lunedì 15 settembre 2014

Boletus calopus

 
                                           Boletus calopus                 © Stefano Balestreri
In quanti non hanno avuto un tuffo al cuore vedendolo nell’ombra del sottobosco con la sua massiccia silouette coincidente in tutto e per tutto con i ricercati porcini?

Poi, in preda all’eccitazione, ti avvicini e scopri che è il solito  calopus...

Particolare del reticolo  © S. Balestreri
Il nome della specie rimanda al greco kalòs = bello e poùs = piede, ovvero bel piede. Nel gambo, infatti, c’è un perfetto accostamento di colori vividi che lo rende unico e veramente bello!

È un Boletus che ha una dimensione importante: il cappello, di colore beige chiaro, talvolta con tonalità olivastre, raggiunge i 20 cm e più di diametro. 

Emisferico, molto carnoso e sodo anche negli esemplari molto maturi, risulta asciutto al tatto.

L’imenio è formato da finissimi pori di colore giallo che al tocco virano all’azzurro-verdastro. Alla sezione i tubuli sono relativamente corti rispetto allo spessore del cappello.

Il gambo, come detto, è il suo punto di forza: molto variabile nelle forme, verosimilmente dovuto all’habitat di crescita, può presentarsi obeso alla base, tozzo, ventricoso, sinuoso, slanciato o ricurvo.

La colorazione dello stesso, partendo dalla base fin’oltre la metà, è di color rosso carminio/scarlatto sul fondo giallo primula. 
Quest’ultimo predomina nella parte superiore, fin sotto l’imenio. Tutto il gambo risulta “calzato” da un fine reticolo a maglie allungate.

La carne ha un odore caratteristico, definito in molti testi di colla “Vinavil”. A mio parere è più simile a quello acidulo della frutta acerba. Al taglio il colore giallino vira all’azzurro-verde.
 
                    Viraggio della carne al taglio    © Stefano Balestreri
All’assaggio, dopo una brevissima illusione iniziale, essa risulta veramente amara. Questo particolare pone il calopus di diritto tra i funghi non commestibili.

Agli amanti del brivido che si sono spinti al consumo ha causato spiacevoli sindromi gastrointestinali!
 
         kalòs = bello e poùs = piede, ovvero bel piede   © Stefano Balestreri
Altra caratteristica di questo Boleto è la crescita in gruppi talvolta cespitosi, sia sotto latifoglia sia in ambiente di aghifoglia, dall’estate all’autunno. 

È dunque il tempo di ricercarlo, almeno per goderlo nelle sue forme e nei suoi colori e per mettere nel cestino qualche splendida fotografia.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Settembre).Boletus calopus Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/boletus-calopus.html

2 commenti:

  1. Adriano il Toscano16 settembre 2014 22:21

    Alcuni anni fa, sono tornato a casa felice per aver trovato alcuni bei funghi.
    Su un depliant ho individuato genere e specie... "Boletus calopus"...
    All'ASL mi hanno detto "Boletus radicans"!
    La storia si ripete con un bel porcino che metto in padella a cuocere col pollo... Immangiabile!!!
    Era un Tylopilus felleus...
    Ma questi benedetti funghi, non possono nascere con un'etichetta applicata?
    Adriano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dai, vieni al Gruppo micologico, Conosco una persona che in 5 anni è diventato espertissimo (anche lui ha pagato a proprie spese con il felleus) ma ora sa più di tutti noi!
      Ciao.

      Elimina

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