lunedì 29 settembre 2014

I Boleti (seconda parte)

Pubblichiamo la seconda parte del post I Boleti, qui potrete leggere la prima.

I Boleti 
Testo di Flavio Rossi – Foto di Pierino Bigoni  

Per opposizione, tutti gli altri funghi a imenio lamellato erano considerati degli “agarici”.
Dopo varie vicissitudini tassonomiche, si è arrivati oggi a suddividere la famiglia delle Boletaceae nei seguenti generi principali:

1 – Genere Gyrodon.
Ridotto ad un’ unica specie, ha un aspetto molto simile a una Poliporacea, con tubuli corti e poco separabili dalla carne del cappello, decorrenti sul gambo, e carne virante leggermente all’ azzurrognolo.
Unico rappresentante europeo è Gyrodon lividus. 

2 – Genere Gyroporus. 
Gyroporus castaneus  ©  P. Bigoni
Si riconosce per la cuticola del cappello tormentoso-vellutata, e un gambo tipicamente cavernoso-fragile e cassante con pori molto piccoli e tondi. Due specie europee: Gyroporus castaneus e Gyroporus cyanescens.

3- Genere Boletinus
Boletinus cavipes  © P.Bigoni
Rivestimento del cappello fittamente asciutto e squamuloso, con tubuli molto corti e decorrenti sul gambo e pori molto ampi disposti in senso radiale. Gambo fornito di anello e tipicamente cavo. Unica specie europea Boletinus cavipes.

4 – Genere Suillus
             Suillus grevillei      © P.Bigoni
Cuticola del cappello glabra, vischiosa e facilmente asportabile, carne tenera e giallastra, raramente bianca, non cangiante in verde-azzurro, vivono in simbiosi esclusivamente con conifere (essenzialmente pini e larici). Vi fanno parte i cosiddetti “pinaroli” (Suillus luteus e granulatus) e i “laricini” (Suillus grevillei), oltre ad altre specie (più di una ventina).

5 – Genere Xerocomus
               Xerocomus badius      © P.Bigoni
Qui la cuticola del cappello è invece secca, tomentosa e pubescente, mai vischiosa. I tubuli sono lunghi e i pori angolosi e irregolari. Vivono in simbiosi sia con latifoglie che conifere.
Una specie conosciuta e ricercata per la sua buona commestibilità è Xerocomus badius.

6 – Genere Tylopilus
Molto simile ai Boletus, si distingue per le spore rosa e la carne molto amara. Unico rappresentante europeo è Tylopilus felleus, o porcino di fiele.

7 – Genere Boletus
             Boletus satanas     © P.Bigoni
E’ il genere più conosciuto e comprende le specie di miglior commestibilità (i ben noti “Porcini”) ma anche la maggior parte delle specie tossiche, come ad es. il Boletus satanas.
Sono specie robuste, con cappello molto carnoso, rivestimento liscio e tormentoso, oppure secco o vischioso. Caratteristicamente presentano sul gambo,  un tipico reticolo. I pori sono piccoli e arrotondati e di colori diversi: bianchi, gialli, verdolini, aranciati o rossi.

8 – Genere Porphyrellus
Porphirellus porphyrosporus   © P.Bigoni
Unica specie europea il Porphyrellus porphyrosporus, di aspetto uniformemente bruno fuligginoso con tonalità olivastre molto scure, piuttosto insolite per una boletacea. 
Non commestibile.

9- Genere Leccinum
                    Leccinum scabrum       © P.Bigoni
Comprende i ben noti “porcinelli” (Leccinum scabrum e Leccinum aurantiacum).
Si tratta per lo più di funghi slanciati, con il gambo tipicamente costolato, cosparso di evidenti asperità. I tubuli e i pori sono in genere bianco-grigiastri, raramente gialli (come in Leccinum lepidum e Leccinum crocipodium).
Tutte le specie sono buone commestibili, ma con carne che annerisce alla cottura e con gambo da scartare, troppo fibroso.

Molti altri sono i generi appartenenti alla famiglia delle Boletaceae, ma li omettiamo per motivi di spazio.
Facciamo ora qualche cenno relativo alla commestibilità dei boleti.
Quasi tutte le specie che si conoscono sono commestibili; ad eccezione di alcune, che sono da rifiutare per la carne amara o pepata, di altre sospette, e di alcune veramente tossiche, ma sono relativamente poche, quali B. rhodopurpureus,  B. satanas e poche altre.
In genere le specie tossiche o sospette si trovano nel genere Boletus, in particolare tra quelle a pori rossi della sez. “Luridi”. 
              Boletus luridus         © P.Bigoni
Una cosa molto importante da sfatare è la credenza che il viraggio della carne al blu, caratteristica di alcune specie del genere Boletus, ma anche Xerocomus, sia sinonimo di tossicità. Ciò non è sempre vero, tant’ è che ad esempio specie quali il Boletus luridus e il Boletus erythropus risultano, dopo adeguata cottura, specie di buona qualità pur avendo un viraggio di colore nella carne molto intenso, mentre ad esempio in Boletus satanas, specie di provata tossicità, il viraggio è piuttosto scarso e in alcune condizioni quasi nullo.

BIBLIOGRAFIA:
   E.G.Merlo, M. Rosso, M. Traverso, “i nostri funghi – I  BOLETI” – SAGEP editrice
Flavio Rossi e Pierino Bigoni
Cita questa pagina:
Rossi F. et Bigoni P.(2014. Settembre).I Boleti . Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/i-boleti.html

lunedì 22 settembre 2014

I Boleti (prima parte)

Un regalo questo post degli amici del Gruppo Micologico di Villa d'Ogna (BG) Flavio Rossi e Pierino Bigoni, infaticabili promotori della Micologia, della Natura e di quel grande teatro naturale che sono le loro montagne: le Orobie. 
L'articolo, già pubblicato sul Bollettino della 38° Mostra del Fungo e della Natura organizzato ogni anno dal gruppo, è un concentrato di semplicità e sintesi per poter conoscere, capire ed apprezzare facilmente i Boleti.
Eccovi la prima parte.
Stefano Balestreri

I Boleti 
Testo di Flavio Rossi – Foto di Pierino Bigoni  


                                      Boletus edulis                            ©  P. Bigoni
I boleti rappresentano senz’ altro i funghi più conosciuti e apprezzati dalla maggior parte delle persone, sia per la loro diffusione in tutti gli ambienti boschivi, sia per la loro taglia, sia per i loro colori, sia per le loro qualità organolettiche che li pongono meritatamente ai primi posti dei valori commestibili.

Senza dubbio i boleti più conosciuti e ricercati sono quelli appartenenti al gruppo dei “porcini” (Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis, Boletus pinophilus) e ormai sono una vera moltitudine le persone che ogni anno percorrono i boschi delle nostre colline e delle nostre montagne alla ricerca dei preziosi miceti, lasciando spesso, purtroppo, terra bruciata.
                        Boletus aestivalis          ©  P. Bigoni
I boleti, nella maggior parte dei casi, sono funghi simbionti, sono cioè intimamente legati a particolari essenze arboree e formano con esse caratteristiche formazioni radicali, dette “micorrize”, un libero scambio tra sostanze organiche e acqua, sali e sostanze azotate, assorbite dal fungo nel terreno e cedute alla pianta simbionte.


                   Boletus pinophilus          ©  P. Bigoni
Molte sono le specie che nascono solo sotto conifere e altre solo sotto latifoglie; molte poi prediligono un ristretto numero di essenze se non un’ unica pianta.
Si è anche osservato che alcune specie di boleti possono vivere in condizioni ottimali sia sotto latifoglie che conifere, come ad esempio il Boletus edulis o porcino d’ autunno, pressoché ubiquitario.


                          Boletus aereus          ©  P. Bigoni
Veniamo ora a brevi cenni di sistematica.
Nell’ antichità pochissime erano le varietà fungine conosciute, che, raccolte a scopo esclusivamente alimentare, venivano denominate con termini popolari di origine locale, varianti dunque da un villaggio all’ altro.

Il termine “Boletus” era già usato fin dall’antica epoca greca e romana per indicare genericamente tutti i funghi a forma rotondeggiante, almeno nelle prime fasi del loro sviluppo.

Solo nel 1821 il Fries si fece promotore di una tendenza che ammetteva due generi distinti: un genere Boletus per indicare i funghi aventi l’ imenoforo (= parte fertile del cappello) separabile dalla carne del cappello stesso e un genere Poliporus per indicare funghi con imenoforo poroso che faceva un tutt’uno con la carne del cappello.

Successivamente, micologi come il Berkeley e il Kalchbrenner, in base a studi e ricerche ulteriori restrinsero il genere Boletus a un gruppo di funghi sempre più caratterizzato, separando da essi e creando altri generi: rispettivamente Strobilomyces, Gyrodon, Boletinus.
Flavio Rossi e Pierino Bigoni


Cita questa pagina:
Rossi F. et Bigoni P.(2014. Settembre).I Boleti . Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/i-boleti.html



              

lunedì 15 settembre 2014

Boletus calopus

 
                                           Boletus calopus                 © Stefano Balestreri
In quanti non hanno avuto un tuffo al cuore vedendolo nell’ombra del sottobosco con la sua massiccia silouette coincidente in tutto e per tutto con i ricercati porcini?

Poi, in preda all’eccitazione, ti avvicini e scopri che è il solito  calopus...

Particolare del reticolo  © S. Balestreri
Il nome della specie rimanda al greco kalòs = bello e poùs = piede, ovvero bel piede. Nel gambo, infatti, c’è un perfetto accostamento di colori vividi che lo rende unico e veramente bello!

È un Boletus che ha una dimensione importante: il cappello, di colore beige chiaro, talvolta con tonalità olivastre, raggiunge i 20 cm e più di diametro. 

Emisferico, molto carnoso e sodo anche negli esemplari molto maturi, risulta asciutto al tatto.

L’imenio è formato da finissimi pori di colore giallo che al tocco virano all’azzurro-verdastro. Alla sezione i tubuli sono relativamente corti rispetto allo spessore del cappello.

Il gambo, come detto, è il suo punto di forza: molto variabile nelle forme, verosimilmente dovuto all’habitat di crescita, può presentarsi obeso alla base, tozzo, ventricoso, sinuoso, slanciato o ricurvo.

La colorazione dello stesso, partendo dalla base fin’oltre la metà, è di color rosso carminio/scarlatto sul fondo giallo primula. 
Quest’ultimo predomina nella parte superiore, fin sotto l’imenio. Tutto il gambo risulta “calzato” da un fine reticolo a maglie allungate.

La carne ha un odore caratteristico, definito in molti testi di colla “Vinavil”. A mio parere è più simile a quello acidulo della frutta acerba. Al taglio il colore giallino vira all’azzurro-verde.
 
                    Viraggio della carne al taglio    © Stefano Balestreri
All’assaggio, dopo una brevissima illusione iniziale, essa risulta veramente amara. Questo particolare pone il calopus di diritto tra i funghi non commestibili.

Agli amanti del brivido che si sono spinti al consumo ha causato spiacevoli sindromi gastrointestinali!
 
         kalòs = bello e poùs = piede, ovvero bel piede   © Stefano Balestreri
Altra caratteristica di questo Boleto è la crescita in gruppi talvolta cespitosi, sia sotto latifoglia sia in ambiente di aghifoglia, dall’estate all’autunno. 

È dunque il tempo di ricercarlo, almeno per goderlo nelle sue forme e nei suoi colori e per mettere nel cestino qualche splendida fotografia.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Settembre).Boletus calopus Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/boletus-calopus.html

mercoledì 10 settembre 2014

Corso ECM Micologi ASUR MARCHE




Approfondimento sulle Tecniche diagnostiche micologiche su campioni biologici e non, di alcune specie di funghi responsabili delle principali intossicazioni alimentari nella Regione Marche ed in Italia 
Ogni anno nella Regione Marche ed in Italia si verificano diversi casi di intossicazione alimentari da funghi epigei spontanei. L’interpretazione dei sintomi, dei valori di laboratorio, l’esame del materiale fungino (avanzi del pasto) ed i campioni biologici (vomito o aspirato gastrico) risultano decisivi per una esatta diagnosi.
 PROGRAMMA
Venerdì 17 Ottobre 2014
8,30 - 9,00  Registrazione dei partecipanti
9,00 - 9.30  Presentazione del corso - Dott.ssa Bentivoglio T.
9,30 - 10,30 Attività istituzionali degli Ispettorati Micologici nell’Intossicazione da funghi”- Dott.Colletta S.
10,30-11,30 Micotossicologia: le sindromi principali”  - Dott. Francesconi M.
11,45 - 13,00  “Intossicazioni da funghi: modalità operative e criticità”- Dott. Arcangeli A.

14,00 - 15,00 Utilizzo del Microscopio e dei principali reagenti nell’ intossicazione da funghi” -- Dott. Arcangeli 
15,00 - 17,30 Intossicazioni da funghi: “aspetti pratici su campioni biologici” - Dott. Vitale A.
17,30 - 18,00 Dibattito e Questionario finale


Sabato 18 Ottobre 2014
8,30 - 9,00 Registrazione dei partecipanti e inizio raccolta funghi in habitat - Dott. Vitale A.
12,00 - 12,30 Determinazione delle specie raccolte - Dott. Arcangeli A.
12,30 - 13,00  Compilazione questionari apprendimento e gradimento
13,00 Fine corso

DOCENTI

Dott.ssa Bentivoglio Tiziana
Direttore Dipartimento di Prevenzione Area Vasta n°3
Dott. Colletta Stefano
Direttore Servizio Igiene Degli Alimenti e della Nutrizione Area Vasta n°3
Dott. Francesconi Maurizio
Medico Chirurgo Micologo Blocco Operatorio Ospedale di Macerata - Area Vasta n.3 -
Dott. Arcangeli Andrea
Micologo II° livello ASL Perugia n.1
Coordinatore Didattico e Responsabile Scientifico corsi di Formazione per Micologi Regione Umbria  
Dott. Vitale Alessandro
Micologo II° livello Area Vasta n.3 - Macerata - Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione

ECM n° 21 a: Micologi, Tecnici della Prevenzione,  Tecnici di Laboratorio, Infermieri,  Assistenti Sanitari, Medici, Biologi, Chimici.

Sede “Aula Galileo “Asur Marche A.V. n.3 - Macerata Via Belvedere Raffaello Sanzio, 1

Segreteria Organizzativa

Dott. Alessandro Vitale : SIAN di Macerata
Tel. 0733/2572756 -  900251 Fax: 0733/2572710 alessandro.vitale@sanita.marche.it





lunedì 8 settembre 2014

Rientro

               Amanita phalloides          ©   Raul Serra
Eccomi di ritorno per riprendere il cammino interrotto oltre un mese fa.

La notizia interessante è che, ad oggi, la stagione ha regalato notevoli soddisfazioni sia ai micologi, sia ai micofagi.

                Cortinarius orellanus         ©    Emilio Pini
Complice il clima, tra un acquazzone e l’altro, grandi raccolte: gli amati porcini ai micofagi, miriadi di specie da osservare e studiare ai micologi.

     Amanita pantherina  © D. Rocconi
Bisognava solo avere la pazienza di attendere la giornata giusta ed il cestino era fatto. Mai visti boschi così ricchi di specie di ogni forma e colore. Non solo: anche i parchi cittadini sono stati invasi da una considerevole quantità di funghi, commestibili e non. 

Io ho avuto la fortuna di osservare crescite veramente interessanti, alcune delle quali notevolmente preoccupanti dal punto di vista tossicologico.

Oltre alla ben nota Amanita phalloides, mi sono stupito dei numerosissimi ritrovamenti di Cortinarius orellanus: mai ne avevo visti così tanti come in questa stagione. 

Purtroppo agli occhi del micologo queste specie fanno temere il peggio. Sappiamo che la corrispondenza “tanti funghi = tanti avvelenamenti solitamente viene rispettata, ma la speranza mia e di tutti è che quest’anno non sia confermata.

Agaricus praeclaresquamosus    ©   E. Pini
Con queste crescite massicce si sa che molti, attirati dalla speranza di riempire con una certa facilità il cestino, si improvvisano raccoglitori, senza pensare ai rischi che si corrono con il consumo di funghi non controllati.

Ancora una volta rivolgo l’appello di essere umili e ricorrere per una verifica del “bottino” agli Ispettorati micologici delle ASL o ai Gruppi micologici locali, vere àncore di salvezza prima dell’inevitabile.
Stefano Balestreri
Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Settembre).Rientro Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/rientro.html
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