lunedì 29 aprile 2013

Verpa conica

Verpa conica  © S. Balestreri

Nel periodo primaverile, con la ricerca delle prelibate Morchelle, non è certo cosa impossibile trovare negli stessi habitat altri ascomiceti. In particolare, è frequente il rinvenimento di Verpa conica o digitaliformis.
Questi curiosi funghi potrebbero venire confusi con le Morchelle, specialmente quando gli esemplari sono giovani. Vediamo le differenze più evidenti.

Mitria - particolare  © S. Balestreri
Verpa conica ha il “cappello” (mitria) a forma di ditale (2-4 cm) che risulta “inserito” in cima al gambo come un cappuccio posto sopra una matita o uno stelo. Nei soggetti giovani questo particolare non è così evidente, ma negli adulti si nota facilmente, poiché l’orlo delle Verpe tende ad allargarsi staccandosi dal gambo. La mitria risulta gibbosa, rugosa, solitamente di color brunastro, ma anche più chiara o color ocra-miele.
Sempre nei giovani, il gambo non fa differenza, ma in breve tempo nelle Verpe cresce notevolmente (6-12 x 1-3 cm), slanciandosi e sviluppando anche sinuosità. Giallognolo, carnicino, di consistenza ceracea (come tutta la carne), risulta decorato da zebrature granulose leggermente in rilievo.

Nel dubbio sulla sua classificazione esiste sempre la prova del “nove” tagliando longitudinalmente il fungo: vedremo che la Verpa avrà l’attaccatura del gambo al cappello esclusivamente alla sommità; inoltre il gambo ci sembrerà farcito di bambagia e non vuoto, come nel caso di Morchella.
        Sezione tra Morchella e Verpa  © S. Balestreri
Altra differenza è l’imenio fertile distribuito su tutta la superficie della mitria e non nei singoli alveoli, come avviene nelle Morchelle.

Molto simile è anche Ptycoverpa bohemica che ha mitria rugosa-costolata, labirintiforme, quasi cerebriforme, inserita, come in Verpa conica, all’apice del gambo. 

La bohemica potrebbe essere scambiata con Gyromitra esculenta, ma le dimensioni sono molto diverse.

Come detto, l’habitat è lo stesso delle Morchelle (presenza di frassini, terreni sabbiosi e umidi), anche se, rispetto a queste, le Verpe dovrebbero anticipare i tempi di crescita.

In letteratura Verpa conica viene riportata commestibile dopo prolungata cottura. Personalmente non le ho mai consumate, perché il loro aspetto non mi ispira molta fiducia, per cui le fotografo e le lascio al loro posto. Anche i micologi hanno le loro fisime! 

Stefano   Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Aprile).Verpa conica. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/04/verpa-conica.html


lunedì 22 aprile 2013

Tuber melanosporum

                 Sezione di Tuber melanosporum    ©   A. De Vito
Dopo la gioia di essere andato a raccoglier tartufi, è arrivato il momento di approfondire la conoscenza di uno dei tuberi tra i più stimati e ricercati, ancora presente nel tardo inverno: Tuber melanosporum.
Comunemente chiamato Tartufo Nero (Melanosporum da melanos = nero e sporum = spore), questo ascomicete ipogeo è da molti apprezzato (compreso il sottoscritto) anche più del ricercatissimo e “carissimo” Tartufo bianco (Tuber magnatum).

Il corpo fruttifero del “Nero” ha forma tondeggiante, a volte irregolare, lobata con presenza di meandri.
La parte esterna, chiamata comunemente scorza, ma dai micologi più correttamente peridio,  presenta sulla superficie verruche piramidali con apice arrotondato e depresso, molto aderenti alla gleba (la parte sottostante, comunemente definita “polpa”).

                         Tuber melanosporum    ©   S. Seghezzi
Il colore della superficie è nero, ma presenta venature color ruggine tra le verruche, rossicce-vinaccia negli esemplari ancora immaturi.

La gleba, che è la parte fertile, ovvero l’imenio che racchiude aschi globosi, che a loro volta contengono le spore, alla sezione si presenta nera-bruna con venature biancastre molto fitte e sottili, accompagnate da due bande brune, traslucide ai lati. Tutte queste caratteristiche sono importantissime nella determinazione delle diverse specie di tartufi.

Il nostro ha odore aromatico, caratteristico, gradevole, ma non a tutti piace… per fortuna!!!

               Tuber melanosporum  ©  A. De Vito
Il sapore è squisito ed apprezzato, ma, se già non piace l’odore, difficilmente lo si potrà gustare.

È un fungo simbionte di latifoglie (roverella, leccio, cerro, carpino nero, nocciolo, tiglio e cisto), predilige terreni sedimentari, generalmente ben drenati, come quelli brecciosi e molto calcarei. 

Pur iniziando a svilupparsi a settembre, matura in pieno inverno, dall'inizio di dicembre all'inizio di marzo, ma anche oltre.



Un ringraziamento va a Stefano Seghezzi e Antonio De Vito per le immagini, anche se… non emanano profumo!!!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Aprile).Tuber melanosporum. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/04/tuber-melanosporum.html

giovedì 18 aprile 2013

Corso Aggiornamento Micologi 2013



“IL MICOLOGO DURANTE LA SUA PREVALENTE ATTIVITA’: LA CERNITA ISPETTIVA;
APPROFONDIMENTO SISTEMATICO E PRATICO-ISPETTIVO DEL GENERE RUSSULA”

7-11 OTTOBRE 2013

Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Villa Umbra – Pila, Perugia

L’esigenza primaria del Micologo, formato ai sensi del D.M. 686/96, è quella di potersi esercitare continuamente nell’attività di cernita (ai fini della formulazione di un giudizio di commestibilità) e di determinazione del materiale fungino che si trova di fronte.
Non per tutti è possibile mantenere l’allenamento e studiare molti funghi sia dal punto di vista
quantitativo che della variabilità specifica. E’ per questo che si è pensato ad un evento formativo che abbia come attività principale lo studio e la determinazione del materiale fresco (funghi). Di grande valore didattico rappresenta l’ uscita guidata, in presenza di Docenti e Tutors che aiuteranno ad associare le specie fungine trovate con l’habitat di crescita a loro congeniale.
Ad integrazione di tutto questo sono previste lezioni frontali finalizzate allo studio sistematico e
ispettivo del genere Russula e all’approfondimento delle normative che regolano la certificazione dei funghi freschi destinati al commercio al dettaglio.

DOCENTI DEL CORSO
GENNARI ANTONIO – Micologo - ASL n. 8 Arezzo
SITTA NICOLA - Naturalista-micologo - Libero Professionista
GRANATI PATRIZIA - Naturalista-Micologo - USL Umbria 2
MONTELEONE DOMENICO - Farmacista-Micologo - Ministero della Salute


DESTINATARI
Il corso è destinato a Micologi formati ai sensi del D.M. 686/96 o, in ogni caso, a persone che abbiano delle solide conoscenze di base della micologia.
Il corso verrà attivato con un minimo di 25 partecipanti e con un massimo di 40
STAFF
Responsabile Scientifico e Coordinatore didattico:
Andrea Arcangeli – Micologo ASL Umbria 1
Tel. 348-2892849 – e mail: arcazico@libero.it
Coordinamento didattico organizzativo:
Veruska Subicini – Istruttore direttivo area formazione Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
Segreteria organizzativa:
Claudio Ponti - Collaboratore Amministrativo Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica
SEDE DEL CORSO
Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica – Villa Umbra, Loc. Pila – Perugia
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Tutte le informazioni sul corso di aggiornamento potrà essere rivolta alla Segreteria organizzativa della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.
Le iscrizioni dovranno essere inoltrate, utilizzando l’apposita scheda, entro il giorno 4 ottobre 2013, via fax o posta elettronica ai seguenti recapiti:
Claudio Ponti
Tel. 075-5159730, Fax 075-5159785  claudio.ponti@villaumbra.gov.it  www.villaumbra.gov


lunedì 15 aprile 2013

Genere Helvella

                                  Helvella crispa                © Mario Filippa

Un genere quasi dimenticato, almeno dal sottoscritto.

L’occasione per parlare di questi ascomiceti si è presentata alla 130° giornata di microscopia, egregiamente organizzata domenica 3 Febbraio dagli amici del “Gruppo micologico La Brughiera” di Lentate sul Seveso.

Grande partecipazione, relazione scientifica ottima e ben gestita da Mario Filippa e Giorgio Baiano, esperti di questo interessante genere.
Subito dopo tutti a preparare vetrini e a buttare gli occhi nei vari microscopi per lo studio dei micro-caratteri (spore, aschi, ife, ecc) caratterizzanti le diverse specie. Come sempre, un’esperienza interessante e affascinante.
Microscopicamente mi fermo qui, ma approfitto dei ricordi della giornata per condividere con i lettori una breve serie di informazioni che, spero, potranno aiutarci ad individuare i vari componenti di questo affascinante genere di Ascomiceti.

         Ascomi del Genere Helvella        © Mario Filippa
Le diverse specie comprese nel genere Helvella hanno ascomi tutti più o meno stipitati (cioè con gambo) e caratterizzati da un apotecio variabile nelle diverse forme caratteristiche (sella, cupola, campanula, mitria, auriforme), sulla cui superficie superiore è posto l’imenio.
Per questa variabilità intragenerica, il Genere Helvella è stato suddiviso in gruppi tassonomicamente più piccoli e che raggruppano in tutto una cinquantina di specie. Tuttavia, in questi anni di rapido avanzamento degli studi sul DNA, ci si chiede se è il caso di continuare a proporre sistematiche che prescindano da essi.


                       Helvella leucomelaena        ©  Mario Filippa
I funghi di questo Genere sono tutti terricoli, verosimilmente simbionti. Possono raggiungere e superare i 10 cm di altezza. Nelle sezioni Helvella, Ephippium ed Elasticae l’apotecio a forma di sella o di mitria, è suddiviso in due - quattro o più lobi attaccati all’apice del gambo. In altre sezioni la forma è quella di una coppa; nella sezione Silvicolae ricorda un orecchio di coniglio.
Il gambo è cavo, in genere rugoso o profondamente solcato o lacunoso lungo tutta la sua lunghezza; in alcune sezioni è quasi assente.
I colori non sono mai vivaci, variano dal bianco al bruno, fino al nero profondo. Hanno odore spesso subnullo, a volte spermatico. La carne ha consistenza cartilaginea ed è elastica ma fragile. Le spore in massa sono biancastre.


               Helvella leucopus          ©  Mario Filippa
Per una corretta determinazione è importante valutare l’evoluzione morfologica durante la crescita: mai come per questo genere sono importanti le raccolte di più individui nelle diverse “età”.

Alcune specie crescono già  dalla fine dell’inverno o in primavera, altre sono estive e autunnali. Sono presenti in diversi habitat, dalle fasce costiere fino ai 2500 m di quota delle zone alpine.


Nonostante molti testi di micologia divulgativa scrivano della “potenziale” commestibilità per alcune specie di Helvella, va sconsigliato ed evitato il loro consumo, poiché possono provocare intolleranze individuali. Alcune specie, inoltre, possono contenere Gyromitrina, la potente micotossina causa di sindrome citotossica-giromitrica.

Un sentito ringraziamento a Mario Filippa per le immagini e la revisione della descrizione.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Aprile).Genere Helvella. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/04/genere-helvella.html

lunedì 8 aprile 2013

Cosciotto d'anatra su mousse di marzuoli


Da tempo ero alla ricerca di una ricetta originale da proporre con i marzuoli (Hygrophorus marzuolus), ma le mie indagini non portavano frutti. Allora ho chiesto all’amico e collega Alessandro Vitale se aveva tra le mani un piatto particolare da suggerire ai lettori di AppuntidiMicologia.

In un batter d’occhio ho ricevuto un messaggio che diceva: - Sto lavorando per te... La ricetta che ti presenterò sarà un gran piatto: cosciotto d'anatra su mousse di marzuoli. Appena la realizzo (spero di trovare domani l'anatra), la fotografo e te la mando!

Così il giorno dopo la ricetta di Alessandro era sul suo “Le bistrò” e da oggi anche su AppuntidiMicologia. 

Ecco gli ingredienti per due persone:

- 2 cosciotti di anatra
- 200 g di funghi Hygrophorus marzuolus
- 1 spicchio di aglio
- olio evo q.b.
- origano q.b.
- sale e pepe q.b.
- semi di finocchietto q.b.
- 2 cucchiai di parmigiano
- 150 g di ricotta
- bacche di ginepro q.b.
- un rametto di rosmarino

Prepariamo il cosciotto d’anatra pulendolo bene dalle piume. Lo mettiamo in una teglia con l’aglio e gli odori, tranne che con i semi di finocchio. Lo inforniamo a 270°C per circa 20 minuti, finché non avrà la giusta cottura, evitando che risulti troppo secco.

Nel frattempo prendiamo i funghi, li laviamo e li tagliamo a pezzetti. Li mettiamo in un pentolino con olio e.v.o. e lo spicchio di aglio, cuociamo per almeno 20 minuti e lasciamo raffreddare. Una volta freddi, li mettiamo in un mixer con la ricotta, il finocchio, il parmigiano e aggiustiamo di sale; se necessario, possiamo aggiungere un po’ di latte. Frulliamo per bene e, una volta fatta la mousse, la riscaldiamo giusto un minuto nella stessa pentola dove abbiamo cotto i funghi.
Impiattiamo e serviamo caldo!

Un grande grazie ad Alessandro per questa ricetta e tanti complimenti per la sua creatività.

Ora non mi resta che provarla… Volendo, senza snaturare troppo le indicazioni di Alessandro, si può sostituire il cosciotto d’anatra con pollo o fagiano, ma i marzuoli… ah, se riuscissi a trovarli!!!!
Stefano  Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Aprile).Cosciotto d'anatra su mousse di marzuoli. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/04/.cosciotto-danatra-su-mousse-di-marzuoli.html
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