono sempre a crescita che si sviluppa alla base per poi crescere attaccato lateralmente.
      Ciao

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  4. Sono ritornato nella zona dove l'anno scorso, tra il 1° e il 20 di agosto, in 30 mq ho rinvenuto gli Scleorderma parassitati che compaiono nelle foto di questo articolo, ed altri ancora: non ho ritrovato né gli uni né gli altri! I motivi di questa assenza? Certamente la siccità di quest'anno ha giocato il suo ruolo, perchè nella zona che frequento abitualmente, il Parco della Valle del Lambro, la penuria di funghi è stata impressionante; se a questo si aggiunge il fenomeno della sterilità degli Scleroderma parassitati, il motivo della loro assenza mi è chiaro.
    A Claudio Pia: la tua passione per la Natura e la fotografia viene continuamente esaltata e premiata dalle immagini straordinariamente affascinanti che riesci a regalarti e a regalarci. Ti auguro di trovare questi funghi, ne trarremmo beneficio anche noi.
    Luciano Ponzoni

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  5. Grazie mille, spero veramente di trovarle nei miei boschi, raccontare una storia come questa è realmente affascinante e piena di mistero...Ciao!

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