lunedì 15 aprile 2013

Genere Helvella

                                  Helvella crispa                © Mario Filippa

Un genere quasi dimenticato, almeno dal sottoscritto.

L’occasione per parlare di questi ascomiceti si è presentata alla 130° giornata di microscopia, egregiamente organizzata domenica 3 Febbraio dagli amici del “Gruppo micologico La Brughiera” di Lentate sul Seveso.

Grande partecipazione, relazione scientifica ottima e ben gestita da Mario Filippa e Giorgio Baiano, esperti di questo interessante genere.
Subito dopo tutti a preparare vetrini e a buttare gli occhi nei vari microscopi per lo studio dei micro-caratteri (spore, aschi, ife, ecc) caratterizzanti le diverse specie. Come sempre, un’esperienza interessante e affascinante.
Microscopicamente mi fermo qui, ma approfitto dei ricordi della giornata per condividere con i lettori una breve serie di informazioni che, spero, potranno aiutarci ad individuare i vari componenti di questo affascinante genere di Ascomiceti.

         Ascomi del Genere Helvella        © Mario Filippa
Le diverse specie comprese nel genere Helvella hanno ascomi tutti più o meno stipitati (cioè con gambo) e caratterizzati da un apotecio variabile nelle diverse forme caratteristiche (sella, cupola, campanula, mitria, auriforme), sulla cui superficie superiore è posto l’imenio.
Per questa variabilità intragenerica, il Genere Helvella è stato suddiviso in gruppi tassonomicamente più piccoli e che raggruppano in tutto una cinquantina di specie. Tuttavia, in questi anni di rapido avanzamento degli studi sul DNA, ci si chiede se è il caso di continuare a proporre sistematiche che prescindano da essi.


                       Helvella leucomelaena        ©  Mario Filippa
I funghi di questo Genere sono tutti terricoli, verosimilmente simbionti. Possono raggiungere e superare i 10 cm di altezza. Nelle sezioni Helvella, Ephippium ed Elasticae l’apotecio a forma di sella o di mitria, è suddiviso in due - quattro o più lobi attaccati all’apice del gambo. In altre sezioni la forma è quella di una coppa; nella sezione Silvicolae ricorda un orecchio di coniglio.
Il gambo è cavo, in genere rugoso o profondamente solcato o lacunoso lungo tutta la sua lunghezza; in alcune sezioni è quasi assente.
I colori non sono mai vivaci, variano dal bianco al bruno, fino al nero profondo. Hanno odore spesso subnullo, a volte spermatico. La carne ha consistenza cartilaginea ed è elastica ma fragile. Le spore in massa sono biancastre.


               Helvella leucopus          ©  Mario Filippa
Per una corretta determinazione è importante valutare l’evoluzione morfologica durante la crescita: mai come per questo genere sono importanti le raccolte di più individui nelle diverse “età”.

Alcune specie crescono già  dalla fine dell’inverno o in primavera, altre sono estive e autunnali. Sono presenti in diversi habitat, dalle fasce costiere fino ai 2500 m di quota delle zone alpine.


Nonostante molti testi di micologia divulgativa scrivano della “potenziale” commestibilità per alcune specie di Helvella, va sconsigliato ed evitato il loro consumo, poiché possono provocare intolleranze individuali. Alcune specie, inoltre, possono contenere Gyromitrina, la potente micotossina causa di sindrome citotossica-giromitrica.

Un sentito ringraziamento a Mario Filippa per le immagini e la revisione della descrizione.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Aprile).Genere Helvella. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/04/genere-helvella.html

6 commenti:

  1. Ciao Stefano, ebbene sì, direi che in base alla tua breve ma eccellente segnalazione, almeno io scopro che questo genere non è poi così semplice o quanto meno la revisione che se ne sta operando trovi piena giustificazione per tutta la serie di ragioni da voi esposte. Non ultimo il fatto che questo genere possa essere "verosilmilmente" micorrizico, come da te riportato, mentre in qualche pubblicazione non poi tanto lontana (*) e sia pure a carattere prettamente divulgativo, viene descritto che il genere Helvella sia invece saprofita. Una bella differenza (!). E' proprio il caso di dire: oggi ne sappiamo più di ieri ma meno di domani..... Bravi!!! Cordiali saluti, Renzo

    (*) G. Pacioni: "Funghi" Ed. Orsa Maggiore, 1997 (Giovanni Pacioni insegna all'Università dell'Aquila: Fitopatologia, Micologia ecc.)

    p.s. Ieri ero con soci del ns. Gruppo a passeggio sul lago di Alserio e mi sono imbattuto in un socio del vs. Gruppo che forse te ne parlerà: saluti anche a lui!)

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  2. .... ed io mi chiedo come sia possibile non perdere il vasto numero di appassionati micologi, quando per la determinazione del DNA occorre andare al RIS di Parma (o quasi).
    Il fascino nel definire una specie dal colore, profumo, sapore, coadiuvato dal microscopio ottico, non potrà esserci restituito.
    Fra qualche anno, come già dei ricercatoti sostengono, apparecchi per la lettura del DNA saranno quasi alla portata di tutti ed avranno dimensioni "tascabili".
    Il computer analizzerà e confronterà i dati. Ci dirà così le sue "impressioni" sterili e senza alcuna enfasi....
    Ciao, Dante

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    1. Una fredda analisi e un rapporto che identifica con certezza la specie....
      Addio discussioni e dibattiti nei circoli micologici, alle mostre, ai convegni...e che ne sara' delle piacevoli escursioni?
      I libri si ridurranno di pagine e specie per la gioia di tutti noi...e a quel punto anche AppuntidiMicologia non avra' piu' motivo di esistere!
      Che visione catastrofica.....;-)

      ciao

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  3. ..... nasceranno a questo punto innumerevoli circoli fotografici .... Ogni micologo sarà dotato di una potente macchina fotografica, si potrà ancora discutere sul passato dei nostri amati funghi evidenziando come RGB di Adobe Ph. o Paint o chissà cos'altro riescano a modificare e vivacizzare i nostri sbiaditi ricordi.
    Vivremo le fasi del Cubismo, del Puntinismo, dell'Impressionismo o dell'Astrattismo.....
    .... ma non dovevamo parlare di funghi ? ! ? ! ?
    ciao, Dante

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  4. Non capita spesso che in un blog si sviluppino commenti di alto profilo.
    In questo caso il primo è tecnico/scientifico del sig. Renzo e l'altro filosofico del sig. Dante.
    Io vorrei completare l'opera, come amante della fotografia micologica, mettendo l'accento sulle bellissime immagini delle Helvella sp. realizzate dal sig. Mario Filippa.
    Peccato non poterle avere in alta risoluzione ! ! !
    Cordiali saluti
    Matteo Passoni

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  5. Dopo aver apprezzato e condiviso tutti i commenti a questo articolo, occorre precisare che il Dante, portato per le disquisizioni filosofiche, le posta se non altro per mascherare, almeno in parte, l'altro aspetto, forse più prosaico, che riguarda il suo rapporto con i funghi: ha un palato raffinatissimo che, comunque vada, egli saprà sempre soddisfare.
    Luciano

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