lunedì 1 luglio 2013

Boletus gabretae


Una rarità


                       Boletus gabretae              © Daniela Alzani 
Il rapporto a distanza, favorito dal web, permette un proficuo scambio di informazioni tra chi si occupa di micologia, anche se il piu' delle volte non ci si conosce di persona. Fatto inimmaginabile fino a pochi anni fa.

Ancora una volta Daniela Alzani, presidente del Gruppo Carpinetum di Mestre qualche mese addietro mi scriveva così:

“Caro Stefano, come ti avevo promesso un po’ di tempo fa, ti invio le foto e qualche notizia su un fungo del genere Boletus, rinvenuto nell'estate 2011 a 1700 m. di altitudine, in boschi di conifera, sopra l'abitato di Moso (Bz), alle pendici del M.te Elmo, in val Pusteria. Questo Boletus è stato trovato solo quattro volte: la 1ª nella Selva Boema nel 1967; la 2ª in Finlandia nel 1974; la 3ª a Roascio (CN) nel 1975; l’ultimo ritrovamento è quello di cui ti sto parlando. I micologi A. Gennari e G.P. Simonini, esperti di boleti, hanno confermato trattarsi di Boletus gabretae (Pilat). È un fungo di un bel colore giallo che, al primo tocco, ha un viraggio impressionante al blu. Si può dire che al solo guardarlo vira. Non so se è commestibile, ma credo proprio non sia mangiabile e, se anche lo fosse, per la sua rarità sarebbe bene evitare di metterlo in pentola. Ritrovamenti di questo calibro non fanno che piacere e ti invogliano, almeno per come la penso io, a continuare questo tipo di ricerche che, non nego, a volte possono essere solo questione di fortuna.

Se avessi bisogno di altre notizie, fammi sapere. Ciao. Daniela”.

Da questo si deduce che Boletus gabretae non è stato visto né studiato da molti, tantomeno dal sottoscritto,quindi, per la descrizione, mi limito a riportare quella di Alessio, C.L. 1985. Boletus Dill. ex L. (sensu lato). – In: Fungi Europaei. Vol. 2. Pp. 1–705. Libreria editrice Biella Giovanna, Saronno.
                                                Boletus gabretae Pilat
        Viraggio al taglio della carne  © Daniela Alzani
Cappello: largo 6-8 cm; prima tondo poi allargato-   convesso, orlo rivolto in basso, in seguito un po’ rialzato; superficie pubescente ma presto liscia, di colore giallo-primula o con sfumature brunicce al bordo; al tocco azzurra in modo cospicuo.
Tubuli: non lunghi, adnati al gambo; prima gialli-verdognoli, viranti al turchino alla pressione.
Pori: piccoli, tondi, concolori e con lo stesso viraggio dei tubuli.
Gambo: 6-9 x2,5-2,3 cm; ingrossato nella metà inferiore ma rastremato alla base, pieno; concolore al cappello o più scuro (ocra-ramato) in basso; ricoperto da fine reticolo concolore; al tocco passa al bleu-notte.
Carne: di medio spessore e consistenza, ad odore e sapore deboli; di tinta giallo-marezzata, virante all’indaco al taglio.
Microscopia: spore 11-14,5 x 4,5-6 μm ellittiche o fusiformi, ocra-brune in massa; cistidi fusiformi d’un giallo pallido.
Habitat: sotto aghifoglie od in boschi misti, specie oltremodo rara.
Commestibilità: non nota, comunque insignificante data la rarità del fungo.

                            Boletus gabretae              © Daniela Alzani 
Il nome dato alla specie proprio non mi rappresentava nulla, così sono andato ad approfondire ed ecco, potenza del web, apparire come d’incanto Gabreta Silva nome celtico dell’attuale Selva Bohemica, luogo dove questo stupendo fungo è stato rinvenuto per la prima volta e descritto da Pilat

Per completezza qui potrete scaricare la diagnosi latina di Boletus gabrete redatta da Pilat.

Entità enigmatica, molto vicina a Boletus luridus nella sua forma primulicolor (Simonini), Boletus gabretae ha  carpoforo completamente giallo (cappello, gambo, imenio e carne) e, come detto, rinvenuto ufficialmente solo tre volte.

Il ritrovamento di Daniela è il quarto, ma per poter approfondire la conoscenza di questo fungo e giungere ad una pubblicazione dedicata saranno necessari ulteriori ricerche e rinvenimenti.

Stefano Balestreri


Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Luglio).Boletus gabretae Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/07/boletus-gabretae.html


8 commenti:

  1. Dunque boletus gabretae lo si potrebbe inserire nella varieta' dei"luridus"ovvero tutti quei boleti
    che hanno attinenza all'annerimento al taglio o al semplice tocco,anche se non è ancora nota la sua commestibilita'ma questo sarebbe un vero peccato essendo un fungo rarissimo,percio' teniamola segreta.Ciao.

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    1. Per completezza, secondo il Pilàt, per via della reazione amiloide della carne, nonostante il colore generale giallo e la presenza di reticolo, lo colloca sistematicamente vicino a B. erythropus.

      Perla commestibilità? Altri sono i funghi da consumare :-)

      Ciao e grazie
      Stefano

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  2. Volfango Gualandi1 luglio 2013 18:01

    Ciao Stefano,
    è bellissimo! E, a quel che sento, data la rarità, non ci si dovrebbe nemmeno chiedere se è commestibile o no.
    Prendo atto dell'abitat - foresta di abeti - e dell'altitudine alla quale è stato reperito. Sarebbe interessante capire anche la natura del terreno eccetera. Evidentemente ci sono ancora tante cose da capire e tanto lavoro da fare!
    D'ora in poi starò più attento anch'io - vado spesso in Austria, in abetaia - per vedere se sarò così fortunato da poter fotografare questo raro boleto.
    Cordiali saluti,
    Renzo

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    1. Con l'augurio di trovarlo e contribuire alla conoscenza, grazie per i tuoi commenti.
      Ciao
      stefano

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  3. Chissà quanti funghi non vengono presi in considerazione perché non appariscenti!
    Quando si trova un fungo sconosciuto, bello o brutto che sia, andrebbe fotografato, sezionato verticalmente per visualizzarne l'interno, annotarsi i tempi dell'eventuale viraggio di colore della carne, la consistenza della stessa, le caratteristiche organolettiche (odore e sapore), se è omogeneo o eterogeneo e per ultimo l'habitat.
    Portato a casa, verificare il colore della sporata in massa e per chi ha la possibilità, fare la microscopia almeno delle spore.
    Per eventuali approfondimenti futuri, tenersi l'exsiccata.
    A questo punto, se non è saltato fuori "Genere e specie" bisogna brindare ad una nuova rarità....!!!
    BUON LAVORO
    ciao, Dante

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    1. In poche parole Curiosita' e sete di Conoscenza, e tu di questo ne sei l'esempio vivente.
      L'augurio di buon lavoro in questo periodo mi suona ....male :-(
      Ciao a presto ;-)
      stefano

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  4. Entrando casualmente nel Vs. sito, mi compare questo strano boleto che a prima vista ho battezzato "Boletus regius".
    Di quel bel B. regius da me trovato in Valsassina, è rimasto il ricordo di 4 anni fa.
    In verità il cappello aveva tonalità "giallo brunastre" ed era anche un po' screpolato .... ho pensato ai cambiamenti legati all'età del fungo. Ma non è così.
    Le caratteristiche esaminate da voi esperti ci indicano questa bella RARITA' !!!
    Complimenti.
    Roger

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