lunedì 12 novembre 2012

Cantharellus lutescens


                             Cantharellus lutescens  © Giampiero Secco



Dopo il Finferlo, ecco la Finferla. 

Facile da riconoscere, questo fungo è ricercato per l’accattivante profumo fruttato e per il gustoso sapore aromatico.
Un’altra caratteristica positiva? Crescono in gruppi abbondanti nei boschi di latifoglie e aghifoglie e, quando è il momento giusto, si raccolgono a cesti.

Ha la caratteristica forma di tutti i Cantharellus, ma rispetto al famoso cibarius risulta più esile ed elastico nella carne.

Il cappello può raggiungere i 5-6 cm di diametro, ha una superficie “increspata”, talvolta pruinosa, e il margine sinuoso, sottile. 
Al centro risulta inizialmente ombelicato, poi, con la crescita, infundiboliforme. La colorazione varia dal bruno al bruno scuro su fondo giallastro.
L’imenio, di color giallino nei giovani esemplari, è quasi liscio, ma con la crescita affiorano leggere venature (pliche) più o meno ramificate.

Anche il gambo è di colore giallo più o meno intenso; lungo, ricurvo, ha una forma irregolare, fine alla base per allargarsi verso l’alto; ha consistenza elastica ed è cavo.

Non ci sono possibilità di confusione con funghi pericolosi; tutt’al più si potrà scambiare con C. tubaeformis, C. tubaeformis var. lutescens, C. melanoxeros, meno profumati, ma tutti commestibili.

Freschi, in cucina si prestano bene per diverse preparazioni: risotti, contorni e sughi. Si possono conservare anche essiccati e, se proprio volete congelarli, prima fateli cuocere una decina di minuti, come indicato qui.

Mi permetto un ultimo consiglio: quando li pulite, sezionate gli esemplari con le dita partendo dal centro e tirando delicatamente verso l’esterno, perché nell’imbuto spesso si nasconde qualche piccolo ospite!
Stefano Balestreri 


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Novembre).Cantharellus lutescens Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/11/cantharellus-lutescens.html
 


2 commenti:

  1. Caro Stefano, sicuramente si tratta di un fungo ricercato e molto apprezzato in cucina che con si puo confondere con altri e non ricorducibile a casi di intossicazione. Devo però segnalarti la mia particolare intolleranza a questo fungo, per la quale ho impiegato anni a riscontrarla con l'aiuto di due amici. La cosa è avvenuta per caso, visto che mi trovavo con un bel gruppo di amici a cena e due si sono fatti servire delle lasagne al burro al posto di quella al sugo di lutescens. Ad una mia immediata indagine ho scoperto la loro intolleranza che mi ha portato a sperimentare personalmente per due volte. Ora evito tassativamente di mangiare sughi o quant'altro a base di funghi dove non abbia la certezza che non vi sia presenza di lutescens. Spero che questa mia esperienza possa aiutae altri a scoprire loro eventuali intolleranze. Ho conosciuto anche casi di persone che con il tempo sono diventate intolleranti al Boletus edulis. Gianfranco Visentin

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  2. E' la prima che "sento" con questi funghi.
    Che sfortuna!!!
    Grazie per la segnalazione.

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