lunedì 6 ottobre 2014

Hypholoma fasciculare

                     Hypholoma fasciculare       ©   L. Ponzoni
Zolfino o falso chiodino sono gli appellativi più noti per questo fungo. Personalmente preferisco il primo, perché il suo colore richiama in qualche modo quello dello zolfo.
Falso chiodino mi sembra improprio: di falso qui non c’è nulla e non può certo essere sosia del chiodino (Armillaria mella). Forse lo si può scambiare con Flammulina velutipes o Kuehneromyces mutabilis ...forse.

Certo il modo di presentarsi in grandi cespi, la silhouette e l’habitat di crescita su tronchi possono confondere... ma solo quei cercatori della domenica completamente a digiuno di conoscenze micologiche!

L’etimologia del nome è l’insieme di alcune caratteristiche distintive: Hypholoma: hùfos = tessuto e loma = orlo, ovvero che ha l’orlo con tessuto, per la caratteristica di avere il contorno del cappello ornato da frange, residui dell’anello nelle fasi iniziali di crescita, non sempre facilmente visibili; fasciculare per la caratteristica crescita fascicolata. 

        Particolari in H. fasciculare    ©  L. Ponzoni

Lo zolfino ha una colorazione che spazia dal giallo zolfo iniziale fino al color mattone a maturità. 

Ritroviamo queste tinte su tutto il corpo fruttifero con qualche tonalità aranciata.

L’imenio è inizialmente composto da lamelle adnate al gambo di color zolfo, che potremo ritrovare verdognole ed infine bruno-olivastre con la maturazione delle spore in massa.

L’incauto consumo di questi funghi, che può avvenire nonostante il sapore amaro della carne, è causa di una sindrome gastroenterica con possibili complicanze epatiche.

Hypholoma sublateritium    © S. Balestreri
Prossimo al fasciculare e di commestibilità dubbia è l’H. sublateritium, di maggiori dimensioni e robustezza, di  colorazione mattone e con carne meno amara.

È da veri esperti, invece, distinguere L’Hypholoma capnoides dal fasciculare: bisogna valutare attentamente le tonalità di colore (molto simili), il sapore all’assaggio (carne dolce nel capnoides) e ricordarsi che, a maturazione, le lamelle non assumono tonalità verdastre, ma grigio violetto.
Hypholoma capnoides   © Rolf Faber
Lasciamo che l’incontro con questi miceti durante le passeggiate autunnali ci lasci stupefatti: la loro abbondante crescita negli angoli del bosco ci regala incantevoli macchie di colore, da gustare con la vista e non con il palato.
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Ottobre). Hypholoma fasciculare Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/10/hypholoma-fasciculare.html

2 commenti:

  1. Mariuccia D. - Cremona -8 ottobre 2014 13:46

    Mio marito, che secondo me non capisce niente di funghi, li chiama tutti chiodini.
    Così facendo si fa confusione e si finisce per non differenziarli con il rischio di mangiarne e ritrovarsi con violenti mal di pancia.
    (La cosa è accaduta anni or sono!).
    Ciao, Mariuccia

    RispondiElimina
  2. Anni or sono...
    e non è stato sufficiente a far passare la voglia di funghi?
    Io avrei già smesso!!!!
    ;-)
    ciao
    stefano

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...