lunedì 21 ottobre 2013

Funghi in città

“Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.
Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.

Italo Calvino, Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, Torino 1963

               Funghi in città.    © Francesca Balestreri
Come finisce la  novella di Marcovaldo lo sappiamo tutti: egli consumò funghi velenosi e la sera stessa finì in ospedale.

Il motivo per cui mi sono permesso di riportare questo passo del racconto è legato al fatto che in questo periodo anche qui in città, complici la giusta umidità e le temperature ideali, i funghi stanno crescendo un po’ dappertutto!!!

Al di là della giusta preoccupazione per il consumo di funghi non controllati (ricordo che gli Ispettorati micologici delle ASL ed i Gruppi Micologici sono attivissimi), è necessario evitare la raccolta a scopo alimentare di questi frutti spuntati nelle aiuole o in altri spazi verdi presenti lungo le strade trafficate.

Attenersi a questa buona regola è utile per non ingerire quantità magari elevate di contaminanti, quali metalli pesanti, benzene ed altri, non proprio salutari per il nostro organismo, che, come si sa, purtroppo nelle città non mancano.

Quindi, se anche noi siamo “anime sensibili” come Marcovaldo, negli spazi urbani limitiamoci a guardare o a fotografare i funghi, a volte piccole e liete note di colore in queste giornate d’autunno spesso grigie.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Ottobre).Funghi in città. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2013/010/funghi-in-citta.html

9 commenti:

  1. Risposte
    1. La ragazza ha colpo d'occhio e tecnica. Purtroppo usa i mezzi un po' limitati che gli fornisce il padre :-).
      Grazie per il commento che fatto da te mi inorgoglisce.
      Stefano

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  2. Tappeto autunnale con pullman di linea in transito sullo sfondo! Vai, Francesca, brava! Dopo i complimenti di Claudio Pia hai di che batter cassa per avere tra le mani la tanto sognata reflex. Magari per il prossimo, Natale, come regalo della ricorrenza e come meritata ricompensa per questo scatto! Che non sarà l'ultimo per inorgoglire ulteriormente tuo padre.
    Luciano

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  3. Concordo con Luciano!
    Ricevuti i meritati complimenti, non puoi che aspettarti qualcosa in più....
    Natale è vicino....! ! !
    Ciao, Dante

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  4. Cari Luciano e Dante, anzi carissimi....Vi siete messi d'accordo con la ragazza per farmi spendere? :-)
    Prevedo un Natale impegnativo, appena Francesca leggerà.
    Ciao
    stefano

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  5. Quello che va a buon fine non è mai troppo impegnativo!
    Luciano

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  6. In pieno accordo con i consigli di Stefano, è bene astenersi dal consumo di funghi osservati in ambiente "cittadino", intendendo per tale, ad esempio, aiuole spartitraffico, parchi, giardini, prati attigui ai centri abitati eccetera. E ciò anche se i funghi trovati sono sicuramente riconosciuti come commestibili. In un'aiuola di Vedano al Lambro, ad esempio, in presenza di tigli, furono trovati qualche anno fa dei bellissimi esemplari di Boletus aereus, e di Boletus erythropus, tutti commestibili, ma.....unico e non trascurabile neo, in mezzo a diversi...esemplari di escrementi di cane. Se aggiungiamo la probabile presenza di metalli pesanti per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare, ne risulta un quadro di ben scarsa commestibilità!. Occhio, quindi; quei funghi rispettiamoli, ammiriamoli e magari fotografiamoli, ma, come dice Stefano, lasciamoli là!.
    Ciao,
    Renzo
    p.s. Quello dei funghi "cittadini" è stato anche il tema di una proiezione di diapositive che feci tempo fa presso un Gruppo Micologico brianzolo.

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    Risposte
    1. Grazie Renzo.
      Mi fa molto piacere che anche tu confermi la presenza in Brianza di Boletus aereus, definito da me come un "fantasma" che spesso appare e si manifesta nelle nostre zone anche in ambito cittadino. Mi e' capitato alcune volte in ispettorato di vederne esemplari raccolti da casuali raccoglitori. Una nota positiva per il nostro territorio molto antropizzato e spesso maltrattato. Come dicono qui...speremm..... .
      Ciao
      Stefano

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