lunedì 21 luglio 2014

Amanita rubescens

            Fasi di crescita in Amanita rubescens      ©  A. Boffelli
Si distingue da tutte le sorelle del Genere proprio per la caratteristica della carne di virare, al tocco o per vecchiaia, dal bianco al rossastro vinoso. Il nome della specie (rubescens) rimanda proprio a questo fenomeno.

È una bella Amanita (ma ne esistono di brutte?) che inizia a presentarsi nei boschi di  latifoglie e conifere già dalla primavera. Cresce quindi ubiquitaria dal piano al monte.

                        Amanita rubescens          © A. Boffelli
Il cappello di questo fungo, che può superare i 15 centimetri di diametro, è carnoso, inizialmente emisferico, poi appianato con l’età. Presenta variazioni di colore in base allo stadio ed agli ambienti di crescita: dal nocciola chiaro fino al bruno-rossastro con chiazze vinate negli esemplari adulti. 

         Decorazione del cappello        © L. Ponzoni
La superficie  è “decorata” da verruche grigie, bianche o giallognole, con dimensioni variabili nei diversi esemplari; il margine è regolare e liscio; la cuticola può risultare brillante e leggermente viscosa.

L’imenio è composto da lamelle bianche, larghe e fitte, che sfumano di rossastro al tocco.

Le spore sono bianche in massa.


Il gambo cilindrico, che può raggiungere la lunghezza di 20 cm, è pieno nei giovani esemplari, poi farcito e infine cavo; è fulvo o bianco-rosato, che diventa vinato, specie alla base.

La base è bulbosa-ovoidale con presenza di cerchi di verruche che costituiscono la volva. 

                 Anello membranoso          © S. Balestreri    
Nella parte alta del gambo è presente un anello membranoso, ampio, ricadente, bianco o rosato.

La carne, bianca e tenera, si colora di rosso-vinoso al taglio. All’assaggio è leggermente acre e non ha odori facilmente percepibili.


Per la presenza di una tossina termolabile, questo fungo viene dato commestibile solo dopo prolungata cottura (almeno 20 minuti senza coperchio). 

Comunque va prestata molta attenzione prima di cucinarlo, visto il possibile scambio con la tossica Amanita pantherina.

Della rubescens si conoscono alcune varietà il cui colore è leggermente verdastro o giallo-verdastro, ma dal punto di vista tassonomico non hanno grande importanza. 

Forse la più interessante è la varietà annulosulphurea dall’anello giallastro. 
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Luglio).Amanita rubescens Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2014/07/amanita-rubescens.html

4 commenti:

  1. Questo fungo, l' A. rubescens arcinota ai micologi, è stata la mia prima scoperta!
    Vista l'abbondanza, anni fa ne avevo raccolte alcune freschissime. Poi un salto all'ASL n°3 di Monza per una verifica.
    Un signore dall'aspetto severo, mi riceve .... controlla e mi dice:
    "E' commestibile previa prolungata cottura".
    Si accerta che non ne abbia altre quantità da lui non visionate e poi mi saluta certificandomi i funghi esaminati.
    E' stata l'occasione in cui ho conosciuto lo Stefano Balestreri, micologo dell'ASL ora mio amico e mio docente.
    Grazie

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  2. :-) :-) :-).....suonatore di violino!!!!!
    Grazie
    Stefano

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  3. Giovanna di Annone Brianza22 luglio 2014 21:52

    Sin da bambina ho conosciuto il nome dell'Amanita muscaria per le tante mosche bianche che ha sul suo cappello color rosso-aranciato.
    Io, nel bosco ho anche trovato delle Amaniti muscarie di colore bruno, ma voi qui mi dite che questi funghi hanno un nome diverso... ma le mosche ci sono sempre!
    Perché?
    Ciao, Giovanna

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  4. Giovanna, ho aspettato un pò per poter articolare una risposta.
    Poichè sarebbe stata troppo articolata, la riduco e semplifico così:

    Per quanto riguarda l'Amanita muscaria ti rimando al precedente post, dove potrai, leggendolo attentamente, capire il problema delle mosche: http://www.appuntidimicologia.com/2011/10/amanita-muscaria.html

    Per quanto riguarda quelle che tu definisci Amanita muscaria di colore bruno, potrebbero essere Amanita rubescens, descritta in questo post, ma anche la temibile Amanita pantherina, di cui ti invito a leggere il post che la descrive e che con le mosche non ha molto a che fare: http://www.appuntidimicologia.com/2012/10/amanita-pantherina.html
    Buona e attenta lettura!!
    Ciao,
    Stefano

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