lunedì 25 febbraio 2013

Genere Termitomyces

                                                   Termitomyces                                 © S.Balestreri

È stato più che altro il caso a farmi scrivere di questi funghi. Tra l’altro, che io sappia, in Europa non sono presenti.
Nei giorni scorsi, riordinando le foto, ecco uscire, come per magia, l’immagine di un Termitomyces, “rubata” qualche anno fa al Museo di Storia Naturale di Milano.
Naturalmente il fungo è una riproduzione ad uso didattico, l’immagine è di pessima fattura, perché la foto è stata scattata per avere semplicemente una documentazione, senza pensare a quanto poteva essere utile: nel  2006 AppuntidiMicologia non era nei miei più lontani pensieri… o forse il suo “micelio” cominciava a produrre qualcosa nella mia mente?
Ho parlato già di altre forme di mutualismo e parassitismo nel vasto mondo dei funghi: Xerocomus parasiticus e scleroderma, Elaphomyces e Cordiceps, ecc, ma questo batte tutti, per ora, in attesa di “scovare” altro.
Caratteristica sorprendente di questi Basidiomiceti è il rapporto simbiotico con una sottofamiglia di termiti, le Macrotermitinae: gli insetti forniscono cibo al fungo che, grato, contraccambia.        
                         Termitaio              © Dijkstra

Ecco quanto accade.
Queste termiti non riescono a digerire la sostanza vegetale che normalmente trovano: legno foglie, erba. Esse non possono far altro che raccogliere e sminuzzare tali sostanze, comprimerle e stiparle, fino a formare ammassi spugnosi nelle diverse gallerie dei loro termitai.
Su questi ammassi spugnosi, vero e proprio terreno di coltura, si insedia il micelio. Si formano i funghi che crescono decomponendo cellulosa e chitina. Dopo alcune settimane il materiale vegetale è degradato a tal punto che diventa finalmente appetibile e digeribile per le termiti.

Proviamo a pensare a quale equilibrio si è instaurato nelle gallerie del termitaio: microclima costante, materiale organico, ph, temperatura, aria secondo le necessità, ed inoltre assenza di sostanze tossiche. Il tutto sotto il controllo delle termiti che costantemente provvedono a mantenere il sistema perfettamente in funzione. Se qualcosa là sotto andasse storto, sarebbe un bel guaio!
Durante la stagione delle piogge, i funghi spuntano e crescono alla base dei termitai.
Alcune specie appartenenti al genere Termitomyces possono pesare diversi chili e il loro cappello può raggiungere il diametro di un metro: T. titanicus  è il più grande fungo del mondo, secondo il Guinness Book of Records. Al contrario, T. microcarpus raramente supera i 2 cm


Termitomyces titanicus

Questi funghi vengono raccolti e consumati direttamente dalla popolazione del posto o commerciati nei mercati locali.
Le specie sono distribuite in diverse zone dell’Asia e in Africa equatoriale ed hanno crescita abbondante proprio nelle vicinanze dei termitai.
A causa della particolare forma simbiotica, per poter studiare approfonditamente le specie del genere Termitomyces risulta inevitabile una simbiosi esclusiva tra micologi ed entomologi…


Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Febbraio).Genere Termitomyces Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/02/genere-termitomyces.html

lunedì 18 febbraio 2013

I funghi porcini secchi

Pubblichiamo il seguito del post di Nicola Sitta, qui potrete leggere la prima parte.

La presenza di larve di ditteri micetofilidi (descritti dalle consumatrici arrabbiate come “vermetti bianchi con la testina nera”) per la legge è una questione controversa, poiché la normativa di carattere generale non ammette la presenza di “parassiti” nei prodotti alimentari, mentre la normativa specifica sul commercio dei funghi tollera, proprio per i porcini secchi, la presenza di esemplari con “tramiti di larve di ditteri micetofilidi”. Si tratta di insetti assimilabili a moscerini o zanzarine che attaccano i funghi negli ambienti naturali di crescita. Nei porcini, che sono funghi molto predisposti all’attacco di tali “parassiti”, la loro presenza è inevitabile, tanto che essi costituiscono una vera e propria caratteristica di queste specie fungine.
Come sanno bene i raccoglitori, questa presenza non è segno di cattiva conservazione e non è pericolosa per la salute dei consumatori, ma può risultare sgradevole o causare ribrezzo, quando le larve sono visibili a occhio nudo. Le larve sono già dentro il fungo fresco, muoiono con l'essiccazione e in gran parte vi rimangono dentro (altra “leggenda” è che riescano a fuoriuscire con l’essiccazione).
Fenomeno diverso, invece, è l'infestazione post-essiccazione, causata da altre tipologie di insetti (farfalline, tignole) e imputabile alle operazioni di stoccaggio della derrata essiccata.

La lavorazione svolta nelle imprese alimentari non può eliminare la presenza delle larve di ditteri, perché con la cernita si può eliminare tutto ciò che è visibile o che è rovinato (es. i funghi attaccati post-essiccazione o deteriorati dalle larve), mentre non è possibile individuare ed eliminare le fette di porcino secco che all’interno contengono minuscole e pressoché invisibili larve di ditteri, anch’esse essiccate.
I funghi secchi non hanno una “scadenza”, perché non sono un prodotto deperibile; tuttavia per la legge italiana la loro durabilità (indicata con “da consumarsi preferibilmente entro”) non può essere superiore ai 12 mesi. La ragione di questo può essere trovata nella sensibilità che i funghi secchi hanno alle temperature dell’estate o all’esposizione alla luce: un odore acidulo e un’alterazione del sapore sono le classiche caratteristiche dei porcini secchi “vecchi”.
A tal proposito, la migliore conservazione domestica è certamente in freezer, in sacchetti di plastica: senza che si tratti di un “congelamento” del prodotto, il freddo mantiene inalterate per anni le caratteristiche del prodotto.

Infine è molto importante che, all’acquisto, il consumatore cerchi sulla confezione la menzione qualificativa, obbligatoria per legge per i porcini secchi! Le principali categorie sono tre: extra, speciali e commerciali. Chiaramente “extra” è la categoria migliore (fette perlopiù intere, colore bianco, pochissimi difetti), “speciali” è intermedia, mentre “commerciali” è la qualifica di livello merceologico più basso (funghi più scuri, meno belli, a volte sbriciolati – ma certamente meno costosi!). In ogni caso deve trattarsi sempre di soli funghi porcini, non alterati, ammuffiti o deteriorati, del tutto commestibili e conformi ai requisiti previsti dalla legge.
Ricordiamo che i porcini secchi, per essere consumati in sicurezza, devono essere reidratati e sottoposti a cottura. Ciò vale anche per i prodotti pronti e la polvere di funghi. Nonostante sia una pratica tradizionale, è sconsigliabile il riutilizzo dell’acqua di reidratazione: si tratta di prodotti naturali, cresciuti sul terreno in ambienti non controllati, e le contaminazioni possono essere numerose.
Infine, sempre per scongiurare tossinfezioni alimentari di origine batterica (es. Bacillus cereus), nella preparazione e nel consumo dei piatti con i funghi (come per tutti gli alimenti), è importante seguire alcune regole elementari: in particolare le pietanze vanno ben cotte e consumate subito; se invece trascorre un certo lasso di tempo (es. alcune ore), esse vanno mantenute in frigorifero e/o riscaldate, prima del consumo, a temperature di cottura.
Nicola Sitta
Cita questa pagina:
Sitta N. (2013. febbraio).I funghi porcini secchi. (seconda parte) Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/02/i-funghi-porcini-secchi.html



giovedì 14 febbraio 2013

Aggiornamento micologi a Trento

ATTIVITÀ PRIMARIA DEL MICOLOGO 
determinazione dei funghi epigei, modalità e problematiche 
Approfondimento funghi lepiotoidi e rodosporei

Seminario di aggiornamento per micologi: 26, 27, 28, 29, 30 agosto 2013


PROGRAMMA:

26 agosto 2013
8.00 - 8.30 accettazione e registrazione partecipanti
8.30 - 9.00 apertura e presentazione del seminario
9.00 - 10.00 la sistematica dei funghi lepiotoidi, aspetti storici. (M. Donini)
10.00 - 11.00 aspetti ecologici e morfologici come elemento differenziante dei funghi lepiotoidi. (P. Ceccon)
11.00 - 13.00 il ruolo della genetica nella sistematica moderna, prospettive future. (D. Palumbo)
14.00 - 18.00 la sistematica dei funghi lepiotoidi (A. Bizzi)

27 agosto 2013
8.00- 18.00 escursione micologica guidata: raccolta e selezione assistita dei funghi – Pratica di determinazione.

28 agosto 2013
8.00 - 9.00 aspetti ecologici e morfologici come elemento differenziante dei funghi rodosporei. (P. Ceccon)
9.00 - 11.00 la sistematica dei funghi rodosporei. (M. Floriani)
11.00 - 13.00 la sistematica dei funghi rodosporei. (M. Floriani)
14.30 - 17.30 lavoro di determinazione del materiale fungino raccolto in escursione.

29 agosto 2013
8.00 - 18.00 escursione micologica guidata: raccolta e selezione assistita dei funghi - Pratica di determinazione.

30 agosto 2013
8.00 - 10.00 lavoro di determinazione del materiale fungino raccolto in escursione.
10.00 - 12.00 presentazione delle specie più interessanti viste durante la settimana e discussione/confronto su problematiche emerse.
12.00 - 13.00 test di valutazione dell’apprendimento

L’iniziativa si svolgerà al raggiungimento di un numero minimo di adesioni pari a 50 iscritti, presso la sede di Accademia d’Impresa, Via Asiago 2 a Trento dal 26 al 30 agosto 2013 per un totale di 35 ore di formazione (per tale evento verranno richiesti i crediti formativi ECM).
Pre-adesioni entro il 28.02.2013

Stefano Balestreri


lunedì 11 febbraio 2013

Tartufi

                                            Dolly                                   © S.Balestreri

Dopo più di un anno di rinvii, ecco che nei giorni scorsi arriva una mail dell’amico Stefano che mi chiede come va  e se, sabato o domenica, sono disponibile per un giro a tartufi.

Rispondo, ma appena inviata la mail non resisto e telefono per confermare la mia disponibilità. Senza riflettere minimamente, chiedo che tartufi ci sono in questo periodo e la risposta è la più ovvia: Tuber brumale e Tuber melanosporum (il nero), tartufi invernali.

Senza troppe aspettative da parte mia sulla possibilità di una positiva raccolta, nel primo pomeriggio ci si incontra nel luogo stabilito per fare quattro passi in mezzo alla natura, per sgranchirsi e scattare qualche foto.

Naturalmente con i nostri nasi non avremmo trovato nemmeno un tartufo, quindi… ecco l’attore principale del pomeriggio, o meglio, l’attrice, la star, che veramente mi ha lasciato a bocca aperta per la sua bravura: Dolly.

È una meticcia di quasi 3 anni, silenziosa, precisa e metodica... una vera e propria macchina da guerra - ops - da trifola!!!

           Dolly  in azione   © S.Balestreri
L’avevo vista in azione una sola volta, due anni fa, durante una manifestazione organizzata dal gruppo micologico di Desio per far conoscere le caratteristiche e le capacità dei cani addestrati alla cerca del tartufo. Lì il campo era ristretto e poi avevano posizionato i “tartufi-esca” appositamente per lo scopo, quindi non mi ero stupito più di tanto della sua bravura. 

Sabato pomeriggio, invece, sono rimasto ipnotizzato dalla capacità e dalla precisione di questa cagnolina. 

Un continuo ritrovamento di T. brumale e melanosporum, i primi di dimensioni poco più grandi di una nocciola ed i secondi ben più voluminosi e massicci, simili a piccole patate. 

Ogni volta che fiutava e scavava, il tartufo usciva, senza mai sbagliare un colpo.

Stefano mi raccontava delle caratteristiche di Dolly e soprattutto della sua migliore in assoluto. La cagnolina non è stata addestrata alla ricerca selettiva delle specie pregiate, ma ha fiuto buono per tutti i funghi ipogei, Elaphomyces compresi.

Questa dote, utilissima per noi micologi, permette di rilevare la presenza di tutte le specie che crescono in determinati territori, facilitando la mappatura e lo studio di funghi che altrimenti nessun essere umano scoverebbe.

Sono state tre ore interessanti e molto fruttuose, tanto che mi sono ritrovato omaggiato di quasi quattro etti di tartufi.
              Tuber brumale e Tuber melanosporum     © S.Balestreri


Tornando verso casa con il profumato raccolto ero preoccupato di come riuscire a farne buon uso, senza creare scompiglio in casa: la moglie proprio non li tollera per la “puzza” (così dice lei! De gustibus…), invece io e i figli ne siamo ghiotti.

Al rientro, Giuliana era pronta per uscire: - È Sant’Agata, la festa delle donne! - mi dice.

Ho sorriso facendo l’occhiolino ai figli e pensando: “Ci va di lusso: Sant’Agata ci ha fatto la grazia!”

Un grazie speciale all'amico Stefano Seghezzi.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Febbraio).Tartufi. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/02/tartufi.html



giovedì 7 febbraio 2013

Corso di approfondimento microscopia



CORSO DI APPROFONDIMENTO SULLE TECNICHE ANALITICHE MACRO E MICROSCOPICHE FINALIZZATE AL RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE FUNGINE CAUSA DI INTOSSICAZIONE DA FUNGHI (II modulo)




15 – 19 Aprile 2013
Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Villa Umbra - Pila, PERUGIA
CORSO TEORICO - PRATICO
Programmazione e docenza: 
Prof.ssa Paola Follesa
(Già tecnico di Laboratorio e Tecnico Micologo presso la Sezione Specialistica di Micologia per la Lombardia, Laboratorio di Sanità Pubblica Asl Città di Milano)
Coordinamento didattico scientifico: 
Dr. Andrea Arcangeli (Biologo, Micologo ASL 2 Umbria)

Segreteria organizzativa:
Claudio Ponti – Sezione Formazione del personale sanitario e medicina generale
Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Loc. Pila – 06032 Perugia
Tel. 075 5159730 – email: claudio.ponti@villaumbra.org
Fax 075 5159785


Stefano Balestreri

lunedì 4 febbraio 2013

Immagini

Baldovino Midali

                                                            "Aquila reale in volo"                       "Foto © Baldovino Midali"
























Parlare di Baldovino Midali su questo blog è un grandissimo onore.

Molti di voi lo conosceranno per la sua presenza a programmi televisivi come Geo&Geo, Rai3, Melaverde e per la produzione di stupendi documentari sulla fauna locale delle Alpi Orobie, luoghi dove Baldovino si “rilassa” dopo l’impegnativo lavoro di panettiere nel forno di famiglia...

L’autore, dopo un semplice contatto su facebook, mi ha concesso, molto semplicemente, com’è nel suo carattere, la possibilità di arricchire la rubrica Immagini di AppuntidiMicologia con uno dei suoi scatti, lasciandomi addirittura la possibilità di sceglierlo personalmente.

Cosa per niente difficile, visto l’altissimo livello dei suoi scatti sulla Natura.

Tra le numerose foto a disposizione, ho preferito l’immagine dell’aquila, rapace che negli ultimi anni ha ripreso a “volare” stabilmente tra le cime delle Orobie e che ormai non è difficile osservare durante le escursioni in quota.

Grazie, Baldovino, per la grande disponibilità e per quanto riesci a comunicarci con le tue stupende immagini.


www.midali.org/


Stefano Balestreri




Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Febbraio).Immagini. Baldovino Midali. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/02/immagini.html


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