lunedì 16 giugno 2014

Cattiva informazione


Ho una certezza: sono tante le persone che conoscono i funghi, ancora di più quelle che non li conoscono.

In quanti avranno “strabuzzato” gli occhi quando, durante la preparazione di una ricetta a “La prova del Cuoco” del 22 maggio scorso è stata data un’informazione sbagliata e pericolosissima?

Ecco il fatto: una delle coppie di sfidanti ha impiegato come ingrediente della ricetta esemplari di Gyromitra esculenta, scambiandoli per  “Spugnole” o Morchelle.


Gyromitra esculenta è un fungo responsabile della Sindrome Gyromitrica che si caratterizza per la comparsa di sonnolenza, contratture muscolari, anemia emolitica, danno al fegato e reni, dopo ingestioni ripetute e di notevole quantità.

Il fatto merita la massima attenzione, poiché evidenzia la superficialità con cui spesso è affrontato dai mass-media il pericolo conseguente al consumo di funghi.  

Questi episodi possono vanificare il lavoro di tanti che, come il sottoscritto, ogni giorno si occupano di micologia e prevenzione delle intossicazioni da funghi e che faticano non poco per informare il più alto numero di persone sui rischi che  corrono nell’ingestione di funghi non controllati

Naturalmente non si è stati alla finestra a guardare e si è provveduto a segnalare quanto accaduto al Presidente RAI, mettendo a conoscenza del fatto anche quegli operatori che hanno un ruolo importantissimo nell’informazione e nella promozione della salute.



Com’è potuto accadere? Probabilmente si è dato spazio allo spettacolo trascurando gli aspetti di sicurezza che un piatto di funghi richiede sempre per essere consumato, una leggerezza che va assolutamente evitata tutte le volte che ci accingiamo a mettere in padella questi straordinari frutti della terra.

Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Giugno).Cattiva informazione Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/06/cattiva-indormazione.html

6 commenti:

  1. Ciao Stefano, avevo visto pure io la trasmissione in oggetto e mi ero accorta che il fungo in questione era la gyromitra esculenta e non spugnole come le avevano chiamate. Data la mia conoscenza molto modesta in materia mi ero ripromessa di parlarne in sede (cosa che purtroppo non ho fatto). A questo punto spero solo che gli operatori RAI di competenza facciano una dovuta rettifica informativa ai telespettatori! ci sono troppi casi di mala informazione "pericolosa".
    Marialuisa AMB

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  2. Matteo Passoni18 giugno 2014 16:56

    Ho letto con attenzione la nota inviata alla RAI ed a quanti di competenza!
    Spero che a distanza di nove giorni ci sia stata una qualche risposta che possibilmente gradirei leggere sul vostro attentissimo Blog, a meno che questi signori siano preoccupati solo del loro livello di audience .....
    Credo comunque che l'informazione pubblica sappia tener la "testa alta" e che vengano riconosciuti anche gli eventuali errori.
    Distinti saluti
    Matteo

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  3. Luisa e Matteo:
    Speriamo in un cenno o magari in un "mea culpa".
    Comunque vada, appena avrò notizie (oggi qualcosa in più ho saputo...) sarà mia premura tenervi aggiornati.
    Ciao e grazie
    Stefano

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  4. Ciao e complimenti per questo intervento
    E troppo spesso che i giornalisti televisivi - e non solo in Italia - non hanno abbastanza approfondito la materia e vanno a pubblicare
    disinformazione, talvolta pericolose come questa
    C'é una bella foto della Gyromitra sull sito Ambac-cumino.eu
    http://www.ambac-cumino.eu/aprile14/Gyromitra_esculent.jpg
    e anche sul sito fungi.fr con la descrizione detagliata
    http://fungi.fr/Html/gyromitra_esculenta.html

    Cordiali saluti



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    Risposte
    1. Grazie.
      Anche qui si può trovare una descrizione e foto interessanti di Gyromitra: http://www.appuntidimicologia.com/2011/05/gyromitra.html
      Ciao.
      Stefano

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  5. Volfango Gualandi28 luglio 2014 22:41

    Ciao Stefano,

    Intanto devo dire che è stato più che giusto che tu ti scandalizzassi della trasmissione televisiva che aveva dato notizie pericolosamente errate su questi funghi.
    Infatti, e scusa se entro un po' nei meandri della chimica, ma è necessario, la miscela di sostanze tossiche contenute in questi ascomiceti, ovvero la Giromitrina di cui la N-metil-N-formil-idrazone acetaldeide è il principale costituente, a seguito di ingestione si trasforma per idrolisi dapprima in N-formil-N-metil idrazina e quest'ultima, infine in N-metilidrazina che pare essere la tossina principalmente responsabile dei sintomi noti come "Sindrome Giromitrica".
    L'idrolisi, ovvero la scissione chimica di sostanze ad opera dell'acqua, in sostanze più semplici, potrebbe però avvenire anche fuori dall'apparato digerente umano, ad esempio in presenza di acidità. Chi cucina i funghi potrebbe fare uso di aceto, limone o pomodoro eccetera.
    L'N-metilidrazina è sostanza impiegata anche a livello industriale per particolari sintesi e ne sono quindi ben note le proprietà tossiche generali.
    Le frasi di rischio (da Scheda di sicurezza) che mettono in guardia l'utilizzatore sono le seguenti, almeno fino a qualche anno fa:
    R11 = facilmente infiammabile
    R 24/25 = tossico per contato con la pelle e per ingestione
    R26 = molto tossico per inalazione
    R40 = possibilità di effetti irreversibili
    Infiammabilità a parte, si vede come la sostanza presenti elevatissimi margini di rischio (la frase R40 sottintende evidentemente anche la possibilità di mutagenesi e cancerogenesi).
    Devo anche sottolineare che il termine "velenoso" - ancora usato da alcuni micologi - apparentemente più "forte" di "tossico", secondo le normative europee in vigore ormai da quasi vent'anni, non dovrebbe essere più usato da nessuno (addirittura si parla di sanzioni a carico dell'industria che non vi si adeguasse) e si dovrebbe appunto impiegare il termine "tossico" (nelle schede di sicurezza, simbolo"T" e, nel caso di molto tossico, il simbolo "T+").
    Fine del noioso pistolotto chimico.
    La N-metilidrazina, data la sua polarità, è sostanza certamente solubile in acqua e ciò - secondo me - spiega in parte il motivo per cui, dopo bollitura (per quanto tempo?), le Giromitre pare perdano una certa parte della loro tossicità. Tuttavia si legge nei sacri testi - e ciò è ulteriore motivo della mia perplessità - che le Giromitre perderebbero la loro tossicità (quanta parte?) anche dopo essiccamento. Intanto non è chiaro come e quanto chi le ha essiccate e conservate abbia operato, ma il pericolo di intossicazione a mio avviso è sempre più che presente in quanto l'N-metilidrazina possiede un punto di ebollizione di ben 87°C!!! Essendo fra l'altro molto polare e di conseguenza abbastanza "associata" (come ad esempio succede per le molecole dell'acqua) non credo che questa sostanza possa venire eliminata così facilmente per semplice essiccamento, a meno di altre reazioni che potrebbero avvenire durante questo processo, ad esempio di tipo enzimatico o simili (ma chi le ha mai studiate o provate?) che ne riducano quindi la concentrazione nel tempo. Considerato poi il punto di ebollizione della sostanza tossica, relativamente elevato ed abbastanza vicino a quello dell'acqua, penso che solo dopo una più che prolungata ebollizione di questi funghi, si potrebbe, forse, e sottolineo "forse", considerare una certa riduzione delle tossine, ma certamente io non farei la prova di assaggio!!!
    Per concludere, data l'aleatorietà dei vari trattamenti casalinghi, che per combinazione ne hanno qualche volta sancita la commestibilità, e considerata la forte tossicità della N-metilidrazina, è mia ulteriore meraviglia constatare che alcuni testi, anche moderni, riguardo la commestibilità delle Giromitre riportino solo il termine " Sospetto"!!!
    Cordiali saluti,
    Renzo

    RispondiElimina

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