lunedì 22 settembre 2014

I Boleti (prima parte)

Un regalo questo post degli amici del Gruppo Micologico di Villa d'Ogna (BG) Flavio Rossi e Pierino Bigoni, infaticabili promotori della Micologia, della Natura e di quel grande teatro naturale che sono le loro montagne: le Orobie. 
L'articolo, già pubblicato sul Bollettino della 38° Mostra del Fungo e della Natura organizzato ogni anno dal gruppo, è un concentrato di semplicità e sintesi per poter conoscere, capire ed apprezzare facilmente i Boleti.
Eccovi la prima parte.
Stefano Balestreri

I Boleti 
Testo di Flavio Rossi – Foto di Pierino Bigoni  


                                      Boletus edulis                            ©  P. Bigoni
I boleti rappresentano senz’ altro i funghi più conosciuti e apprezzati dalla maggior parte delle persone, sia per la loro diffusione in tutti gli ambienti boschivi, sia per la loro taglia, sia per i loro colori, sia per le loro qualità organolettiche che li pongono meritatamente ai primi posti dei valori commestibili.

Senza dubbio i boleti più conosciuti e ricercati sono quelli appartenenti al gruppo dei “porcini” (Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis, Boletus pinophilus) e ormai sono una vera moltitudine le persone che ogni anno percorrono i boschi delle nostre colline e delle nostre montagne alla ricerca dei preziosi miceti, lasciando spesso, purtroppo, terra bruciata.
                        Boletus aestivalis          ©  P. Bigoni
I boleti, nella maggior parte dei casi, sono funghi simbionti, sono cioè intimamente legati a particolari essenze arboree e formano con esse caratteristiche formazioni radicali, dette “micorrize”, un libero scambio tra sostanze organiche e acqua, sali e sostanze azotate, assorbite dal fungo nel terreno e cedute alla pianta simbionte.


                   Boletus pinophilus          ©  P. Bigoni
Molte sono le specie che nascono solo sotto conifere e altre solo sotto latifoglie; molte poi prediligono un ristretto numero di essenze se non un’ unica pianta.
Si è anche osservato che alcune specie di boleti possono vivere in condizioni ottimali sia sotto latifoglie che conifere, come ad esempio il Boletus edulis o porcino d’ autunno, pressoché ubiquitario.


                          Boletus aereus          ©  P. Bigoni
Veniamo ora a brevi cenni di sistematica.
Nell’ antichità pochissime erano le varietà fungine conosciute, che, raccolte a scopo esclusivamente alimentare, venivano denominate con termini popolari di origine locale, varianti dunque da un villaggio all’ altro.

Il termine “Boletus” era già usato fin dall’antica epoca greca e romana per indicare genericamente tutti i funghi a forma rotondeggiante, almeno nelle prime fasi del loro sviluppo.

Solo nel 1821 il Fries si fece promotore di una tendenza che ammetteva due generi distinti: un genere Boletus per indicare i funghi aventi l’ imenoforo (= parte fertile del cappello) separabile dalla carne del cappello stesso e un genere Poliporus per indicare funghi con imenoforo poroso che faceva un tutt’uno con la carne del cappello.

Successivamente, micologi come il Berkeley e il Kalchbrenner, in base a studi e ricerche ulteriori restrinsero il genere Boletus a un gruppo di funghi sempre più caratterizzato, separando da essi e creando altri generi: rispettivamente Strobilomyces, Gyrodon, Boletinus.
Flavio Rossi e Pierino Bigoni


Cita questa pagina:
Rossi F. et Bigoni P.(2014. Settembre).I Boleti . Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/09/i-boleti.html



              

6 commenti:

  1. Meravigliose le foto esposte!
    Nel blog non sorgono mai dubbi sulle specie.
    Siamo purtroppo noi, miseri mortali, che quando troviamo un fungo non lo distinguiamo tra edulis o aestivalis, o per i più fortunati tra pinophilus o bronzino!
    La soluzione ci sarebbe ..... Raccoglierne tanti per acquisire sicurezza anche nella determinazione.
    .... Chi mi invita in qualche fungaia per fare esperienza?
    Grazie in anticipo,
    Walter

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    Risposte
    1. Se qualcuno ti inviterà fammi un fischio!
      Ciao
      stefano

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    2. Ho avuto la fortuna di passare in piazza Wagner a Milano.
      C'è un meraviglioso negozio di frutta, verdura, funghi e tartufi ed il titolare mi ha detto che posso andare lì per fare esperienza!
      Lui mi garantisce che se vado lì a fare spesa, dopo qualche anno imparo oltre ai funghi anche il nome delle varie frutte esotiche da loro vendute!
      E' una opportunità che potrebbe interessare anche lei, sig. Stefano?
      Cordiali saluti,
      Walter

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    3. Assolutamente......no!
      :-) :-) :-) Grazie
      Stefano

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  2. Giovanna di Annone Brianza25 settembre 2014 21:53

    Finalmente ho idea delle differenze estetiche di questi quattro funghi.
    Nel libro di mio marito ci sono foto fatte probabilmente con la Polaroid oppure ricopiate da qualche giornale dell'epoca!
    Grazie, Ciao

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    Risposte
    1. I funghi son sempre quelli....ma le tecniche fotografiche fortunatamente si evolvono... :-)
      Ciao
      stefano

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