lunedì 22 luglio 2013

Vecchie Guide Indiane

                      V.G.I. in azione....        © D. Rocconi
Vecchie Guide Indiane (V.G.I.) è un appellativo che utilizzo, con grande rispetto, nei confronti di alcuni soci del Gruppo Micologico, “trovatori” incalliti delle delizie dei boschi.
Avete letto bene: “trovatori”, perché il più delle volte, rispetto a loro, noi rimaniamo semplicemente “cercatori”.

Hanno un non so che di misterioso, non sono sempre disponibili e, soprattutto, dai loro discorsi non capisci mai quando è il momento giusto per trovare funghi, quelli con la F maiuscola.
Vedendoli in azione noti la loro grande esperienza, il loro fiuto, perché non sembra che stiano cercando funghi, ma li trovano! Ti danno quasi l’impressione che stiano semplicemente passeggiando per godersi il bosco, ma non tornano mai a casa a mani vuote.

Se si ha la fortuna di riuscire a portarle a funghi (sì, portarle, perché loro non ti invitano mai), dovete stare molto attenti: ne sanno una più del diavolo!
Arrivati sul luogo da loro indicato, dopo essersi sistemati per la ricerca esordiscono solitamente con frasi del tipo: - Voi che siete giovani e avete le gambe buone salite su di lì (pendenza minima del 30%!), dove la zona è tutta buona. Noi restiamo qui, vicino alla macchina, ...la schiena …i reumatismi ...ci si vede verso le undici per mangiare un boccone...

Tu alle undici arrivi all’appuntamento trafelato, sfatto ed affamato, dopo aver scalato il Picco del Diavolo e trovato sì e no tre miseri porcini, che comunque mostri con orgoglio; le V.G.I., per nulla sudate e alquanto rilassate, aprono a fatica il cesto ed esclamano: - Io oggi ho avuto più fortuna di te! Dietro quel grande faggio ne ho trovati tre, sette appena sotto il sentiero e due erano lì, vicino alla macchina ...e meno male che non li hai schiacciati, quando hai parcheggiato.

Il primo pensiero è di fargli lo sgambetto, poi col tempo ti accorgi di quanta esperienza e conoscenza hanno dell’habitat e della ricerca. Inoltre sono miniere di informazione e, soprattutto, non raccolgono esclusivamente i porcini. Conoscono perfettamente le specie ottime da cucinare e quelle da evitare. Alcuni di essi, dopo anni che li frequenti e hai macinato chilometri su e giù per boschi, ti portano nelle “loro” fungaie, segno che hai finalmente conquistato la loro fiducia.

Anni fa, dopo aver frequentato il corso di micologo, in un nebbioso pomeriggio del tardo autunno andai con una V.G.I. alla ricerca del Tricholoma portentosum. Impresa non facile per il notevole strato di fogliame che ricopriva il suolo e la nebbia che confondeva ogni cosa. Notai, fin da subito, la sua capacità di osservazione: riconosceva senza difficoltà la presenza dei funghi sotto le foglie. Col bastone spostava leggermente il fogliame appena rialzato ed ecco apparire i tricholomi freschi. Per la cronaca, quel giorno io ne trovai uno solo sul quale quasi ci avevo messo un piede!

Dedicato a tutte le V.G.I.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Luglio).Vecchie Guide Indiane. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/07/vecchie-guide-indiane.html


7 commenti:

  1. Cosa offre il bosco non lo si sa.
    Io quel giorno ero con una "Vecchia Guida Indiana" che si chiama Carmelo; avevo fatto solo belle foto a funghi coloratissimi.
    Le foto comunque soddisfano ma non riempiono il piatto ... ed allora il Carmelo mi accompagna in un angolino dicendomi: < Lì ci sarà qualcosa>.
    Nel giro di venti minuti abbiamo riempito i cestini di Cantharellus cibarius, impossibile vederli da lontano per foglie ed erba presenti... ma sotto c'era un tappeto giallo di funghi!
    L'esperienza è proprio un patrimonio che non ti tradisce mai...!!!
    Grazie Carmelo.
    Ciao, Dante

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    1. La piccola differenza tra chi trova e chi cerca..
      Ciao
      Stefano

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  2. Ancor ragazzo, con un mio collega di mezza età, andai a cercar funghi....
    Era il 1975. Ricordo come ora le corse da me fatte nel bosco, su e giù senza trovar niente salvo un po' di funghi lamellati che io, non conoscendoli, lasciavo lì.
    Il mio collega a fine giornata mi ha dato un piattino di boleti misti, ricordo i loro nomi, Edulis, Badius, Erythropus .
    Il problema è un'altro! ..... non s'è fatto mai vedere chinarsi per raccoglierli !
    Credo che questa sia gelosia del proprio mestiere di "TROVATORE"... ! ! !
    Ciao, Giovanni

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    Risposte
    1. Le V.G.I. non le vedi mai in azione...sembra che i funghi saltino dentro direttamente nei loro cesti...
      Grazie
      ciao
      stefano

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  3. Volfango Gualandi26 luglio 2013 22:56

    Ciao Stefano,
    sono appena rientrato dopo una settimana di montagna. La tua osservazione capita, come suol dirsi, "a fagiolo".
    Infatti mi sarebbe piaciuto che uno di queste V.G.I. si fosse trovato nello stesso bosco dove io ho tentato invano, fino a ieri, di trovare qualche fungo, se non commestibile, almeno da fotografare. Quest'anno la stagione si presenta ancora poco propizia o, così almeno appare a diversi di noi comuni cercatori, che facciamo di tutto per trovare qualcosa quanto meno da osservare. Condivido in ogni caso la tua analisi che però estenderei ad altre attività come ad esempio la pesca sportiva, argomento che conosco abbastanza bene essendo stato anch'io pescatore fino a pochi anni fa. Chiamandola "sens de l'eau" i francesi descrivono bene di questa prerogativa di cui certi pescatori sono dotati. Potendo scegliersi il posto di pesca in certe gare sportive, ad esempio, questi guru presentano generalmente minori difficoltà a capire dove stanno preferibilmente i pesci e quindi a pescarne più degli altri e sbaragliare così la concorrenza. Allo stesso modo alcuni cercatori di funghi presentano quell'invidiabile istinto - ma anche profonde conoscenze - che li porta prima e con più successo ad individuare quei tratti di bosco in cui più facilmente, rispetto alla media, troveranno poi i funghi migliori ed in maggiore quantità. E' questa una dote innata, oppure può essere affinata con l'esercizio e l'esperienza? Presumo si tratti di entrambe le cose: fatto sta che questi trovano spesso, proprio ciò che cercano!
    Ciao,
    cordiali saluti,
    Renzo

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  4. Ciao.
    Penso che in questo periodo di carestia fungina (almeno qui al nord) nemmeno le V.G.I. riescano a fare miracoli....è proprio dura!

    Mi piace molto il tuo paragone con "il senso dell'acqua", termine caro ai pescatori a mosca :-)

    Istinto ed esperienza, il primo non è da tutti.
    Il secondo? Pazienza e passione!

    Ciao e grazie
    stefano

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    Risposte
    1. Mi intrometto....
      "Il senso dell'acqua" termine caro ai pescatori a mosca....
      Io conosco diversi pescatori/micologi che su "PIPAM" spesso e volentieri leggo nel loro Forum dedicato.... Lì si usano dei nickname.
      Identica passione che ci spinge a vivere all'aria aperta...! ! !
      Ciao, Walter

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