lunedì 17 marzo 2014

Genere Lycoperdon

                       Dispersione delle spore da un Lycoperdon                © Jerry Pieri
E i lupi cosa c’entrano?

È da oltre un anno che cerco di preparare un articolo nello stile di AdM (AppuntidiMicologia), semplice, breve e accattivante per inquadrare i Gasteromiceti (funghi la cui parte fertile è contenuta, almeno inizialmente, all'interno di una membrana), ma per la “vastità” dei generi appartenenti a tale ordine, il post non è mai decollato, perché mi lasciava sempre insoddisfatto.

Così ho deciso di presentare uno dei generi più semplici, grazie al fatto che tutti trovano i funghi che gli appartengono: i Lycoperdon. Volgarmente vengono chiamati Vesce, come tutta una serie di funghi di altri generi che hanno forma più o meno sferica e che contengono al loro interno le spore.

La parte esterna dei  Lycoperdon è una sorta di membrana (peridio) che contiene una polpa biancastra formata da spore ed altre strutture cellulari (gleba). Tutti presentano una sorta di "gambo", meglio definibile come pseudostipite, più o meno evidente a seconda delle specie.

                  Lycoperdon perlatum           ©  L. Ponzoni
Con la maturazione delle spore, la gleba cambia consistenza e colore, fino a diventare, con l’essiccazione, polvere che si disperde abbondantemente, fuoriuscendo da un “orifizio” o per frattura, sotto forma di nube.

Tutto il genere è ritenuto commestibile, ma solo a condizione che la consistenza della gleba risulti soda e il colore interamente bianco. Occorre prestare attenzione per non confondere i Lycoperdon con i funghi del Genere Scleroderma (tossico), il cui peridio è molto duro e rigido (sclero= rigido) e che al taglio emanano un forte odore simile a quello del gas illuminante.

                  Lycoperdon echinatum             © J. Maly'
Le principali specie appartenenti al genere sono: Lycoperdon pyriforme, Lycoperdon perlatum, Lycoperdon echinatum, differenziabili tra loro per dimensioni, forme, colore ed ornamentazioni.

Presenti in boschi di latifoglia e conifere, crescono ubiquitari, dalla pianura fino oltre i 2000 m di quota, terricoli o su detriti legnosi e tronchi marcescenti.

L’etimologia del nome Lycoperdon deriva dall’unione di due termini greci: lúkos (λύκος) = lupo e pérdomai (πέρδομαι) = petare, cioè "peto di lupo", vuoi per una certa somiglianza nel modo di disperdere i propri prodotti interni...


Ecco perché  i lupi... c’entrano!
Stefano Balestreri
Attenzione: Polmonite allergica  o "Lycoperdonosi”
Chi soffre di allergie alle vie respiratorie deve fare attenzione, perché quando la gleba diventa pulverulenta, esercitando una pressione sul corpo fruttifero, questa viene espulsa sotto forma di getto polveroso facilmente inalabile. La lycoperdonosi è una bronchioalveolite acuta su base allergica non dovuta a produzione di alcuna micotossina che può seguire ad un'inalazione di spore del genere Lycoperdon. (fonte Wikipedia)

Grazie agli amici Jerry Pieri e Jaroslav Maly' sempre disponibili a "prestarmi" foto e rendere sempre più bello AppuntidiMicologia.

Un ringraziamento speciale e di cuore all'Amico Luciano Ponzoni, paziente e premuroso, le cui correzioni e osservazioni sono pennellate di colore per tutti i post!

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Marzo).Genere Lycoperdon Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/03/genere-lycoperdon.html

9 commenti:

  1. La prima è una foto invidiabile! Straordinariamente bella nelle forme e nei colori.
    In merito ai ringraziamenti apparsi in fondo al post, dico: - Stefano, che esagerazione!
    C'è il mio contributo perché c'è il blog, il tuo blog. Lo sai che mi fa piacere leggerti in anteprima e, da buon amico, mi capita di rivisitare qualche frase o di darti qualche suggerimento, comunque non micologico. Sia chiaro che l'esperto sei tu!
    Grazie
    Luciano

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    1. Grazie, ma te lo meriti.
      Concordo pienamente: l'esperto sono io....modestamente ;-)
      A te le pennellate!

      Stefano

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  2. Purtroppo la prima foto non è perfetta: il fungo "petante" è mosso all'apice, me ne sono reso conto solo ultimamente, ormai resta così.
    Onoratissimo di contrbuire nel mio piccolo a questo interessantissimo lavoro di Stefano.
    Grazie mille anche da parte mia.
    Jerry

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    1. Non è possibile cogliere l'attimo della rottura del peridio e della spontanea prima abbondante uscita delle spore.
      Con un bastoncino o un sassetto si risolve il problema colpendo il fungo.
      Io ho provato diverse volte ad immortalare l'attimo, ma sempre con risultati limitati. Se il fungo le sembra mosso all'apice (ma con questa risoluzione della foto non si capisce) è la logica conseguenza di un urto che ha reso comunque questa foto unica!
      Complimenti.

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  3. As always – such useful and well presented information Stefano…. I became quite enamored of Lycoperdon when it appeared that no other mushrooms would appear for me my entire first summer hunting fungi! Despite the drought – these faithfully appeared…. though, for the most part – I was still too ‘timid’ to eat them… This year – I am much looking forward to the abundance and variety of these beautiful fungi – which I fully intend to eat in as many ways as possible… I wonder – are there preferred methods or particular recipes you or others might suggest? Does anyone have a recipe for pickling or preserving them by marinating?

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    Risposte
    1. Patricia: Thank you, you're always very kind.
      Rightly as you say these fungi can grow in large numbers, if the season is right it can catch many.
      I've never eaten them, but friends cook them in a pan fried slices.
      As soon as I find an original recipe the public on the blog.
      Ciao!
      stefano

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  4. E' vero i lupi c'entrano! A parte l'etimologia del nome, in Piemonte dove a suo ho lavorato (Ossola) quei gasteromicetio venivano chiamati "pet dal loup" o "pet del lou" mangiandosi anche l'ultima consonante. "Peto del lupo" si direbbe, tradotto in italiano. E c'è da scommetterci che è da questa espressione, o qualcosa di simile, che è poi derivata quella latina. In fin dei conti la cosiddetta saggezza popolare è nata, a mio parere, alquanto prima di quella degli studiosi.
    Ciao, Renzo

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