lunedì 17 dicembre 2012

Nomenclatura




“…Bregaldella, Peerune, Cavarese, Zanavrei, Biciarella, Bigerna, Fratinella, Cardizzi, Func’i canittu, U taretuffele, Bicetta, Casacalenda, Bigello, Zuccherini, Fungo de janna, Funciu di pigna…” (1)
Una parte dei funghi, in particolare quelli considerati mangerecci, è identificata con termini comunemente usati in una località o regione. Ciò è un limite, poiché con il solo nome volgare o dialettale non sempre si riesce ad inquadrarli con sicurezza. 
Se poi uscissimo dagli italici confini?

La Moretta in Francia si chiamerà Petit-gris e nei paesi Anglosassoni Grey-caps o Grey Knigt, mentre è Gemaine Erdritterling  in Germania… Una vera e propria Babele.
Per porre fine a questo scempio, ecco che il grande naturalista svedese Carl von Linné (1707-1778) introdusse la nomenclatura scientifica binomiale, utilizzata tutt’ora per dare, in latino e spesso con derivazioni dal greco, Cognome e nome a tutti gli esseri viventi.
È di fatto una convenzione che consente di identificare in modo univoco una specie combinando i due nomi: il primo, sempre con l’iniziale maiuscola, identifica il Genere, il secondo specifica la specie e viene anche definito epiteto …in tutti i sensi!
Infatti caratterizza ed individua la specie distinguendola dalle altre appartenenti a quel Genere: Boletus luridus, Boletus edulis, Boletus satanas.

Come avrete notato, Genere e specie vengono scritti sempre in corsivo e, per essere più precisi, nei casi di variazione di un carattere, di quella specie viene specificata la varietà o forma.
Ecco un esempio:
Amanita phalloides var. alba (ha tutti i caratteri della specie phalloides, ma ha il cappello bianco).
Il nome scientifico viene assegnato da chi ha studiato la specie per primo (Autore), ma spesso succede che quella sia descritta da più di un micologo. Ecco scatenarsi il caos: una specie può avere nomi diversi. Non è finita: una volta individuato chi l’ha identificata per primo, cambia nuovamente il nome, per la gioia di noi comuni “mortali”.
Per evitare ulteriori dubbi, il nome scientifico viene quindi accompagnato dall’abbreviazione del nome dell’Autore che ha attribuito il nome al fungo o lo ha ricollocato in altro Genere.

Ecco uno schema riepilogativo dei concetti espressi:

(*) Il nome degli autori è quasi sempre abbreviato secondo una codifica prestabilita

Concludendo: la nomenclatura binomiale è un po’ come la battaglia navale... per fare centro, servono le giuste coordinate (Genere e specie) e, per essere estremamente precisi, avere a disposizione la classificazione scientifica sempre aggiornata.


Per la cronaca: tutta la sequela di nomi dialettali italiani, francesi, anglosassoni e tedeschi identificano il Tricholoma terreum(1) estratto da Dizionario dei nomi volgari e dialettali dei funghi in Italia e nel Canton Ticino di Ulderico Bonazzi.

Stefano Balestreri



Cita questa pagina:

Balestreri, S. (2012. Dicembre).Nomenclatura. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://appuntidimicologia.blogspot.com/2012/12/nomenclatura.html

2 commenti:

  1. Nel dettagliato esposto si legge ...
    << Ecco un esempio:
    Amanita phalloides fo. alba....>>
    La domanda è se "fo." corrisponde alla più comune dizione "var. alba..."
    So con quanta attenzione vengono da Lei espresse le terminologie, pertanto son sicuro di non conoscere ancora qualcosa...!
    Grazie.
    Pierluigi

    RispondiElimina
  2. Pierluigi, grazie!!!
    E' un piccolo refuso che ora correggerò!
    L'abbreviazione corretta è f. che sta per "forma" ed in quel caso l'errore mio è doppio perche come nell'immagine sottostante e come correttamente hai evidenziato la nomenclatura corretta è : Amanita phalloides var. alba.
    Grazie!

    RispondiElimina

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