lunedì 26 maggio 2014

Funghi del Monte Barro

“Alla scoperta dei Funghi del Monte Barro”




Ho avuto la fortuna di avere tra le mani questo bel libro durante il 137° incontro di microscopia micologica, organizzato dal Gruppo micologico A.M.B. “Monte Barro” di Galbiate, un’occasione molto ghiotta per ascoltare la relazione su “Le Boletaceae” a cura di Giampaolo Simonini.
Tra il materiale fornito per la giornata di studio era inclusa anche questa pubblicazione, ristampa aggiornata e integrata da numerose nuove specie (70) rispetto alla precedente edizione del 2002.
L’anima di questo lavoro è stata la collaborazione tra i Gruppi micologici A.M.B. “Monte Barro” di Galbiate e “Brianza” di Rogeno, mentre il Parco si è fatto carico dell’impegno economico per la stampa. Il libro è stato presentato ufficialmente il febbraio scorso.
Perfette le dimensioni ed i contenuti che fanno di questa pubblicazione un interessante manuale da campo, da portarsi comodamente nello zaino durante le escursioni nel parco. In tutto, 290 pagine riccamente illustrate, frutto di un’intensa attività di ricerca, grazie alla quale sono state censite sui versanti del Monte Barro oltre 600 specie di funghi, contro le poco più di 300 censite nel 2002.
Questi dati dimostrano la consistente varietà di funghi presente in questo luogo e l’alto grado di biodiversità, la cui salvaguardia è tra gli obiettivi primari del Centro FloraAutoctona (CFA) che il Parco gestisce per conto della Regione Lombardia.
Mi piace pensare che la bellezza ed i contenuti di quest’opera siano il coronamento dell’intensa attività dei soci che collaborano con il Parco organizzando, da oltre 13 anni, uscite, serate a tema, corsi propedeutici, seminari, simposi e mostre. In questo modo la Micologia contribuisce notevolmente, con tutto il suo fascino, nel perseguire obiettivi associativi per una cultura ecologica che educhi alla tutela degli ecosistemi naturali.

Il prezzo di copertina è di € 10.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Funghi del Monte Barro Estratto da AppuntidiMicologia © 
http://www.appuntidimicologia.com/2014/01/fungh-del-monte-barro.html

lunedì 19 maggio 2014

Coprinus micaceus

o Coprinellus micaceus

                                         Coprinus micaceus                       © Emilio Pini
È spesso ricoperto da granelli piuttosto fini, simili a quelli dello zucchero.
Da questa particolarità, il nome della specie: micaceus, dal latino micare, che significa brillare, in riferimento alla mica, gruppo di minerali dall'aspetto brillante.

Questi funghi crescono normalmente in grandi colonie nei parchi urbani e nei boschi, alla base di alberi o in prossimità di ceppaie in decomposizione. A volte ci ingannano facendoci credere di spuntare dal terreno, invece un legno sepolto è sempre il loro substrato di crescita.

Anche se alcuni fanno capolino già alla fine dell’inverno, sono funghi a comparsa primaverile e proseguono il loro periodo di crescita fino all’autunno inoltrato.

Si sviluppano con grande rapidità ed altrettanto rapidamente spariscono per via della carne esigua ed altamente deperibile.

Il cappello è inizialmente cilindrico, in seguito campanulato (fino a 4-5 cm) espanso con striature e fessure radiali. 

Il colore va dal biancastro al miele-ambra con sfumature violacee prima della completa deliquescenza, caratteristica dei coprinus  in genere.

L’imenio è formato da lamelle fitte, da bianche a nere deliquescenti, non aderenti al gambo; le spore in massa sono nero-brune. 
Il gambo è bianco, cilindrico, liscio e vuoto, lungo fino a circa 10 cm..
L’odore è nullo, a volte leggero, di humus.

La commestibilità non è accertata e comunque si consiglia l’astensione dal consumo. 


A questa descrizione “macroscopica” corrispondono anche Coprinus truncorum e Coprinus saccharinus, anch’essi appartenenti alla sezione Micacei, le cui differenze possono essere individuate esclusivamente con l’ausilio della microscopia.


* Grazie a © Emilio Pini per le immagini

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Coprinus micaceus Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2014/05/coprinus-micaceus.html

giovedì 15 maggio 2014

Corso Micologo Regione Friuli Venezia Giulia


 CORSO DI FORMAZIONE MICOLOGI AI SENSI DEL DM 686/96


Anche in Friuli Venezia Giulia verrà organizzato un corso per la formazione di nuovi Micologi.

DESTINATARI:
• Operatori preposti alla vigilanza ambientale;
• Titolari o dipendenti di imprese private che operano in campo micologico con attività di condizionamento e/o confezionamento di funghi epigei spontanei;
• Soggetti che desiderino intraprendere la libera professione in ambito micologico come consulenti;
• Personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl;
• Soggetti appartenenti ad associazioni micologiche e privati cittadini che intendano formarsi nel settore specifico.

ARTICOLAZIONE E DURATA DEL CORSO:
Il corso, a carattere teorico-pratico e dalla durata complessiva di 280 ore di cui 140 di pratica, è articolato in due sessioni annuali. La frequenza necessaria, ai fini della ammissione alla valutazione finale, prevede una partecipazione non inferiore al 75% delle ore previste presso ciascuna sessione del corso.

CONTENUTI DEL CORSO:
Il programma del corso terrà conto sia delle materie previste dal DM 686/96 che delle nuove direttive sulla formazione micologi decise dall’apposita commissione istituita presso il Ministero della Salute che andranno, tra breve, a modificare il decreto sopracitato.

I° Sessione - Calendario 2014
Luglio 4° sett. Da lunedì 21 a venerdì 25
Settembre 2° sett. Da lunedì 8 a venerdì 12
Settembre 4° sett. Da lunedì 22 a venerdì 26
Ottobre 3° sett. Da lunedì 13 a venerdì 17

n. 20 giornate TOT. 140 ore

II° Sessione - Calendario 2015
Maggio 1° sett. Da lunedì 4 a venerdì 8
Luglio 4° sett. Da lunedì 20 a venerdì 24
Settembre 2° sett. Da lunedì 7 a venerdì 11
Settembre 4° sett. Da lunedì 21 a venerdì 25

n. 20 giornate TOT. 140 ore

DOCENTI:
Angelini Claudio (Micologo-Veterinario) ASS 6 Friuli Occidentale - Pordenone
Floriani Marco (Micologo) Gruppo Micologico G.Bresadola -Trento
Palumbo Davide (Micologo - Biologo) Libero professionista - Bologna
Sitta Nicola (Micologo - dr. In Scienze naturali) Libero professionista - Bologna

ATTESTATO DI MICOLOGO
Ai partecipanti che avranno regolarmente frequentato le due sessioni del corso e superato le prove finali, la Regione Friuli Venezia Giulia rilascerà l’attestato di micologo. I loro nominativi verranno inseriti nell’apposito registro regionale e comunicati al Ministero competente per la pubblicazione nell’albo nazionale.

SEDE DEL CORSO:
CESFAM
Centro servizi per le foreste e le attività della montagna
Piazza XXI-XXII luglio, 6 — 33026 PALUZZA (UD)

COORDINATORE DEL CORSO:
Dott. Claudio Angelini :Cell. 335-258795 claudio_angelini@libero.it

La struttura offre anche la possibilità di vitto ed alloggio per i partecipanti a prezzi modici e che verranno comunicati successivamente agli iscritti.



lunedì 12 maggio 2014

Lasagne con i Marzuoli


Ancora i Marzuoli protagonisti, ancora una ricetta.

Potrei definirla “la ricetta totale”, perché, al di là di questa, preparata e inviatami dall’amico Angelo Pelliconi, fungaiolo modenese, le lasagne sono un piatto che si sposa perfettamente con diverse specie di funghi.

In questo periodo primaverile, quindi, potremmo tranquillamente associare le lasagne alle Morchelle, ai Prugnoli (Calocybe gambosa), ai prataioli (Agaricus arvensis) o ai coltivati Champignons (Agaricus bisporus). Andando in là con le stagioni, ecco le lasagne ai porcini (Boletus aestivalis, Boletus edulis, Boletus aereus e Boletus pinophilus). Da non dimenticare assolutamente l’utilizzo abbondante dei Gallinacci (Cantharellus cibarius).

Ed ora la ricetta di Angelo, una “primizia” da proporre nel corso dell’anno proprio con i Marzuoli che, fidatevi, sono ancora pronti a spuntare in quota, in qualche angolo fresco del bosco.

Lasagne con i Marzuoli (Hygrophorus marzuolus)

Ingredienti

Per il trifolato:
500 gr di marzuoli;
1 spicchio d'aglio, prezzemolo, olio E.V.O., sale e pepe q.b.

Per le lasagne:
200 gr di farina;
2 uova

Per la besciamella:
750ml latte, 50gr farina, 50 gr burro, noce moscata, sale, pepe q.b.

Per la farcitura:
parmigiano grattugiato, 1 mozzarella, burro, funghi marzuoli trifolati e besciamella


Preparazione
In una capace padella mettiamo un goccio di olio E.V.O., uno spicchio d'aglio, scaldiamoli e aggiungiamo i funghi lavati e tagliati a pezzi; cuociamo a fuoco alto e mescoliamo fino ad esaurimento dell’acqua di vegetazione, poi togliamo l’aglio, aggiungiamo sale pepe e un po’ di prezzemolo tritato fresco. 

Mettiamo a riposo la trifolatura per utilizzarla in seguito.


Prepariamo ora le lasagne con le uova e la farina, lasciamo riposare e nel frattempo predisponiamo una besciamella cremosa con la farina, il burro, il latte tiepido, una grattatina di noce moscata, il sale e il pepe. 

Tiriamo la pasta in losanghe sottili e scottiamola in acqua bollente con l'aggiunta di un cucchiaio d'olio e sale, quindi stendiamola su un canovaccio ad asciugare.

Prendiamo uno stampo da forno, ungiamolo con un po’ di burro e in ordine mettiamo: pasta, funghi, besciamella e qualche tocchetto di mozzarella, facciamo 2 o 3 strati a piacere. 

Spolveriamo l’ultimo con pane grattugiato, parmigiano e qualche fiocco di burro.

Inforniamo per 30-40 minuti a 180 gradi.


Buon appetito!!!!!!
* Grazie ad Angelo per la ricetta e le immagini© .
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Lasagne con i Marzuoli Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/05/lasagne-con-i-marzuoli.html

lunedì 5 maggio 2014

Genere Mycena

                                                     Mycena amicta                            Bruno De Ruvo ©
Un’impostazione diversa per il seguente, bellissimo post, scritto da Gianni Robich, grande esperto di questo interessantissimo Genere. Infatti egli vanta una vita di studio approfondito sul genere Mycena, la pubblicazione di una monografia (Mycena d’Europa) e tantissime pubblicazioni a carattere scientifico sulle “micene”... come le chiama lui.
Tempo fa gli ho chiesto un contributo per AppuntidiMicologia per aiutarci a conoscerle meglio. Un post non troppo lungo e soprattutto semplice, scritto per neofiti e per chi vuole avvicinarsi alla micologia. Poco dopo mi ha risposto manifestando il dubbio su cosa scrivere in poche righe.
Il suo dubbio è diventato un perfetto articolo che spiega la bellezza e le difficoltà dello studio di questo Genere, condensando nella sua risposta trent’anni di impegno per conoscerlo. Personalmente apprezzo il suo scritto, ma ancor più sarà apprezzato dai numerosi lettori di AppuntidiMicologia che avranno lo spunto per iniziare ad appassionarsi a questi piccoli, affascinanti funghi.
Grazie.

Caro Stefano,
ho tardato a rispondere alla tua lettera non per un atto di scortesia, ma per riflettere bene a quanto mi hai chiesto alcuni mesi fa e cioè preparare uno scritto su “micena” da pubblicare sul tuo “AppuntidiMicologia”, qualcosa di non impegnativo, quasi una curiosità (vado a memoria). Io, forse avventatamente, ho acconsentito, purché mi lasciassi un poco di tempo, visto che da pensionato sono più impegnato di quando ero al lavoro.


                                            Mycena inclinata                           L. Ponzoni ©
Ho riflettuto molto nella stesura di un breve scritto, qualcosa che possa attirare l'attenzione del lettore e che non sfiori la parte scientifica, generalmente, questa, non propriamente attraente per il raccoglitore della domenica o per l'interessato a funghi più appariscenti nelle forme e nelle misure, o più sostanziosi (quest'ultimo aggettivo nel senso di funghi interessanti e nutritivi, appurato che gran parte degli appassionati micologi va per funghi per appagare la vista, la conoscenza e perché no, anche il palato). Per quanto attiene la vista ed il palato le “micene” non suscitano grande attrazione, anzi, oserei affermare che vengono sistematicamente ignorate (come d'altronde io mi comporto nei riguardi di tutto quanto non è di mio gradimento, in breve, di tutti gli altri funghi).
Nelle brevi passeggiate alla ricerca di “micene” (sfiora quasi i trent'anni il mio impegno verso questi piccoli funghetti) ho cercato di attirare l'attenzione di qualche raro, occasionale, accompagnatore e fargli osservare, con la lente, alcuni caratteri che sembrano insignificanti o non percettibili con la sola vista. Ma l'attenzione da parte del mio accompagnatore durava molto poco.
      Mycena leptophylla    G. Robich ©

Pertanto, cosa posso scrivere di queste piccole entità che sembrano fare di tutto per non attirare l'attenzione? 
A parte qualcuna, in verità poche, con cappelli piuttosto appariscenti (si fa per dire, visto le loro misure), di colore rosso, bianco, giallo, le altre si presentano con cappelli bruni o grigi in toni più o meno marcati, fra di loro mescolati, con o senza riflessi, sfumature e tonalità gialle, avorio, verdi, blu, rosse, ecc. 
E cosa posso dire di quelle “micene” che appena uno le tocca o inavvertitamente le prende in mano, si trova con le dita appiccicose per la presenza sul gambo e sul cappello di uno strato di materia gelatinosa più o meno spessa? 
Alle volte questo strato è talmente spesso da poterlo staccare dal gambo con le dita. 
Una curiosità di queste “micene” è che anche l'orlo delle lamelle è coperto da un sottile strato di materia glutinosa. È possibile, in questo caso, staccare il filo di glutine dall'orlo servendosi di un semplice ago. Operazione, questa, che si rende necessaria per osservare al microscopio i cheilocistidi, poiché con l'asporto, il filo di materia glutinosa porta con sé anche i cheilocistidi. Penso sia superfluo segnalare che l'osservazione di questi cistidi al microscopio può presentare qualche difficoltà.


       Mycena galopus    G. Robich ©
Che altro dire se non che alcune “micene” emettono un liquido più o meno acquoso alla frattura o al semplice tocco? 

Un liquido che può essere di colore bianco, giallo, rosso e rosso-bruno, secondo la specie, e si evidenzia prevalentemente con la frattura del gambo o del cappello. 
Il raccoglitore attento, colui che osserva nei particolari il fungo prima di raccoglierlo, non mancherà di notare una eventuale piccola chiazza sul cappello di una di queste specie con lattice, una piccola alterazione di colore dovuta al tocco di un insetto o di un filo d'erba. Andando per ”micene” mi servo sovente di un ago, che non manco mai di portarmi appresso insieme alla lente ed attrezzi vari, e che uso quando sono nel dubbio di trovarmi in presenza di una Mycena con lattice. 
È sufficiente pungere il cappello o il gambo per osservare la gocciolina di liquido che ne scaturisce.

Caro Stefano, che altro dire di non strettamente scientifico e non impegnativo su questi piccoli funghi che possa interessare il lettore di “AppuntidiMicologia”?
Ciao
Gianni Robich
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Genere Mycena .Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2014/05/genere-mycena.html

giovedì 1 maggio 2014

Expo 2015

Aspettando EXPO...



 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” è il tema di EXPO 2015 che tra un anno esatto aprirà i battenti al mondo intero.
Riprendo interamente dal sito dedicato quella che è a tutti gli effetti una dichiarazione d’intenti, anzi una vera e propria scommessa e promessa nei confronti dell’umanità.

“È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?
Con questa domanda si apre la sfida dell’Esposizione Universale di Milano 2015.
Il Tema di Expo Milano 2015 si propone di affrontare il problema della nutrizione per l'Uomo, nel rispetto della Terra sulla quale vive e dalla quale attinge le sue risorse vitali ma esauribili.
Alimentazione, sostenibilità, ricerca e sviluppo sono i focus su cui si concentra l'Evento per trovare il modo di garantire cibo e acqua a tutta la popolazione mondiale. Ad Expo Milano 2015 i Paesi Partecipanti portano le loro competenze nei settori dell'agricoltura, della produzione industriale, del commercio dei prodotti e della ricerca scientifica. Prendendo spunto da queste expertise, lo scopo è quello di trovare dei modelli di sviluppo per assicurare a  tutta l'umanità un'alimentazione buona, sana e sostenibile capace di tutelare la biodiversità indispensabile per la salute del Pianeta.
Expo Milano 2015 non si conclude il 31 Ottobre 2015. Il risultato del semestre di lavori, incontri, seminari lasceranno come legacy il know-how in grado di ottimizzare la catena alimentare proponendo nuove prospettive, riducendo gli sprechi, aumentando la sicurezza alimentare e recuperando il valore nutrizionale del cibo.”

AppuntidiMicologia, con tutti i suoi limiti, cercherà di far conoscere gli eventi di rilievo che si succederanno da qui all’apertura dell’esposizione il primo maggio 2015, perché i funghi hanno un ruolo fondamentale per la nutrizione del Pianeta.

Basti pensare che senza alcuni lieviti e muffe non ci sarebbe il pane, il vino, alcuni formaggi e la birra ...giusto per citare alcuni “piaceri della vita”. Allo stesso modo occorre riflettere su quali rischi ci possono far correre alcuni funghi, da quelli mortali (Amanita phalloides, Amanita verna ecc) a quelli parassitanti intere colture agricole (Ustilago maydis e Clavyceps purpurea) con conseguenze nefaste sui raccolti. Non da ultimo, serve essere informati sulla contaminazione alimentare da Aflatossine: micotossine, cancerogene, prodotte da Aspergillus.

Per i prossimi 365 giorni le iniziative e gli eventi si moltiplicheranno per preparaci a vivere la grande esposizione universale: seguiamole insieme sul sito ufficiale di EXPO2015 e sulle principali pagine dei Social Network.


Buona attesa!
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Expo 2015 Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/05/expo-2015.html
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...