lunedì 3 febbraio 2014

Colori naturali

Immagine dal sito: www.thefungiforager.com
Una delle cose più stimolanti nella preparazione dei post per AppuntidiMicologia è cercare un filo che possa continuamente tenere uniti gli argomenti in una sorta di diario ininterrotto. In questo senso le stagioni aiutano molto, alcuni temi vengono da sé come logica conseguenza alla pubblicazione di un post o derivano dai commenti dei lettori, per altri il compito è più arduo, ma cerco sempre di proporre novità che possano interessare gli ormai numerosissimi lettori.

Questo sistema è intrigante e più si va avanti, più sento la necessità di approfondire le mie conoscenze e di avvicinarmi ad argomenti non ancora trattati, purché legati in qualche modo al mondo dei funghi e della Natura.

Il post odierno nasce quasi dal caso, ma non più di tanto.

Immagine dal sito: www.freshpickedseattle.com
Ho osservato che manipolando i funghi in cucina o durante la cernita e la classificazione per mostre e serate ai gruppi micologici, sulle dita rimane sempre una sorta di colore di fondo, un alone causato dal contatto con i funghi che non se ne va tanto facilmente con una sciacquatina alle mani. In particolare penso ad alcuni Cortinarius, ai Pleurotus e ad alcune boletacee. 
Preso da questo fatto, ripensando ai precedenti post sul P. nidulans e P. caeruleum, funghi dai colori sgargianti, sono andato a ricercare se qualcuno fosse mai riuscito ad estrarre dei pigmenti naturali dai funghi.

Digitando in Google "coloranti naturali funghi" non è uscito nulla che mi desse soddisfazione, così ho giocato la carta straniera. Ho inserito i termini in inglese "natural dye mushrooms"  e si è aperto ai miei occhi un nuovo mondo, in tutti i sensi.

Tantissimi sono i siti, molti del Nord America, che spiegano le tecniche per estrarre coloranti naturali dai funghi e per tingere filati e tessuti con impatto zero! Addirittura sono presenti gruppi ed associazioni che sperimentano e si incontrano per scambiarsi informazioni, procedure e modalità.
         Pluteus leoninus      © S. Balestreri

Sarebbe interessante leggere con calma e capire (purtroppo la lingua non mi facilita il compito)  quale origine hanno queste tecniche, tenendo presente che da quelle parti gli europei arrivarono già con gli abiti colorati... 
Ho pensato ai nativi americani come possibili ideatori di queste pratiche, ma la mia idea ha bisogno di riscontri. Ad avere il tempo necessario, mi piacerebbe approfondire.

Per chi vuole avvicinarsi all’argomento, questi sono i principali siti: mycopigments.com; folkfibers.com;
Buona consultazione!

Sono sicuro che anche qui da noi i vari Blog del fai da te e delle produzioni naturali ed eco-compatibili (vero Stefania Rossini di Natural-mente-stefy?) non si fanno sfuggire questa interessante possibilità di produrre ed utilizzare coloranti naturali per tingere e dipingere filati, stoffe e altro.


Per noi micologi o semplici appassionati di funghi una possibilità in più: qualche moglie troverà una buona motivazione per accompagnarci in qualche uscita naturalistica. 
Ma tutti i mariti saranno d'accordo?
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Febbraio).Colori naturali Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/02/colori-naturali.html

16 commenti:

  1. Questo post è meraviglioso! A me che i funghi piace anche coltivarli partendo da esemplari selvatici questa notizia non può che dare importantissimi stimoli.

    Gabriele

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    Risposte
    1. Grazie.
      I funghi non finiscono mai di stupire.
      ciao
      Stefano

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  2. Mi piace ricordare che è famoso il "Pisolithus arhizus" (ricordato da un breve articolo sul "Bollettino del Gruppo Micologico G.Bresadola" n°1-2 / 1976 / pag.19-20, ivi chiamato "Pisolithus tinctorius") per le sue antiche proprietà tintorie sulla lana che conferivano un colore ocraceo al tessuto.
    Chi vuole puù divertirsi a fare ricerche...ciao lucio

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    Risposte
    1. Grazie della segnalazione, non sapevo. Andrò qd approfondire.
      stefano

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  3. Più che naturali, nelle foto si vedono colori artificiali. I colori naturali ci sono nei giardini fioriti, nei boschi in autunno o tra i raggi del sole...!
    Le foto che noi scattiamo ai nostri amati funghi, ne esaltano i colori. E' questo l'unico caso in cui si possano a loro rubare i colori per imitarli nelle loro deliziose policromie.
    Penso che raccogliere funghi per estrarne i pigmenti sia un sacrilegio.
    Sono così pochi che al massimo potrebbero servire per dipingere una bella pietra preziosa in un quadro.
    E' forse per questo che in Italia, nessuno s'è avventurato nella loro raccolta per fini cromatico-decorativi.
    Dante

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    Risposte
    1. Hai inquadrato un potenziale problema!
      Se si esagera la Natura ne soffre e di conseguenza ne soffriamo noi.
      Questo vale per tutte le esagerazioni, se si raccolgono quintali di porcini, di caesaree o di qualunque frutto della Natura.
      L'equilibrio in Natura è un argomento delicato, delicatissimo!
      Grazie!
      *P.S.. certo che con tutti gli ovoli e porcini che raccogliamo noi due c'è poco da esagerare... :-)
      Ciao
      stefano

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    2. ...... ma di foto ne facciamo molte ! ! !

      Ciao

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    3. Quest'anno paesaggi bellissimi!
      Ciao

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  4. Volfango Gualandi7 febbraio 2014 20:30

    I colori hanno da sempre affascinato l'uomo fin dalla notte dei tempi e sono stati usati sia a scopo estetico che protettivo (es. il vecchio minio nella protezione del ferro). Da sempre quindi sono stati estratti coloranti dai minerali, dai vegetali ed anche dal regno animale compresi gli insetti. Tuttavia ben presto si presentò il problema di disporre di coloranti e pigmenti, per tutti gli usi, durante tutto l'anno solare ed in quantità sempre crescenti. Secondo me è intuitivo che i funghi non potevano soddisfare questi requisiti sia per la loro stagionalità, relativa e aleatoria abbondanza o scarsità e non ultimo la loro conservazione. Per fare un solo esempio si pensi alla Isatis tinctoria (f. Brassicaceae) il cui meraviglioso pigmento azzurro, già noto ai Britanni ai tempi di Giulio Cesare, fu poi largamente sfruttato in Europa dal XIII al XVIII secolo, soppiantato solo dai moderni coloranti di sintesi. Azzurro particolarmente bello e solido che fa ancora stupenda mostra di sé in antichi tessuti ed arazzi.
    Cercando notizie su vecchi testi e trattati di chimica - nel mio caso dal 1915 al 1965), note sui coloranti derivati dai funghi vengono solo sporadicamente riportate più come curiosità che fonti possibili di sfruttamento nell'industria tintoria. Da qui relativamente scarsi i lavori di ricerca inerenti. Un esempio classico è dato da quello che volgarmente veniva chiamato "boletolo" (chimicamente: acido 1,2,4-triossiantrachinon-5-(oppure 8-)-carbossilico) presente nel Boletus luridus che come noto, quando se ne taglia la carne, da giallo vira all'azzuro per ossidazione all'aria. Vi sono alcuni altri esempi di coloranti, come l'acido poliporico derivato da un non meglio identificato Poliporus e l'atromentina presente nel Paxillus atrotomentosus (questi ultimi due, di cui mi risparmio di riportare la formula chimica, derivati del benzochinone) .
    Molti derivati dell'antrachinone, a seconda della particolare formula, presentano tutta una gamma di colori come: giallo-arancio, rosso-arancione, rosso, rosso-viola, blu-viola, blu, verde eccetera. Devo quindi ammettere che dal punto di vista estetico, sono particolarmente belli e delicati i colori dei cappelli delle sciarpe e quant'altro, tinti con estratti di funghi, mostrati nei siti web indicati da Stefano.

    Continua....(parte 1)

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    Risposte
    1. Volfango Gualandi7 febbraio 2014 20:31

      Parte 2

      Per curiosità tuttavia di noi amanti della micologia, vale la pena ricordare che biologicamente, molti derivati antrachinonici possiedono energiche proprietà lassative per cui non escludo che nei casi di disturbi gastroenterici causati da molti funghi non commestibili, una buona parte della responsabilità sia da imputare a certi coloranti e pigmenti presenti.
      Anche in certi funghi cosiddetti inferiori (es. Penicillum nalgiovensis) sono presenti sostanze coloranti; lo stesso dicasi di Epicoccum nigrum che produce abbondante pigmento che si presenta giallo in ambiente alcalino e rosso-corallo in ambiente acido. Così dicasi dell''Aspergillus terreus che si presenta di un bel colore rosso corallo.
      Non a caso ho citato la variazione di colore secondo il pH del mezzo, ovvero se si è in presenza di sostanze basiche (come la soda, il bicarbonato ecc.) oppure acide (come l'aceto, il limone ecc.) perché in questo caso la scelta del colorante da impiegare per tingere un filato diviene un po' più problematica. Un'altra variabile da considerare è il tipo di liquido da impiegare per estrarre il clorante dal fungo in esame. Si può supporre ad esempio che coloranti estraibili con semplice acqua siano poi meno resistenti al lavaggio, rispetto a quelli estraibili con alcool o con solventi ancora meno polari. Nella pressoché totalità dei casi, quindi è consigliabile effettuare l'operazione di tintura in presenza di altre sostanze chimiche chiamate "mordenti" o "mordenzanti" che facilitano la fissazione del colore sul filato o tessuto (lana, seta, cotone, lino) e migliorano la resistenza ai lavaggi. Fra questi, i più comuni sono sali di ferro, rame, alluminio. Da tenere presente però che i mordenzanti possono cambiare notevolmente il colore di base e, nella migliore delle ipotesi, ne smorzano più o meno la brillantezza. Mi fermo qui per non fare un poema: comunque, in caso di interesse, sono disponibili diverse ricette, più o meno applicabili in funzione della reperibilità degli ingredienti, in cui, tanto per cominciare, in luogo dei coloranti di sintesi, si potrebbero sperimentare quelli estratti dai funghi e vedere....l'effetto che fa!

      Ciao a tutti,

      Renzo.

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  5. La forza della condivisione! E' interessante, e sempre arricchente, vedere che chi ha qualcosa da dire lo "regala" agli altri, come in questa occasione, in cui Renzo, chimico di professione, si è speso addirittura in un "trattato", o come altri hanno già fatto precedentemente. Ogni commento arricchisce il blog, già ottimamente confezionato, e ciascuno di noi lettori: basta un'indicazione di approfondimento (Mi piace ricordare che è famoso il "Pisolithus arhizus" (ricordato da un breve articolo sul "Bollettino del Gruppo Micologico G.Bresadola" n°1-2 / 1976 / pag.19-20, ivi chiamato "Pisolithus tinctorius") per le sue antiche proprietà tintorie sulla lana che conferivano un colore ocraceo al tessuto), una battuta (Chi ha detto che non si possono mangiare? I funghi sono come le belle ragazze ... si possono sempre mangiare con gli occhi ! ! ! – oppure: Ora che ha smesso di piovere, voglio fare anch'io altrettanto, un bel giro nei boschi per cercare la "Trota silvicola" che sicuramente, con tutta quest'acqua, sarà spuntata in qualche sito. Sarà la nuova specie da aggiungere ai ritrovamenti "micologici".
    Diventerò famoso anch'io !), un apprezzamento e un riferimento alle proprie passioni (Questo post è meraviglioso! A me che i funghi piace anche coltivarli partendo da esemplari selvatici questa notizia non può che dare importantissimi stimoli) per capire quanta ricchezza c’è in ciascuno di noi che val la pena di regalare a chi legge.
    Luciano

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  6. Grazie a tutti per i commenti piacevoli e molto tecnici.
    Ho rischiato un pò inserendo questo post ma alla fine l'idea è stata vincente. Moltissime le letture e di conseguenza i commenti e le condivisioni. Non avrei mai pensato di scatenare tanto interesse.
    Grazie a tutti e grazie ai funghi!
    Stefano

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  7. a proposito di funghi coloranti... pensa al vecchio nome di Pisolithus arhizus. Si chiamava Pisolithus tinctorius, la polvere sporale veniva usata per tingere le stoffe. In particolare la stoffa per il saio dei frati francescani ( minori e cappuccini )era tinta con questo fungo. Non ho ancora provato a utilizzarla, da noi purtroppo non è più molto comune, i pochi esemplari ora finiscono in mostra. (una volta invece se immaturi finivano in padella.)
    Ciao Maria Antonella

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    1. Grazie anche a te per il contributo!
      ciao
      stefano

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  8. Love your site, and I too, dye with mushrooms and fungus....i live on a dmall islamd off the west coast of canada, and we have many varieties, and i sell wool and silks i dye wi fungus, and mushrooms...

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  9. thanks for your comment and for you information.
    Ciao
    Stefano

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