martedì 3 giugno 2014

Boletus luridus

                                        Boletus luridus                         ©  Jaroslav Malý
Lurido?  Non ha certo un nome di cui vantarsi, ma appena cresciuto è bellissimo nei suoi colori e perfettamente pulito.

     Basta un semplice tocco....  ©  L. Ponzoni
Poi basta un semplice tocco, un filo d’erba mosso dal vento che lo sfiora o il trasporto nel cesto che l’aspetto di questo boleto si modifica fino a sembrare sporco.

Il Boletus luridus è il capostipite della vasta sezione “Luridi” di cui conosciamo già, in quanto precedentemente descritto, il Boletus erythropus

Vediamo le principali caratteristiche cromatiche, anche se non sono certamente determinanti per il riconoscimento.

Il cappello può arrivare ai 20 cm di diametro, è finemente feltrato, giallo ocra con tonalità olivastre, velato di aranciato e con aloni talvolta rosati. 
L’imenio è costituito da tubuli giallo-olivastri che al tocco virano al blu. I pori sono molto fini, giallo-aranciati-rossastri, poi rosso sangue fino al brunastro negli esemplari ormai maturi, colore, quest’ultimo, delle spore in massa.

                    Una bella raccolta di B. luridus              © A. Boffelli
Il gambo, che può raggiungere dimensioni di 15 cm di altezza per 5 di diametro, è giallo alla sommità, aranciato-rossastro più giù e porpora-vinoso alla base. Inoltre risulta ornato da un evidente reticolo rossastro-brunastro, a maglie strette nella parte alta, più allargate verso il basso. 
È questa una delle caratteristiche che lo distingue sicuramente dagli altri componenti della  sezione dei Luridi.

La carne è gialla, tranne che alla base del gambo, dove è di color rosso-vinoso, lo stesso che si trova sulla superficie dei pori nel punto in cui i tubuli (imenio) sono attaccati al cappello.
Quest’ultima particolarità può essere la seconda traccia per determinare il nostro.

Colore della carne a contatto coi tubul © A. Boffelli
Il luridus ha crescita ubiquitaria, ma predilige terreni calcarei e foreste calde. In questo periodo lo possiamo trovare anche nei parchi cittadini.

All’assaggio la carne ha sapore dolce, ma per la commestibilità occorre effettuare una lunga cottura, come per Boletus erythropus.

Attenzione comunque, perché pare che abbia causato spiacevoli inconvenienti a qualche consumatore, per cui personalmente ne sconsiglio il consumo.

Dopo averlo “palpeggiato” per studiarne tutti i caratteri, potremo finalmente vedere la terza caratteristica distintiva di questo boleto, l’effetto "dirty", cioè la sua marcata “trasfigurazione”.

*Grazie ad Alessandro Boffelli, Jaroslav Malý e Luciano Ponzoni, sempre disponibili ad abbellire AppuntidiMicologia con i loro stupendi scatti.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Maggio).Boletus luridus Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/06/boletus-luridus.html

6 commenti:

  1. Ricordo con nostalgia le mie prime uscite alla ricerca di funghi ...!
    Un mondo misterioso ricco di fiabe, leggende e tabù.
    Il B. luridus è un boleto che non sapevo determinare ... Simile e per questo confondibile con altri dello stesso genere. Oggi, col passar del tempo non nasconde più misteri. La determinazione è facile se il nostro B. luridus non è deteriorato dall'età.
    Questo post ne evidenzia perfettamente le caratteristiche e le bellissime e dettagliate foto non lasciano dubbi ! !
    Una bella pagina di micologia utile per tutti gli appassionati!
    Dante

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  2. Grazie!
    Luridus non è mai un fungo facilmente determinabile, come del resto tutti i componenti del grande gruppo dei luridi e dei Boleti con "pori rossi".
    Ammetto che qualche volta mi "frega" per via della sua variabilità cromatica, ma non solo.
    Ciao
    stefano

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  3. Alberto di Biella4 giugno 2014 22:08

    Ho letto in un mio vecchio libro di funghi che il Boletus luridus si può confondere con il B. lupinus, B. queletii e B. satanas; ma io questi non li ho mai trovati.
    L'unico dubbio nasce quando non so se trattasi di un erythropus o un luridus specialmente quando sono giovani.
    Queste due ultime specie qui in Valsesia sono molto diffuse!
    Alberto

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    Risposte
    1. Grazie.
      dover rispondere a questo commento è più impegnativo che scrivere 5 post. Le differenza tra luridus ed erythropus sono la colorazione del cappello più bruno vellutata e l'assenza del reticolo in erythropus, che sono evidenti.già nei giovani esemplari. poi in luridus il coloredella carne del cappello sotto i tubuli.
      ciao
      stefano

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  4. Io sono calabbrese di Cosenza e nei miei boschi cerco solo i porcini che conosco bene!
    Quelli colorati non mi interessano .... ho moglie e 3 figli!
    Ciao
    Michele

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    Risposte
    1. Ciao!
      Ottima scelta.
      Non si sbaglia mai con i funghi che si conoscono bene...speremm!!!
      :-) :-) :-)
      Ciao!!!

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