lunedì 23 settembre 2013

Ustilago maydis

      Ustilago maydis in habitat  © L. Ponzoni
Non avrei mai pensato di preparare un post su questo fungo, ma l’amico Luciano, instancabile frequentatore degli spazi verdi brianzoli, sempre alla ricerca del bello e delle curiosità che la Natura ci regala, mi tiene sempre sulle “corde” coinvolgendomi coi suoi ritrovamenti. E questo è l’ultimo.

Erano anni che non ne vedevo. Credo che l’ultima volta sia successo quando ero ancora bambino, in vacanza dai nonni nella Bassa, dove i campi di granturco si perdono a vista d’occhio e i funghi erano lontani mille miglia dai miei pensieri.

Lì, camminando lungo le cavedagne ai bordi dei campi di mais o giocando spensierati nel bel mezzo della coltivazione, ogni tanto ne incontravi qualcuno e, se per caso ci “sfregavi” contro, la maglietta si sporcava come quella di uno spazzacamino!

Ustilago maydis è un basidiomicete parassita, appartenente alla Classe degli Ustomycetes. 
Si forma sulle pannocchie e vi cresce fino a “divorarle”. È comunemente conosciuto dai coltivatori come “carbone”, poiché a maturazione è una massa bruna che rilascia della “fuliggine” nera.


                  Ammasso di U. maydis. Particolare.         © S. Balestreri
Questi ammassi fuligginosi altro non sono che spore in gran quantità, contenute in involucri inizialmente grigiastri, poi bruno violacei. 

A maturazione le spore si liberano e si propagano su altre pannocchie. Ciò può compromettere in parte il raccolto.

Se nel Vecchio Continente questo fungo può rappresentare un problema, nel Nuovo Mondo potrebbe non esserlo mai stato! Infatti gli Aztechi e i Maya lo conoscevano molto bene e sicuramente l’Ustilago ci è stato “regalato” insieme al mays arrivato dalle Americhe.

Utilizzato già dalle civiltà precolombiane, oggi lo huitlacoche (nome azteco del fungo) è una vera e propria squisitezza della cucina messicana. Viene consumato di solito nelle quesadilla, delle tortillas caserecce ripiegate, ma anche in piatti più elaborati, come crêpes, zuppe e salse. 
Squisitezze... messicane
Recentemente nei laboratori di ricerche genetiche lo si sta studiando per accrescerne la produzione per scopi commerciali.

Il maydis è un fungo veramente interessante ed unico per le sue caratteristiche e può essere considerato una maledizione o una benedizione. Dipende solo dal luogo in cui cresce!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Settembre).Ustilago maydis. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/09/ustilago-maydis.html

5 commenti:

  1. Nel Genere Ustilago si annoverano anche altre specie come U. tritici ( parassita del frumento), U. nuda, U. nigra e poche altre. In alcune nazioni l' U.maydis, viene mangiato con soddisfazione, anche crudo, dagli estimatori che ne apprezzano il sapore delicato e dolciastro. La raccomandazione però è quella di consumarlo ancora fresco e bianco. Infatti, quando questo fungo matura fino a divenire un ammasso informe di polvere sporale nera, la possibile ingestione o respirazione accidentale - o intenzionale che sia - di tale polvere, può produrre sintomi di intossicazione ("ergotismo") abbastanza simili a quelli provocati dalla Segale cornuta, o Claviceps purpurea, e quindi abbastanza seri.
    Non pare quindi che valga la pena di consumare questo strano fungo, da noi fra l'altro temuto dagli agricoltori per i vistosi danni che può arrecare alle piantagioni di mais anche a causa della rapidità con la quale può diffondersi,
    Cordiali saluti,
    V. Gualandi

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    1. Renzo, grazie!
      I tuoi appunti apportano ulteriori notizie interessanti che completano i post.
      ciao
      stefano

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  2. Di saggezza non ci si intossica......! ! !
    Un grazie al sig. V. Gualandi anche da parte mia.
    Dante Rocconi

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  3. Egregi Signori
    Sono stato in Messico e l'Ustilago viene venduta nei supermercati e consumata normalmente, esiste anche una produzione confezionata in lattine come il tonno, tutto questo da innumerevoli anni
    ciao Antonio

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    Risposte
    1. ...e l'hai assaggiato?
      Se sì fammi sapere il sapore. :-)
      ciao
      stefano

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