lunedì 3 novembre 2014

Hericium coralloides

                                        Hericium coralloides                 CopyrightLisa K. Suits
Era da anni che speravo di poterlo vedere, magari in habitat per fotografarlo con calma da tutte le possibili angolazioni.
Invece è apparso alla mostra micologica, esemplare unico, ritrovato, tra l’altro, vicino a casa,  nel Parco di Monza.
Purtroppo i funghi, una volta raccolti, non sono mai molto fotogenici: si macchiano, si rompono, si sporcano, anche perché spesso i fortunati cercatori, sorpresi, ma anche eccitati dall’insolito ritrovamento, lo prelevano senza quella particolare attenzione che merita un esemplare così raro.

Anche se ci sono diverse segnalazioni di ritrovamenti in Italia, ho chiesto aiuto a Lisa K.Suits, una collega americana, per avere delle immagini significative su questo interessante fungo.  Lì, in America, non è così raro!

È un fungo facilmente identificabile nel genere, dal portamento particolarmente elegante, che può arrivare a dimensioni notevoli.

Hericium coralloides deve il suo nome ad alcune caratteristiche distintive: Hericium, in quanto simile al riccio per la presenza di “spine”, e coralloides per il portamento più da creatura degli abissi che del bosco.

                                                  Hericium coralloides       Copyright Mycologista- Lisa K. Suits
Saprobico ed eventualmente parassita, può crescere solitario, ma anche gregario con più esemplari sullo stesso tronco.
Nel Nord America questo bellissimo basidiomicete è ampiamente diffuso, fruttifica su tronchi e rami caduti di aghifoglie o alla base di ceppi di alberi morti dalla tarda estate all’autunno (anche in inverno e primavera nei climi più caldi).


La fruttificazione dell’Hericium avviene inizialmente sotto forma di massa globosa; in seguito si sviluppano rami, che nascono da un nucleo più o meno centrale, di dimensioni mediamente comprese tra gli 8 e i 35 cm.


Particolare degli idni © S.Balestreri
L’imenio è costituito da idni della lunghezza media di 1 cm. Crescendo, gli stessi  pendono  lungo i rami dando un aspetto che può ricordare una cascata o una concrezione calcarea di stalattiti o un salice piangente.
Con la maturazione il colore varia dal bianco neve al giallo ocra tenue.
La carne è bianca ed al taglio rimane immutabile; non ha odore ed è insapore. Le spore in massa sono bianche.

Per quanto riguarda la commestibilità, Lisa mi ha raccontato di aver consumato alcuni esemplari di questo fungo, freschi e giovani. È un fungo edibile, ma senza alcun valore culinario.

Nel Genere Hericium in Europa vengono menzionate, oltre al coralloides, che rappresenta la specie tipo, Hericium clathroides (simile al coralloides ma cresce su latifoglia) ed Hericium erinaceum. Nel Nord America vengono segnalate anche H. abietis e H. americanum. 

Sicuramente i miei limiti di conoscenza su questo genere non mi permettono di andare oltre nella valutazione delle informazioni acquisite, ma la curiosità, stimolata dal ritrovamento del coralloides nel nostro territorio, mi porterà ad indagare ulteriormente sulle sue caratteristiche.
Accetto fin d’ora qualsiasi contributo in proposito.


Ringrazio la collega d’Oltreoceano Lisa Suits, ideatrice e gestore del bellissimo blog di micologia http://mycologista.blogspot.com, per la concessione all’uso delle sue immagini e per le interessanti e nuove (per me) informazioni su questi interessanti funghi. Ho potuto costatare che anche Lisa, come me, ha una profonda passione per la Natura ed ha un modo piacevolissimo di descriverla e raccontarla!
Thank you Lisa!
Stefano Balestreri

Cita questa pagina:
Balestreri, S. (2014. Novembre).Hericium coralloides. Estratto da AppuntidiMicologia ©
http://www.appuntidimicologia.com/2014/11/hericium-coralloides.html




9 commenti:

  1. Excellent post!
    I will offer this on H. coralloides (and its friend H. erinaceus)--they are DELICIOUS, with a subtle seafood flavor akin to scallops. Very choice!

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    1. Thank you Lisa. If I am lucky enough to find such a specimen the sacrifice certainly in the kitchen!
      Ciao
      Stefano

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  2. Candido ed immacolato, spero di poterlo prima o poi fotografare anch'io.
    Non è facile individuare la specie, occorre ricordare esattamente se è nato su aghifoglia o latifoglia e poi esaminare le spore se grandi H. coralloides e se piccole H clathroides.
    Complimenti ai fotografi ! ! !
    Dante

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    1. Caro Dante, qui bisogna approfondire.....
      Ciao
      stefano

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  3. Sergio Margutti6 novembre 2014 07:33

    Stefano, sono Sergio del gruppo AMB di Missaglia, e ti dico che noi, come gruppo, andiamo in Basilicata da 8 anni consecutivi ad organizzare una mostra. Ci è capitato, più volte, che la gente del posto si sia presentata da noi con esemplari di Hericium clathroides, ritrovati su legno di faggio. E' un fungo che loro consumano inconsciamente ed impunemente, per tradizione popolare, volgarmente chiamato "rizzola", a loro detta anche buono (?). Purtroppo noi non lo abbiamo mai visto direttamente. I tuoi articoli sono sempre interessanti.

    Ciao Sergio.

    Cordiali saluti,
    Sergio Margutti

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    1. Grazie per le interessanti informazioni.
      Ciao
      Stefano

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  4. Thank you Stefano! grazie per diffondere queste informazioni e soprattutto immagini. Sofia Aquaro

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