lunedì 24 novembre 2014

Rabdomiolisi



Una avvelenamento sconosciuto fino a pochi anni fa: la sindrome rabdomiolitica è uscita allo scoperto a seguito di consumo abbondante di Tricholoma equestre.  

Nel settembre 2001 un gruppo di ricercatori francesi pubblicò sulla rivista scientifica The New England Jornal of medicine” un articolo correlato a delle intossicazioni verificatesi in Francia a partire dal 1992. Lo studio evidenziava che 12 persone erano state colpite da rabdomiolisi, consumando grandi quantità di funghi in pasti ravvicinati. Il Tricholoma equestre, considerato fino ad allora un ottimo commestibile, fu individuato come il responsabile dell’accaduto. I funghi implicati erano stati raccolti sotto pini, su una costa molto sabbiosa nel sud-ovest della Francia, tra la fine dell’autunno e la metà dell’inverno. Tre di questi 12 pazienti morirono per grave miopatia (rabdomiolisi*). Anche in Polonia nel 2002 si verificarono altri due casi nei quali rimasero coinvolti madre e figlio, che però sopravvissero.

*Semplificando al massimo, con il termine rabdomiolisi si indica un danno grave al muscolo scheletrico, con conseguente rilascio nel torrente sanguigno di numerosi composti, come mioglobina (molto tossica per l’apparato renale, perché accumulandosi nei nefroni può essere causa di una possibile insufficienza renale), ma anche creatina, calcio, potassio ed acido urico. In particolare i valori della creatinfosfochinasi serica (CPK=Creatin Fosfo Chinasi), enzima endocellulare presente nell’organismo, sono 5 volte superiori rispetto ai valori base (v.n. 30-200 U.l./l), così come può accadere utilizzando le statine (farmaci adibiti ad abbassare i livelli di colesterolo ematico.
                  Tricholoma equestre     © Jaroslav Malý
In seguito a questi fatti, il Ministero della Salute emanò un’ordinanza, pubblicata sulla G.U. n° 201 del 28 Agosto 2002, con la quale veniva disposto il divieto di raccolta, distribuzione, vendita e consumo di Tricholoma equestre su tutto il territorio italiano.
Naturalmente in un primo momento nel mondo della micologia furono ipotizzate altre cause: consumo di funghi di altre specie, inquinamento dell’area di raccolta, micotossine presenti sui funghi consumati… In definitiva, non si accettava una notizia che aveva dell’incredibile.

Per cercare di dare una risposta definitiva, estratti di Tricholoma equestre vennero somministrati alle cavie in proporzioni equivalenti a quelle dei pazienti, ottenendo risultati sovrapponibili a quelli osservati nelle persone. I ricercatori francesi avevano dimostrato che la rabdomiolisi era stata causata dal consumo della specie in questione?

Sì, fino a che alcuni autori finlandesi (Nieminen & Al. 2006) sperimentarono altri test sulle cavie: somministrarono loro estratti di funghi per 5 giorni consecutivi, utilizzando diverse specie (B. edulis, Russula, C. cibarius, A. ovinus, L. versipelle) ed in quantitativi crescenti. Risultato? In base alle ricerche di laboratorio, molti altre specie di funghi, consumate in grandi quantitativi, si sono rivelate potenziale causa di rabdomiolisi!

Il Tricholoma equestre, dunque, è assolto o forse è il caso di sottolineare ancora una volta che i funghi, anche i più “sicuri”, vanno consumati con moderazione?

In tutti gli studi, sia riguardanti l’uomo, sia riferiti alle cavie, si evidenzia l’importanza della componente individuale, con risposte molto diverse da soggetto a soggetto, soprattutto in seguito a consumi abbondanti in pasti ripetuti.

Sui casi del Tricholoma equestre tanto si è discusso e ancora si discuterà. Nel frattempo da parte del Ministero della Salute, degli Ispettorati micologici e delle Associazioni micologiche si è fatta tantissima prevenzione: ad oggi non si è a conoscenza di nuovi casi di rabdomiolisi dovuti al consumo di funghi.

Di fronte alle risultanze scientifiche, personalmente non assolvo il T. equestre, e non mi stancherò mai di ripetere che i funghi vanno “gustati” senza eccessi. 
L’interessante espressione di opinioni, già iniziata su questo blog con il post precedente, può continuare...
Stefano Balestreri 
Cita questa pagina:

Balestreri, S. (2014. Novembre).Rabdomiolisi. Estratto da AppuntidiMicologia ©

http://www.appuntidimicologia.com/2014/11/rabdomiolisi.html
 

4 commenti:

  1. Ottimo articolo Stefano. E 'importante richiamare l'attenzione su queste cose.

    Jaroslav Malý

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    1. Grazie.
      Complimenti a te per le belle immagini. Continua così!
      Ciao
      Stefano

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  2. è vero che non bisogna abbondare nel consumo dei funghi che sono solo da gustare ma non vedo il caso di proibire addirittura la raccolta. Conosco gente che li consuma regolarmente da anni (senza eccedere) e non hanno mai avuto nessun problema. Anche il sottoscritto li ha consumati negli anni passati senza problemi l'importante è non STRAFOGARSI nel consumo della specie in questione e di altre specie in generale.

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  3. Grazie!
    Adriano, concordo con te sul divieto di raccolta, se pensiamo che funghi mortali come A. phalloides possono essere tranquillamente raccolti....
    Sul consumo invece, se si legge attentamente la bibliografia in merito a queste problematiche ognuno può trarre le dovute conclusioni.
    Ciao
    Stefano

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