lunedì 28 aprile 2014

Geopora sumneriana

                           Geopora sumneriana       © Dante Rocconi
Primavera. Passeggiando per parchi e giardini spesso non lo notiamo, proprio per la sua natura, ma potrebbe essere presente.

In questo periodo basterebbe sedersi su una panchina posta sotto un bell’esemplare di Cedrus (atlanticus, libani o deodara) e guardarsi intorno attentamente: qualcuno di questi funghi potrebbe apparire davanti ai nostri occhi.


                      Cedrus atlantica      fonte Wikipedia

Questo interessante ascomicete primaverile vive simbionte con i Cedri, piante largamente presenti per la loro imponenza e bellezza nei parchi e nei giardini che hanno una certa estensione, spesso elementi decorativi di ville d’epoca, oggi di proprietà pubblica in tanti paesi.

Geopora sumneriana affiora superficialmente (ecco perché si fatica a vederlo) dal terreno reso morbido dalle piogge e dalle temperature primaverili. 

Precedentemente il nome era Sepultaria, inquadrandolo perfettamente per il suo “stile di vita” semi-ipogeo.
Ha forma sferica con dimensioni di 5-6 cm.
Geopora sumneriana   © Dante Rocconi
Nel momento della maturazione si apre superiormente, fratturandosi a stella e mettendo in luce l’imenio biancastro che lo rende visibile nel terreno. 
Nelle prime fasi della fessurazione si può notare la presenza di una rada cortina che si perde con la completa apertura dell’apotecio.

L’apotecio ha  “parete” spessa e carnosa, con la parte esterna finemente feltrata; anche se ripulita dal terreno, mostra un colore brunastro che lo mimetizza perfettamente.

Cresce gregario, fitto ed in gran numero. 
Non è commestibile, ma le belle forme che assume fratturandosi ed aprendosi valgono certamente un poco della nostra attenzione: la Natura dona a tutte le sue creature un tocco particolare che sta ai nostri occhi scoprire e gustare.

L’etimologia del nome Geopora deriva dal greco geos (terra) e pòros (poro), descivendone perfettamente la sua natura, e sumneriana, poiché dedicato al micologo D. R. Sumner.

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Aprile).Geopora sumneriana Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/04/geopora-sumneriana.html

11 commenti:

  1. Lorenzo di Monza28 aprile 2014 09:38

    "Mi ritorni in mente"... dimenticando Battisti, queste foto mi hanno fatto ricordare che due o tre anni fa, al parco, ho raccolto proprio questo fungo.
    Portato a casa l'ho disseminato sotto un cedro deodara nella speranza di vederne successivamente spuntare qualche esemplare.
    Non è stato così.
    In passato avevo letto che praticando un taglio alla base o su fessure esistenti di robinie ed inserendovi le spore, si potevano riprodurre famigliole di chiodini ed altro.
    In che cosa ho sbagliato?
    Grazie
    Lorenzo

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  2. Ciao Lorenzo, non è facile seminare spore, ci pensa madre
    natura x i chiodini è facille su rubinia fai un po di tagli metti
    delle lamelle di chiodino copri con segatura bagnata e
    aspetti .Il procedimento che hai fatto era giusto




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    Risposte
    1. Lorenzo di Monza28 aprile 2014 14:25

      Grazie Emilio. Il prossimo autunno vedrò di mettere in pratica il tuo consiglio.
      Chiodini e perché no .... ?! Piopparelli ! ! !
      Sono la mia passione.
      Lorenzo

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  3. Non entro in merito a questo dibattito, lo ammetto non sono all'altezza!
    Vi posto qui un link interessante per iniziare a darsi da fare: http://coltivarefunghi.blogspot.it/

    Continuate pure! :-)
    Grazie
    stefano

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  4. I metodi descritti "potrebbero" funzionare ma non danno alcuna garanzia di successo. Soprattutto i chiodini non sono così facili da gestire... Il link indicato da Stefano rimanda a un forum molto ben gestito e popolato da centinaia di appassionati alla coltivazione domestica dei funghi. E poi ci penserei bene ad "infettare" con i chiodini delle piante sane... sarebbe meglio utilizzare tronchi...
    Gabriele

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  5. Il sig. Gabriele pone un problema che mi incuriosisce...!
    Non è scontato che ci siano risultati... e questo può essere ovvio se non si ha qualche precedente esperienza; ma la frase sui chiodini: "...non sono così facili da gestire..." mi fa pensare ad una potenziale situazione che può sfuggire di mano ("Jurassic Park" docent!).
    Utilizzare dei tronchi vuol dire posizionarli in zona umida e fresca per poi "inseminarli" con spore di funghi saprofiti.
    La robinia di cui parla Lorenzo di Monza, è una pianta pressoché infestante, il cui massimo sviluppo si ha in 50 anni. E' quindi pianta a ciclo rapido e visto la sua abbondanza nelle nostre campagne, fossi e strade rurali, infettarne qualcuna per scopi culinari è a mio parere accettabile.
    Restano da fare i conti con l'oste....
    Una volta che la pianta ci donerà i suoi frutti, ci sarà sempre qualcuno che li raccoglierà prima di noi ! ! !
    C'est la vie.
    Dante

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    Risposte
    1. Credo lei abbia ragione per molti aspetti. La frase sui chiodini si riferisce al fatto che non è facile la loro coltivazione su substrati appositamente predisposti come avviene per altri funghi saprofiti. Sappiamo poi che si tratta di un fungo parassita che tende ad espandersi anche per chilometri portando alla morte le piante più deboli.
      Per i tronchi vorrei solo precisare che l'inoculo non viene effettuato con il materiale sporale ma direttamente con il micelio coniugato ottenuto per propagazione da carpoforo. In pratica una specie di talea traslata alla micologia.
      Qui nasce una competizione tra i micofagi che tenderebbero a sacrificare la robinia e gli apicoltori che invece fanno grande affidamento su di essa... Ovviamente uso un tono scherzoso perché immagino non si arriverebbe a scenari apocalittici.
      Gabriele

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    2. Gabriele, grazie per i tuoi contributi.
      Ciao
      stefano

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  6. Un grazie al sig. Gabriele per la precisazione.
    Mi rendo conto di quanto sia ampio l'argomento "coltivazione" e relative tecniche...! Credo che il gestore del Blog, Stefano Balestreri, con l'ausilio di persone esperte o quantomeno appassionate come lei, potrebbe arricchire tutti noi inoculandoci il "micelio coniugato" tramite blog. Ci illumineremo un po' di più su questo tema.
    Non nasceranno funghi nei nostri cervelli, ma probabilmente la passione si!
    Saluti, Dante

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    Risposte
    1. Caro Dante,
      hai lanciato il sasso.
      Vedrò, in qualità di "Gestore" di raccogliere qualcosa di buono per tutti gli appassionati lettori. ;-)
      Ciao
      stefano

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  7. Buonasera,
    mi inserisco in questa discussione per chiedere un consiglio riguardo a questo fungo. In breve: abbiamo da poco comprato casa e nel giardino c'è un cedro. Ultimamente sotto l albero, per un raggio di 10 m circa, sono nati moltissimi funghi come questi. Noi però abbiamo un bambino di un anno che giocherà sempre di più in giardino e , crescendo, sarà sempre più autonomo...non vorrei che pasticciasse coi funghi, ma anche vietandoglielo, sappiamo come sono curiosi i bambini e potrebbe benissimo capitare... per cui vorrei riuscire ad eliminarli in qualche modo! È possibile riuscirci o è una vera impresa? Grazie mille in anticipo
    Giulia

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