lunedì 17 giugno 2013

L'estetica del Fungo


Ho dovuto attendere l’uscita della seconda edizione per proporvelo, ma ne è valsa la pena.

“L’estetica del fungo tra filosofia e gusto”: un libro che mi ha incuriosito da subito, lontano  da nomi latini e da precise descrizioni dei caratteri morfobotanici.

È un testo scritto con un linguaggio piacevole ed appassionato dai due autori: Tony Saccucci e Carmelo Chiaramonte.

Nella prima parte Tony Saccucci, insegnante di filosofia, scrittore ed esperto di sostenibilità, descrive il piacere dell’andare a funghi, l’emozione di trovarli, la soddisfazione di guardarli, di raccoglierli, e non solo. Ci racconta le tante sensazioni che proviamo durante l’uscita, suscitate in noi dalla magia del bosco, dai colori, dai profumi… Bellissima la parte in cui descrive le tipologie dei cercatori di “funghi” (nel libro per “funghi” si intendono esclusivamente i Porcini!), dipingendo con maestria le diverse personalità ed il loro modo di affrontare e vivere l’uscita nella natura. Sicuramente ci riconosceremo in una di esse.

Nella seconda parte - “Dagli alberi ai fornelli” - entra in gioco Carmelo Chiaramonte, cuoco di fama internazionale, “cuciniere errante”, come ama definirsi. La sua parte si lega perfettamente con la prima, anzi la sposa indissolubilmente creando un libro che tocca tutti i punti dell’estetica del fungo. Non troverete ricette nel senso classico della parola, ma Chiaramonte ci spiega perché si cucinano funghi e ci propone le migliori unioni cromatiche ed olfattive dei porcini con abbinamenti impensabili per noi. Un esempio?  «Crostata calda di mele con tracce di confettura buona di albicocche, una grattata di cappelle di porcini e un bicchierino piccolo di cognac». Chiaramonte ci “regala” un metodo per l’accostamento di pietanze che ci permette di gustare con tutti i sensi sua maestà il Porcino.

Quindi un libro di filosofia e cucina, penserete. Anche, ma soprattutto un testo che ci racconta come “dietro la ricerca del fungo c'é la ricerca del segreto della vita”.

Buona lettura.
Stefano Balestreri

Info: “L’estetica del fungo” tra filosofia e gusto
        www.edest.it

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Giugno)L'estetica del fungo. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/06/lestetica-del-fungo.html

4 commenti:

  1. Se è un libro che non incita alla distruzione del nostro patrimonio micologico, è certamente il libro che regalerò a mia moglie.
    Lei è una "Verde D.O.C." Non posso raccogliere nemmeno un fiore selvatico, ma il porcino, purché non sia piccolo, le intenerisce il cuore....
    La filosofia, abbinata alla padella, è proprio il libro che fa al mio e suo caso (solo per degustatori romantici....!)
    Ottima idea per il mio regalo.
    Grazie,
    Pierluigi - Monza -

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    Risposte
    1. Vedrò se riuscirò a farti rispondere dagli autori.
      Ciao :-)
      stefano

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  2. Caro Pierluigi,

    il “Libro è dedicato a tutti gli uomini che combattono al fianco di Capo Seattle”. Un brano di un suo intervento (1854) che abbiamo scelto per aprire “L’estetica del fungo” recita:
    “Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri figli, che la terra è nostra madre. Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se gli uomini sputano in terra, sputano su se stessi. Questo noi lo sappiamo.”

    A presto, spero.

    Tony

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    Risposte
    1. Mia moglie mi ha estratto una parte del brano .... sublime!
      che riporto qui di segiuto ...

      Le radici storiche della cultura ambientalista
      Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce
      Nel 1854 il "Grande Bianco" di Washington (il presidente degli Stati Uniti) si offri' di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una "riserva" per il popolo indiano. Ecco la risposta del "capo Seattle", considerata ancora oggi la piu' bella, la piu' profonda dichiarazione mai fatta sull'ambiente.
      ------------------------------------------
      (estratto da http://www.peacelink.it/pace/a/1513.html)

      "Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo
      dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, ……
      …….. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
      Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il deserto ……
      ………Ma se decidiamo di accettare la proposta io porrò una condizione: l'uomo bianco dovrà rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli. Che cos'è l'uomo senza le bestie?
      Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiché ciò che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinché i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti
      noi. Tutto ciò che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensì è l'uomo che appartiene alla terra. …….

      Grazie,
      Pierluigi - Monza -

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