lunedì 2 settembre 2013

Boletus erythropus

                             Boletus erythropus                  © S. Balestreri
Ha la caratteristica, subito evidente, di avere il gambo di colore rossastro-porpora e proprio da questo particolare deriva il nome della specie. Infatti erytropus significa “dal piede rosso” (eruthròs = rosso e poùs = piede).

È un bel boleto colorato e ricco di contrasti nelle tinte.
Il cappello è ricoperto da una cuticola eccedente, asciutta e finemente “scamosciata” di color marrone-porpora-olivastro che contrasta col gambo, il quale è riccamente decorato da una fine puntinatura rossastro-porpora che lo ricopre fino a nasconderne il fondo giallo.

Particolare dell'imenio e punteggiatura del gambo ©  L.Ponzoni

Quest’ultimo è uno dei particolari che lo contraddistingue da altri boleti della sezione Luridi, che “calzano” un più o meno evidente reticolo rossastro.

Anche l’imenio è di un bel colore rossastro aranciato, più chiaro verso il margine. 
I pori, finissimi, al tocco virano quasi immediatamente al blu.

Ritornando al gambo, la sua forma è cilindrica, clavata alla base; qui è più intensamente rossastro rispetto alla zona prossima al cappello, che risulta più giallastra. 

Quando si tocca, anche questa parte del fungo vira al blu.

Altra caratteristica determinante per il suo riconoscimento è il colore giallo vivo della carne. Sezionata, essa vira intensamente al blu nella parte “sommitale”, colorazione che scompare in breve durante la cottura.

Viraggio della carne al taglio © L.Ponzoni

L’habitat di questo micete sono i boschi sia di latifoglie che di aghifoglie, dall’estate a tutto l’autunno.

L’erytropus è commestibile, ma, come per le Morchelle, necessita di prolungata cottura al fine di eliminare la tossina termolabile che gli appartiene quando è crudo o poco cotto. 

Oltretutto occorre conoscere alla perfezione tutte le sue caratteristiche per non scambiarlo con altri boleti della stessa sezione (Luridi), alcuni dei quali potrebbero causarci qualche mal di pancia!



Procedendo secondo le indicazioni soprastanti, a me è capitato più volte di mangiarlo e devo dire che l’ho sempre gustato! 

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Settembre).Boletus erythropus. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/09/boletus-erythropus.html

2 commenti:

  1. Io vorrei aggiungere a quanto riportato nella descrizione, la caratteristica di questo fungo di essere quasi sempre mondo da larve!
    Solo i vecchi esemplari ne vengono colpiti!
    E' vero che mediamente è più sodo dei nostri comuni porcini, ma vien pensato che ci sia stato per lui qualche influsso transgenico che ne abbia (ottemperando alle leggi di Mendel), modificato geneticamente la resistenza!
    Saluti,
    Pierluigi - Monza

    RispondiElimina
  2. E' la selezione naturale....
    Le larve hanno imparato: non lo attaccano perchè tossico da crudo!!!
    :-) Ahhh ahhhh :-)

    Ciao a presto.

    RispondiElimina

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