lunedì 14 ottobre 2013

Porphyrellus porphyrosporus

             Splendido esemplare di Porphyrellus porphyrosporus       © Jaroslav Maly 
Sempre più difficile! 
Sicuramente il nome da ricordare. 

Per il resto, anche questa boletacea, come nel caso di Strobilomices strobilaceus, vanta l’unicità nel genere e nelle caratteristiche: una volta visto non lo dimenticheremo più, sempre che si riesca ad incontrarlo, poiché la presenza di questo fungo è abbastanza rara.

Personalmente pure quest’anno, nonostante la carestia fungina, sono riuscito a fotografarne un paio di esemplari, sempre nella stessa stazione di crescita.

Al primo impatto la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un porcino “tostato”, uniformemente bruciacchiato!

Guardandolo bene vedremo tonalità porporine-olivastre sul capello finemente vellutato, l’imenio a tubuli e il gambo con lo stesso colore, tranne un alone biancastro alla base di quest’ultimo.

Al taglio la carne è bianca, lentamente virante al grigiastro, fino all’annerimento.
Cresce in gruppi o isolato in boschi misti di faggio e abete.

Questa boletacea, unica nel genere in Europa, deve il proprio nome alle caratteristiche cromatiche macro e microscopiche: porphyreus = purpureo, porphyrosphòrus = dalle spore purpuree.

Anche se  la cosa è poco rilevante, vi segnalo che a livello internazionale Porphyrellus porphyrosporus è considerato a pieno titolo membro del Genere Tylopilus ed è quindi chiamato Tylopilus porphyròsporus. Per questo motivo il Gen. Porphyrellus viene sempre più sinonimizzato col Genere Tylopilus. Secondo Indexfungorum, Tylopilus porphyròsporus (Fr. & Hök) A.H. Sm. & Thiers

Inoltre va precisato che la specie è di norma priva di reticolo sul gambo, ma alcuni esemplari possono eccezionalmente averlo.
Nonostante questi nuovi sviluppi sulla nomenclatura, si ricorda che il porphyrosporus rimane sempre un fungo non commestibile per le mediocri qualità organolettiche.

Un ringraziamento ad Alessandro Boffelli per le informazioni nomenclaturiali

Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2013. Ottobre).Porphyrellus porphyrosporus. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2013/010/porphyrellus-porphyrosporus.html

8 commenti:

  1. Gran bei funghi!
    Da me trovati e fotografati per la prima volta in Val Masino lo scorso 22 settembre 2012.
    Aggiungerò alle foto anche il loro nuovo nome.
    Grazie, Dante

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    1. ...come al solito la natura è, in estetica, sempre più generosa di quel che pensiamo e anche di quel che meritiamo...
      Mi fa piacere che presenti questi funghi insoliti...continua.
      ciao lucio

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    2. Grazie.
      Quel che dici è verissimo e sulla generosità l'abbiamo visto in questi giorni belli ed impegnativi della mostra.
      Ciao
      stefano

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  2. ...trovati anche in Brianza 2 anni fa ..........in un posto molto conosciuto.

    Sempre bello il tuo blog. Saluti Maresciallo

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    1. Ciao Claudio!
      Grazie, mi fa molto piacere risentirti, e continua a seguire ;-)
      stefano

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  3. Bellissimo!!! Io non l'ho mai trovato!!
    Grazie Stefano!!
    Marcello

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  4. Effettivamente si tratta di una boletacea abbastanza rara, in qualche caso però fedele ai luoghi di crescita. Personalmente quindi l'ho potuto vedere diverse volte sia in Valmasino (SO) che a Piazzatorre (BG) dove l'ho fotografato, in entrambi i casi sotto abete rosso. In 23 anni di Austria invece - sempre in ambiente di abete rosso - l'ho visto (e fotografato) una sola volta. Specie meno che commestibile, anche se pare non tossica, viene oggi considerata "senza valore". Essendo specie simbionte, è comunque da rispettare per il suo contributo alla salute del bosco. Una curiosità: secondo il Pacioni, un pezzo di carne del fungo, appoggiato su carta e lasciatovi per un certo tempo, tinge la carta di verde.

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    1. Caro Renzo, grazie per i tuoi puntuali interventi e per l'interessante informazione sulla colorazione della carta. Proverò, ma dovrò aspettare l'anno prossimo, sempre che si facciano trovare nello stesso posto. :-)
      ciao
      stefano

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