lunedì 10 dicembre 2012

Hygrocybe calyptriformis

                                            Hygrocybe calyptriformis                ©  Daniela Alzani    


Questo fungo, personalmente non l’ho mai rinvenuto e tanto meno visto dal vero.

Qualche settimana fa mi sono state inviate queste belle  immagini da Daniela Alzani, presidente del gruppo micologico Carpinetum di Mestre.
L’autrice delle foto commentava la fortuna di aver “ritrovato”, dopo molti anni, questa Hygrocybe, fungo estremamente raro.

Per questo in Svizzera è addirittura salvaguardato dall’Ordinanza sulla protezione della Natura e del Paesaggio (OPN).
Ecco un buon motivo, nel caso lo incontrassimo, per lasciarlo al suo posto.

Questa Hygrocybe, a differenza di altre specie dai colori sgargianti (H. punicea, H. psittacina, H. coccinea, ecc), ha un bel colore rosa, cresce in piccoli gruppi o anche solitario nei prati e nei pascoli, dove spicca per la sua tinta particolare.

Il cappello può raggiungere anche i 5/6 cm di diametro, ma inizialmente è conico con umbone acuto al centro, poi conico-campanulato ed infine aperto, con il margine lobato e sfrangiato da fenditure radiali. L’imenio è formato da lamelle rosate, rade e intercalate da brevi lamellule. Le spore in massa sono bianche.
"...infine aperto, con il margine lobato e sfrangiato da fenditure radiali."

Il gambo è slanciato (fino a 12 cm), bianco, e risulta quasi subito cavo. La carne nel cappello è quasi inesistente, rosata e biancastra nel gambo. Questo fungo non ha odore né valore alimentare. Una volta visto, esso risulta facilmente memorizzabile per via del colore e della forma del cappello.

Meno memorizzabile è il nome della specie: calyptriformis = a forma di Kaliptra (kalýptō = nascondere, riferito al  velo usato dalle donne greche per coprire il capo). 
Il termine caliptra o calittra ha ispirato il nome impiegato per identificare, nelle scienze naturali, diverse strutture vegetali, tra cui la caliptra dei muschi, piccolo astuccio conico presente sopra le loro “fruttificazioni”, che richiama la forma del nostro fungo quando ha ancora il cappello chiuso.

Daniela, grazie!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2012. Dicembre).Hygrocybe calyptriformis. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/12/hygrocybe-calyptriformis.html




 

9 commenti:

  1. Visto e memorizzato...OK! si può lasciare lì dopo qualche bella foto; ma su 3000 specie di funghi che ti possono capitare, come fai a non esaminarne una o due a casa?
    Sul posto, non hai l'enciclopedia né tanto meno il microscopio.
    Credo che l'esemplare che si fotografa rovesciato per vederne l'imenio e/o tagliato per vederne gli spessori sia obbligatorio conservarlo, senza comunque rovinare gli altri in crescita al di là delle buone intenzioni dell'ONP...
    Complimenti per il ritrovamento!
    Saluti, Dante

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  2. Caro Stefano, ho visto ora la tua pagina di appunti di micologia e mi ha fatto un enorme piacere il fatto che hai pubblicato le foto dell'Hygrocybe calyptriformis che ti avevo inviato qualche tempo fa. Ho apprezzato anche il commento da te fatto e sono contenta che in Svizzera questa specie venga salvaguardata, forse li capiscono qualcosa di più della rarità e bellezza di certe specie. Sono d'accordo anche con il commento del Sig. Dante dove dice che purtroppo quando si incontrano certe specie e le devi fotografare in tutte le loro parti, sei costretto a raccoglierne qualcuna, cosa che ho fatto anch'io ma di 6/7 esemplari trovati ne ho levati solo uno che conservo a casa come exiccata. Spero con questo di non prendere qualche schiaffetto sulle mani (scherzo), purtroppo quello che mi ha fatto male è stato vedere qualcuna di queste calpestate in mezzo all'erba, forse dai soliti porcinomani che non si curano d'altro.
    Quindi di nuovo grazie e approfitto per inviarti un grande augurio di Buon Natale e che Babbo Natale ci porti tante belle specie da conoscere e studiare. Bye
    Daniela Gruppo carpinetum Mestre

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  3. Rispondo a tutti e due.

    Dante:
    Un piccolo sacrificio per la scienza è sicuramente accettabile. Penso che la rarità dipenda da molti fattori e non escluderei che ci possano essere annate più ricche di altre.

    Daniela:
    Grazie a te per le foto ed il commento.
    L'abitudine di molti di calpestare funghi non conosciuti o non commestibili è un fatto spiacevolissimo, ci viene negata la possibilità di vedere e fotografare esemplari a volte molto interessanti.
    Ricambio anch'io gli auguri a te e al tutto il gruppo Carpinetum di Mestre.
    Ciao

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  4. Ermanno Brunelli1 gennaio 2013 22:45

    Ho visto le bellissime dia di Hygrocybe calyptriformis che ti ha inviato Daniela Alzani; veramente belle, non ho l'indirizzo per poterla ringraziare personalmente.

    Ora veniamo al quesito: se "caliptra" in greco è genere femminile la traduzione in latino dovrebbe essere Hygrocybe calyptraeformis e non caliptriformis. In effetti gli AA (Bk.&Br.) Fay. che la hanno descritta danno questo nome alla specie e a questo si attengono Bon, Moser, Cetto.

    Grato di una tua risposta e complimentandomi per il tuo blog ti invio i mi gliori auguri per il 2013.

    Ermanno Brunelli

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    1. Ho provveduto a inoltrare il suo quesito al Prof. Giovanni Consiglio.
      Arrivederci e grazie

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  5. Giovanni Consiglio2 gennaio 2013 19:11

    Innanzi tutto- mi permetta- Hygrocybe è femminile; quindi, si deve dire una Hygrocybe.
    La formazione dei nomi composti è disciplinata dal Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica. Quando il primo termine del composto è il genitivo di un nome femminile (nel nostro caso calyptra), il Codice prescrive che la desinenza del genitivo (-ae di calyptrae) venga sostituita con la lettera i: quindi, non calyptraeformis bensì calyptriformis.
    Si ammette un'eccezione a questa regola solo quando l'uso della -i- al posto di -ae- può generare confusione [per esempio, poiché tubiformis (derivato da tubus) ha un significato diverso da tubaeformis (derivato da tuba), il Codice consente di usare il primo nome del composto nella forma del genitivo femminile (tubaeformis)].
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
    Cordiali saluti.

    Giovanni Consiglio

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    Risposte
    1. Grazie per le preziose informazioni e sopratutto per il richiamo all'uso del nome proprio, femminile o maschile, nei funghi. Effettivamente non mi sono mai posto il problema limitandomi a ritenere (senza approfondire)tutti i generi di funghi al maschile.
      Pongo subito rimedio alla correzione di H. calyptriformis e mi rivedrò i precedenti post dove ci saranno sicuramente correzioni da fare.
      Cordialità
      stefano Balestreri

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  6. Son ricapitato su questo Post dell'H. caliptriformis e con mia grande sorpresa, trovo nei commenti due grandi firme della mia Associazione Micologica Bresadola di Trento.
    Il Dott. Ermanno Brunelli, medico micotossicologico, docente ai corsi per micòlogi a Trento e il Prof. Giovanni Consiglio, Consigliere nella nostra Associazione, nonché Direttore Responsabile di Redazione della ns. "Rivista di Micologia".
    Qui non si scherza!!!
    Questo gradevole Blog con disquisizioni di così alto profilo si impreziosisce sempre più.
    Grazie e cordiali saluti a tutti.
    Dante Rocconi

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    Risposte
    1. Assolutamente non si scherza, caro Dante, poi con te è impossibile scherzare... :-)
      Ciao

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